L’evoluzione del Pdl può attendere, per ora bastano le liste civiche

Scritto da: il 21.02.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La reale incognita della politica italiana è ormai da mesi il futuro del Popolo della Libertà. Lo sanno tutti gli addetti ai lavori, ma il punto fatica ad entrare nell’agenda di Silvio Berlusconi e fors’anche in quella di Angelino Alfano. Ieri, ad esempio, si è svolto un incontro dello stato maggiore del movimento e il Cav. ha tenuto a ribadire che il simbolo del Pdl sarà presente nelle prossime elezioni amministrative. Si tratta di «voci fantasiose», a sentire Berlusconi, quelle che lo danno come in via di rottamazione. «Eventuali liste civiche – ha precisato l’ex premier – saranno valutate zona per zona, ma solo come supporto al Pdl, mai in sua sostituzione».

Si allontana quindi la trasformazione del Pdl in qualcos’altro, senza considerare (il che è strano per un esperto di marketing come Berlusconi) che ormai in Italia, eccezion fatta per la Lega Nord, un brand politico, anche in migliore, è deperibilissimo ed ha una durata di pochi anni. Gli scandali personali del Cav. ed alcune gestioni locali non brillantissime hanno poi appannato ulteriormente il marchio Pdl, che deve essere sostituito, pena una batosta elettorale da ricordarsela per il centrodestra italiano. I Moderati (anche senza l’articolo, ma una piccola formazione così denominata esiste già e si porrebbe il problema del copyright) potrebbe essere un discreto brand, ma con buona probabilità Berlusconi vuole testare un’ultima volta la sigla Pdl in questa tornata elettorale amministrativa (dove molti giochi sono sostanzialmente fatti a favore del centrosinistra) per capire quanto sia logora da un lato ed evitare di bruciare troppo presta l’idea che sicuramente già gli frulla in mente dall’altro. Perché, a conoscerlo bene, è chiaro che il nome, il logo ed il colori del nuovo movimento sono già in via di definizione e saranno prontissimi per le politiche 2013.

 

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