Il discorso di Barack Obama per l’Inauguration Day

Scritto da: il 21.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Ecco la traduzione italiana del discorso tenuto a Washington da Barack Obama per l’Inauguration Day

Cari concittadini, mi trovo qui oggi con l’umiltà necessaria ad assolvere il compito che è davanti a noi. Ringrazio innanzitutto il presidente Bush per il servizio reso alla nostra Nazione.

Quarantatrè americani hanno giurato prima di noi. Il compito che mi è stato affidato scaturisce dal sacrificio dei nostri antenati.

Che ci si trovi nel mezzo di una crisi è ben noto, la Nazione è in guerra. I dati della crisi sono ben noti a tutti noi ed è una situazione figlia di avidità e irresponsabilità. Ma ora si apre una nuova era di responsabilità.

Le sfide che dobbiamo affrontare sono reali, gravi e numerose. Useremo le tecnologie, costruiremo ciò che serve e creeremo posti di lavoro. Gli Stati Uniti annienteranno lo spettro del surriscaldamento del pianeta e ridaranno alla scienza la sua giusta collocazione.

Sappiate questo Americani: tutti i problemi saranno affrontati. Siamo qui oggi perchè abbiamo scelto la speranza sulla paura. Ci siamo riuniti per porre fine alle lamentele meschine e alla false promesse, alle recriminazioni e ai dogmi consumati che per troppo tempo hanno strangolato la nostra politica.

Restiamo una nazione giovane. Ma è il momento di mettere da parte gli infantilismi. Bisogna rimboccarsi le maniche per ricostruire l’America. Perchè dovunque guardiamo c’è del lavoro da fare.

A partire da oggi dobbiamo rimetterci in moto per rifare l’America. Le sfide che abbiamo dinanzi sono reali: sono serie e sono tante. Non le affronteremo facilmente, né in breve tempo, ma le affronteremo, America.

Ci sono alcuni che mettono in dubbio la portata delle nostre ambizioni. Hanno la memoria corta, perchè hanno dimenticato ciò che ha già fatto questo Paese.

Per quanto riguarda la nostra sicurezza, respingiamo la falsa alternativa tra ideali e sicurezza. I nostri padri fondatori hanno steso una carta con i diritti per tutti e l’America è una nazione per ciascun uomo, donna, bambino che cerchi un futuro di opportunità.

Siamo pronti a guidare il mondo di nuovo. Siamo più uniti di prima, più forti di prima per affrontare e battere il terrorismo.

Ai terroristi dico: non durerete più a lungo di noi, vi sconfiggeremo.

Al mondo musulmano dico: cerchiamo un modo per andare avanti basato sul rispetto reciproco e sul reciproco interesse.

Ai leader che cercano di dare tutte le colpe di ogni crisi all’Occidente dico: sappiate che il vostro popolo vi giudicherà per quello che farete. Anche se mostrerete il pugno, noi vi tenderemo la mano.

Ai popoli delle nazioni povere dico: c’impegnamo a lavorare con voi per dar da mangiare a tutti.

E alle nazioni che vivono un alto livello di benessere dico: non possiamo più permetterci di vedere questa povertà.

Il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con lui. Sessant’anni fa un nero non sarebbe stato servito in un bar. Oggi può pronunciare il discorso più solenne. Dio benedica gli Stati Uniti d’America.

Barack Obama
Barack Obama
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