Georgia-Russia, già oltre 2000 vittime

Scritto da: il 10.08.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Pare che le vittime della guerra fra la Russia e la Georgia siano già oltre le 2.000. In appena 48 ore di conflitto aperto, sottolineo. Un conflitto così impari da lasciare sbalorditi gli osservatori per la davvero folle mancanza di cautela del presidente georgiano Mikhail Saakashvili, lanciatosi qualche giorno fa nell’incauta mossa di tentare di recuperare l’Ossezia del Sud, quasi una No Man’s Land e di fatto indipendente dai primi anni Novanta.

Le truppe di Tbilisi hanno conquistato per un pugno di ore Tskhinvali, capitale della repubblica separatista, ma ad un prezzo altissimo. Subito sono intervenuti gli uomini della 58ª armata russa, di stanza poco distante, a Vladikavkaz, nell’Ossezia del Nord, territorio della Federazione. E l’ordine è stato riportato in brevissimo tempo, dando l’occasione al premier russo Vladmir Putin di “sanare” il vecchio conto con la Georgia. Tbilisi è stata pesantemente bombardata e piegata in poche ore ed a questo punto l’Ossezia del Sud, guidata da leader separatista Eduard Kokoity, o diverrà una microrepubblica indipendente o sarà annessa alla Federazione Russa.

In ogni caso, per la Russia del presidente Dimitri  Medvedev, simulacro del potentissimo Putin, vi sarà la possibilità di far sentire la propria ingombrante presenza lungo il tracciato dell’oleodotto Btc, l’unico che collega i giacimenti petroliferi del Mar Caspio alle coste della Turchia, bypassando la Federazione. Il che, per inciso, è il vero motivo del conflitto in corso …

Questo, intanto, rischia di allargarsi, coinvolgendo l’Abkhazia. La speranza è che non degeneri in una guerra pan-caucasica, in un tutti contro tutti che minerebbe la stabilità dell’intera area e preoccuperebbe enormemente Europa, Usa ed i relativi mercati.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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