I missili terra-aria di Gheddafi in mano a chi?

Scritto da: il 09.09.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Ormai la notizia è verificata: dagli arsenali militari del colonnello Gheddafi sono spariti centinaia di missili terra-aria portatili in grado di abbattere un aereo in volo. Si tratterebbe di armi di fabbricazione sovietica o russa cadute nelle mani degli insorti anti-regime e in parte finite (molto rapidamente!) sul mercato nero delle armi. In mano a chi? Non è da escludersi (anche) nelle mani di gruppi terroristici.

Ovviamente, questa vicenda rischia di divenire l’incubo dell’Intelligence di tutto l’Occidente. Il responsabile antiterrorismo della Casa Bianca, John O. Brennan, per ora si è limitato a definire la questione “molto preoccupante”, ma ha chiesto agli interlocutori del Consiglio nazionale transitorio libico di provvedere alla sicurezza dei depositi di armi. Sull’affidabilità della loro risposta non è dato sapere.

Insomma, emerge alla velocità della luce il problema, invero assai facile da prevedere, di quel che può divenire l’intera aera mediorientale “liberata” dai regimi laici con gli arsenali di questi in mano anche a potenziali fondamentalisti. Il Foglio oggi lancia un allarme preciso: i missili terra-aria spariti potrebbero far divenire l’Europa una No Fly Zone. Ma non era meglio tenerci Gheddafi e Mubarak?

Un missile terra-aria Stinger

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