Global warming, come si evolverà

Scritto da: il 10.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Che caratteristiche avrà da qui ad alcuni decenni il riscaldamento globale? Ora è possibile rispondere ad una simile domanda grazie all’approfondita ricerca (Higher trends but larger uncertainty and geographic variability in 21st century temperature and heat waves) dell’Oak Ridge National Laboratory dell’Università di Notre Dame e del National Center for Atmospheric Research, coordinata da Auroop R. Ganguly e Lawrence Buja ed appena pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).
Lo studio afferma che, senza nulla togliere all’importanza del fenomeno da più parti considerato assai grave, è ancora troppo presto per poter dire con certezza quali scenari si concretizzeranno nel medio periodo a livello regionale fra quelli proposti dai modelli climatologici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc).

Secondo gli scienziati, fino al 2030, confrontando fra loro i vari modelli modelli e le rispettive reazioni ad ipotetici mutamenti delle condizioni iniziali, non sarà possibile distinguere i diversi scenari. Se poi la tendenza dovesse malauguratamente volgere al peggio, addirittura non sarà possibile distinguere fra i due scenari più estremi delineati dall’Ipcc fino al 2050.

Insomma, «i margini di incertezza – si legge sui Pnas – sono sufficientemente ampi da far apparire, al loro limite inferiore, il riscaldamento quasi insignificante fino al 2050, ma molto significativo a scala regionale». Questo perché gli effetti climatici si distribuiranno in maniera per nulla uniforme: negli Usa, ad esempio, il maggiore aumento di temperatura lo subirà la costa del Pacifico, mentre nel Midwest saranno concentrati le peggiori ondate di caldo.

Un pessimo segnale viene poi dallo studio globale delle ondate di calore, che ha evidenziato come la loro intensità monitorata negli ultimi anni vada oltre le previsioni del modello pensato per il caso peggiore possibile per il decennio in corso. I dati in possesso dei ricercatori non fanno escludere un aumento del fenomeno che vada oltre le precedenti previsioni.

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