Gli Usa venderanno armi a Taiwan per supportare l’equilibrio nell’area, ma indispongono fortemente la Cina

Scritto da: il 31.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Dopo qualche annuncio successivamente ritirato, sembra proprio che stavolta gli Stati Uniti siano intenzionati a trasferire un consistente fornitura di armi a Taiwan al fine di migliorarne la capacità difensiva e supportare l’equilibrio nella zona. Washington venderà quindi armamenti a Taipei per 6.4 miliardi di dollari.

Com’è ovvio, immediata è stata la reazione della Cina, che ha espresso «indignazione» per l’iniziativa della Casa Bianca, sottolineando come la decisione di Barack Obama «avrà un grave impatto negativo» nei rapporti fra i due colossi.

Gli armamenti che giungeranno a Taiwan sono degli elicotteri Blackhawk UH-60, dei missili Patriot a capacità avanzata (PAC-3), nonché altro materiale bellico di nuovissima generazione con precise funzioni di sorverglianza e di controllo.

Sulla decisione del presidente Obama potrebbe aver influito il quasi scontro di qualche giorno fa tra Pechino e Taipei di cui si è saputo soltato oggi.  Mercoledì 27, infatti, un sottomarino cinese sarebbe entrato nelle acque territoriali taiwanesi, tornando però immediatamente indietro dopo l’uscita in mare aperto delle navi da guerra dell’Isola.

La presenza del sottomarino della RepPop, che si trovava 24 miglia a sud dal porto di Kaohsiung, è stata casualmente rilevata da elicotteri taiwanesi durante una esercitazione di routine.

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