I vichinghi della Groenlandia avevano sangue celtico

Scritto da: il 25.08.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Nell’eterno scontro fra vichinghi e celti la bioarcheologia interviene con una scoperta dal sapore ecumenico: i vichinghi che si stabilirono nel sud della Groenlandia in pieno Medio Evo, per quanto geneticamente scandinavi, avevano nelle vene delle marcate tracce di sangue celtico. L’analisi del dna di un tomba vichinga vicino a una chiesetta vecchia di 1.000 anni nella parte meridionale della Terra Verde ha infatti mostrato che i membri dell’insediamento avevano una forte componente celtica.

Degli archeologi danesi stanno attualmente conducendo il primo approfondito studio mai realizzato sulle colonie vichinghe in Groenlandia, che risalgono all’anno 985 d. C. L’analisi degli scheletri rinvenuti durante gli scavi ha rivelato che il sangue nordico dei coloni è stato mescolato con sangue celtico, probabilmente di gente proveniente dalle isole britanniche.

Si è sempre saputo che i normanni, viaggiando molto, mescolavano il proprio codice genetico con le popolazioni con cui venivano in contatto. Ad esempio, i primi abitanti delle Isole Fær, oggi protettorato danese in pieno Mare del Nord, a metà strada fra le Shetland e l’Islanda, avevano tracce di geni celtici. Ora si ha la prova di ciò anche per quanto riguarda i “settlers” groenlandesi.

Con buona probabilità, tali tracce celtiche provengono prevalentemente da donne irlandesi o scozzesi condotte più a nord al seguito dei guerrieri vichinghi.

In ogni caso, evidenziano gli archeologi, da un punto di vista culturale, gli insediamenti in Groenlandia risultano essere assolutamente scandinavi.

Mappa dei raid vichingi in Irlanda nell'alto Medio Evo

  • http://www.corrieredaristofane.it santo

    Ottima la cartina e le considerazioni storiche.
    Anche in Sicilia vi furono i “celti”, utilizzati come soldati dai tiranni di Siracusa.
    Probabilmente i celti non furono solo in “padania”.

  • http://www.corrieredaristofane.it santo

    Ottima la cartina e le considerazioni storiche.
    Anche in Sicilia vi furono i “celti”, utilizzati come soldati dai tiranni di Siracusa.
    Probabilmente i celti non furono solo in “padania”.

  • Giovanni Iozzia

    I Celti sono semplicemente un ramo della grande tribù degi Arii, popolazione indoeuropea originaria degli altopiani dell’Iran e dell’Afghanistan. Dopo le fine delle glaciazioni si mossero seguendo due direzioni particolari: l’India e l’Europa. Gli Arii che mossero verso Sud fondarono le città di Moenjo-daro e Harappa dando vita alla civiltà vedica. Ancora oggi in India (che veniva un tempo chiamata anche Aryavarta, cioéTerra degli Arii) esiste una società degli amici di Ario. Un altro gruppo si diresse verso Ovest e probabilmente furono “i popoli dei campi d’urne” che anticiparono cultura di Hallstatt e quella successiva di La Thene. Queste popolazioni si diffusero in tutta l’Europa Centrale, nelle Isole Britanniche (Celti), in Francia (Galli), in Spagna (Iberi), in Italia (Italici, Latini e Siculi), in Grecia (Dori) e in Turchia (Galati). Dall’inizio del V secolo ecco che appaiono nell’Europa centrale i Germani che spingono sempre più verso ovest i Celti man mano che questi vanno perdendo forza. Inevitabile il contatto non solo militare. Questa promiscuità tra le due popolazioni di razze diverse (di ceppo indoeuropeo i Celti, finnico/lituana e affini agli slavi i Germani) creò qualche confusione anche nell’antichità come nel caso dei Teutoni e dei Cimbri, tribù annientate dal generale romano Mario nelle battaglie di Aquae Sextiae e dei dei Campi Raudii, rispettivamente nel 101 e nel 102 a.C.. Né i romani né gli storici successivi riuscirono mai a capire se si trattava di Celti, di Germani o di una mescolanza di entrambi. In ogni caso, una questione lunga, complessa e molto dibattuta. La scoperta fatta in Groenlandia potrebbe gettare nuova luce sulle popolazioni antiche dell’Europa e magari evitare che qualche altro pazzo semini disastri inneggiando alla razza ariana e qualche imbecille più moderne celebri riti pagani neo celtici dove non c’entrano proprio niente.

  • Giovanni Iozzia

    I Celti sono semplicemente un ramo della grande tribù degi Arii, popolazione indoeuropea originaria degli altopiani dell’Iran e dell’Afghanistan. Dopo le fine delle glaciazioni si mossero seguendo due direzioni particolari: l’India e l’Europa. Gli Arii che mossero verso Sud fondarono le città di Moenjo-daro e Harappa dando vita alla civiltà vedica. Ancora oggi in India (che veniva un tempo chiamata anche Aryavarta, cioéTerra degli Arii) esiste una società degli amici di Ario. Un altro gruppo si diresse verso Ovest e probabilmente furono “i popoli dei campi d’urne” che anticiparono cultura di Hallstatt e quella successiva di La Thene. Queste popolazioni si diffusero in tutta l’Europa Centrale, nelle Isole Britanniche (Celti), in Francia (Galli), in Spagna (Iberi), in Italia (Italici, Latini e Siculi), in Grecia (Dori) e in Turchia (Galati). Dall’inizio del V secolo ecco che appaiono nell’Europa centrale i Germani che spingono sempre più verso ovest i Celti man mano che questi vanno perdendo forza. Inevitabile il contatto non solo militare. Questa promiscuità tra le due popolazioni di razze diverse (di ceppo indoeuropeo i Celti, finnico/lituana e affini agli slavi i Germani) creò qualche confusione anche nell’antichità come nel caso dei Teutoni e dei Cimbri, tribù annientate dal generale romano Mario nelle battaglie di Aquae Sextiae e dei dei Campi Raudii, rispettivamente nel 101 e nel 102 a.C.. Né i romani né gli storici successivi riuscirono mai a capire se si trattava di Celti, di Germani o di una mescolanza di entrambi. In ogni caso, una questione lunga, complessa e molto dibattuta. La scoperta fatta in Groenlandia potrebbe gettare nuova luce sulle popolazioni antiche dell’Europa e magari evitare che qualche altro pazzo semini disastri inneggiando alla razza ariana e qualche imbecille più moderne celebri riti pagani neo celtici dove non c’entrano proprio niente.

  • http://www.corrieredaristofane.it santo

    Grazie! Una sintesi storica interessante sui celti, con particolari che sconoscevo .

  • http://www.corrieredaristofane.it santo

    Grazie! Una sintesi storica interessante sui celti, con particolari che sconoscevo .

  • Carlo Lo Re

    Giovanni Iozzia fa pochi commenti, ma quando li fa c’è da togliersi il cappello …

  • Carlo Lo Re

    Giovanni Iozzia fa pochi commenti, ma quando li fa c’è da togliersi il cappello …

  • max

    ma cos’è? “sconoscere” è un trademark di questo blog?….

    sigh!

  • max

    ma cos’è? “sconoscere” è un trademark di questo blog?….

    sigh!

  • Carlo Lo Re

    @ Max
    Arrenditi, l’Italia intera lo usa nel senso di “non conoscere”: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100215022625AAlDiOp
    Cmq, hai ragione tu da un punto di vista di purismo linguistico … Prometto che d’ora in poi lo eviterò …

  • Carlo Lo Re

    @ Max
    Arrenditi, l’Italia intera lo usa nel senso di “non conoscere”: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100215022625AAlDiOp
    Cmq, hai ragione tu da un punto di vista di purismo linguistico … Prometto che d’ora in poi lo eviterò …

  • max

    ah, ma allora oltre alla proprietà di linguaggio scritto hai perso anche quella del linguaggio letto!
    al link che tu segnali: “disconoscere, non voler riconoscere”

    dove sta scritto che si usa come “non conoscere”?

    …il tutto, cmq, propinato da uno spocchioso (sedicente) zelota dell’italico lingo….

  • max

    ah, ma allora oltre alla proprietà di linguaggio scritto hai perso anche quella del linguaggio letto!
    al link che tu segnali: “disconoscere, non voler riconoscere”

    dove sta scritto che si usa come “non conoscere”?

    …il tutto, cmq, propinato da uno spocchioso (sedicente) zelota dell’italico lingo….

  • Toni Vellini

    in conclusione, in Groenlandia sono più terroni di quanto si immaginasse…

  • Contevincenzo

    I celti non sono un ramo della tribù degli Ari, è vero semmai il contrario. Ne gli uni ne gli altri facevano parte della popolazione Indoeuropea, cosa peraltro inesistente. Non esiste infatti ne una etnia indoeuropea ne una lingua indoeuropea. C’ è stata invece una popolazione nordica che, scissasi dalla grande famiglia celtica, in contrasto con la crudele cultura matriarcale, che penetrò in India per sovrapporsi al residuo grande impero nero. Questi erano gli Ari. Parecchi secoli dopo, quando l’India si scisse a sua volta (da cui scaturirono quattro imperi: persiano, egizio, assiro-babilonese e cinese) nel 3250 a.c., i perdenti, di cultura matriarcale, si diressero in varie parti del mondo, diffondendo l’alfabeto, di cui erano i soli cultori nel mondo, oltre alla lega di ferro (hittiti) ancora sconosciuta agli altri popoli. Ario non era una persona fisica ma un concetto, che significava appartenenza alla razza nordIca. La differenza tra celti e germani è dovuta al fatto che i primi si fusero con le razze nere, ancora dominanti, mentre i germani (che deriva da Her Man, uomini eroici, restararono la razza pura, che non vollero nelle loro comunità etnie diversa da quella nordica originaria. I Celti Britannici  e Scozzesi non sono mai stati India ma sono quelli da cui si scissero i futuri Ari. Quelli che si diressero nel centro europa furono Indi, non Ari ne Celti, presumibilmente mescolati a frange Ariane di bassa estrazione sociale, che si associarono alle etnie nere di cultura matriarcale. Alcuni fra questi furono gli Hirpini e i Lucani. Altri invece che fondarono la cultura di hallstatt o che penetrarono in Italia, Francia e penisola Iberica, erano popolazione nordiche non Arie. Alcuni di questi  si affacciarono alle Alpi per scendere nella pianura padana, dove trovarono gli Etruschi, popoli neri che vi vivevano da parecchi secoli, estendendosi man mano verso l’Adriatico. Portarono scompiglio fra gli etruschi e li spinsero fino in Campania. Cercarono di fondare una nuova civiltà nelle terre del centro Italia conquistate. Ma, a causa di discordie, indotte dalla divisione delle terre, da partre delle volubili matriarche, si scissero ancora una volta. Una parte di essi si diresse in medio oriente (quelli che chiamarono Bodoni, poi beduini), altri nel nord Italia, in Francia, in Spagna. Quelli che rimasero nel centro Italia si fusero con gli etrusci, ed altre comunità, con le quali fondavano, secoli dopo, Roma. Altri, pure fusi con gli etruschi, si diressero nel sud Italia o nell’odierna Turchia per fondare Ilio, la futura Troia. Quando la città venne bruciata i loro posteri tornarono in Italia per rimescolarsi alle popolazioni lasciate dai loro avi per fondare Roma.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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