Il bello addormentato nel bosco (Bersani e il caso Lombardo)

Scritto da: il 14.04.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Con la dura presa di posizione di Pier Luigi Bersani sul caso Sicilia – una sorta di risveglio del bello addormentato nel bosco potremmo dire – l’Isola ha vissuto ieri pomeriggio il suo ennessimo quarto d’ora adrenalinico. È troppo maligno ipotizzare che, calcolati per bene – seppur in mostruoso ritardo – i (pochi) pro e i (tanti) contro dell’allenza siciliana fra Pd ed Mpa, Bersani abbia preteso da Giuseppe Lupo la firma della nota congiunta in cui si afferma essere necessario un ripensamento dell’intesa? Comunque siano andate le cose, ormai il problema politico è stato posto pesantemente e gli organi regionali del partito, alla presenza del segretario nazionale, dovranno in pochi giorni decidere se confermare o togliere l’appoggio alla giunta Lombardo.

Su quel che poi realmente accadrà in casa Pd non si può ipotizzare nulla di certo. Ad occhio è lecito supporre che Bersani tenterà di imporre la sua linea (basta col fare da stampella/zerbino al presidente autonomista inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa), ma già Antonello Cracolici ha fatto sapere che ingerenze extrasiciliane sono poco gradite. Insomma, se ieri sera tutti davano per assodata la volontà del Pd di “sfilarsi”, già oggi hanno ripreso quota le azioni di chi sostiene che il partito deciderà di proseguire nella suicida strategia di appoggio a Lombardo, almeno fino all’eventuale rinvio a giudizio. Se poi questo non dovesse arrivare, sarebbe la vittoria assoluta di Lumia & Co. Ma se, di contro, il rinvio giungesse dopo un’ennesima prova di forza vinta dai democratici di rito lombardiano sarebbe la fine per il partito in Sicilia.

Perché un dato che probabilmente importa poco agli alleati del leader autonomista, ma assai di più ai militanti di base ed ai simpatizzanti, è quello che il Pd ormai è in caduta libera nei sondaggi. I più benevoli fra gli analisti lo danno al 18% nelle intenzioni di voto politico dei siciliani. Dal che discende un ragionamento che si spinge ad ipotizzare un risultato ben peggiore (sotto l’11%) per quel che riguarda un eventuale voto amministrativo regionale, provinciale e/o comunale.

Detta in parole poverissime, per inseguire i pochi vantaggi immediati dell’alleanza con Raffaele Lombardo, Cracolici, Lumia, Lupo e gli altri arroccati sulle posizione di difesa del presidente hanno disintegrato il partito nell’Isola. Difficile che non se ne siano accorti. Più realistico ritenere che non gliene stia fregando nulla.

Pier Luigi Bersani
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