Ebraismo e cattolicesimo, dialogo con un obiettivo: la riconciliazione assoluta

Scritto da: il 13.03.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La lettera di Benedetto XVI in merito alla revoca della scomunica per i lefebvriani è un testo «molto importante» e le sue parole «stupiscono positivamente.» Ad evidenziarlo è stato il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.

Proprio agli ebrei il Papa, appunto nella missiva indirizzata alla Chiesa tutta, riserva parole assai positive, visto che da essi è scaturita la maggiore comprensione nella delicata crisi inerente il caso Williamson.

«Ci stupisce positivamente – ha dichiarato oggi Di Segni alla Radio Vaticana – la sottolineatura sul fatto che siano stati proprio gli amici ebrei a comprendere le parole del Papa. Quindi, va letta come un gesto di attenzione nei nostri confronti».

Di Segni ha poi avanzato una importante valutazione generale sul dialogo fra ebrei e Chiesa cattolica: «Noi abbiamo tanti problemi nel confronto ebraico-cristiano: problemi teologici e storici molto delicati che ci dividono. Alcuni ci dividono in maniera insormontabile, perché chiaramente le differenze ideologiche non possono essere colmate, ma altri ci dividono solo da un punto di vista storico-emozionale. Però abbiamo anche impegni di testimonianza comune, possibilità di agire nella società con i valori che condividiamo. Se si toglie la parte conflittuale, ogni cosa che ne consegue può essere un grande frutto e un grande bene per tutti».

Un po’ prima di morire, il fondatore di Comunione e Liberazione, Luigi Giussani, disse che nel medio-lungo periodo non è impossibile una riconciliazione assoluta fra ebraismo e cattolicesimo. Di certo le parole di oggi di Di Segni sono un bel passo in tale direzione. 

Riccardo Di Segni
Riccardo Di Segni
  • Andy

    Concordo in pieno con Lo Re. Un grande passo avanti.

  • Andy

    Concordo in pieno con Lo Re. Un grande passo avanti.

  • http://Cattolicesimoedebraismo Antonio Caracciolo

    Ho dedicato molto tempo e riflessione al tema. Credo che sia un brutto pasticciaccio e che la continuazione di un inciucio nato con Nostra aetate non posso fare altro che del male: non solo ai cattolici o cristiani. Il cristianesimo non avrebbe senso se non come opposizione e superamento dell’ebraismo: questo non vuol dire in nessun modo persecuzione o come si dice “antisemitismo”. Significa rivendicare il diritto alla distinzione inconciliabile. Dal canto suo, l’ebraismo in quanto religio ha la peculiarità di essere nata non per esprimere una religiosità che è nel cuore dell’uomo e che nella storia si esprime in forme disparate. L’ebraismo nasce con la pretesa di essere la parte “eletta” dell’umanità in disprezzo di tutti i popoli che non siano quello ebraico. Da qui nasce l’antipatia e l’avversione che l’ebraismo ha sempre suscitato nella storia presso tutti i popoli con i quali è stato in contatto. Una verità abbasstanza semplice da comprendere, salvo nasconderla per interessi e cause anche questi non difficili da comprendere e spiegare. La vicenda Williamson ha segnato un momento di incredibile offesa ed umiliazione per le prerogative papali: mai così in basso e senza meritarlo!

  • Francesco

    Cordialmente dissento da quanto scritto da Caracciolo. Mentre sono in piena sintonia con Lo Re. Cattolicesimo ed ebraismo sono a mio avviso conciliabilissimi. Quanto al popolo eletto, non penso che vi creda realmente più nessuno in campo ebraico. E se qualcuno vi credesse non avrebbe nemmeno tutti i torti …

  • Francesco

    Cordialmente dissento da quanto scritto da Caracciolo. Mentre sono in piena sintonia con Lo Re. Cattolicesimo ed ebraismo sono a mio avviso conciliabilissimi. Quanto al popolo eletto, non penso che vi creda realmente più nessuno in campo ebraico. E se qualcuno vi credesse non avrebbe nemmeno tutti i torti …

  • Maria Andreini

    Credo anch’io che ebraismo e cristianesimo siano assolutamente conciliabili. Aveva ragionissima Giussani a parlare, se non ricordo male, addirittura di fusione fra le due religioni.

  • Maria Andreini

    Credo anch’io che ebraismo e cristianesimo siano assolutamente conciliabili. Aveva ragionissima Giussani a parlare, se non ricordo male, addirittura di fusione fra le due religioni.

  • http://Cattolicesimoedebraismo Antonio Caracciolo

    Che uno dissenta con me significa poco se non offre argomenti. In uno spazio limitatissimo ed in forma schematica ho riassunto i miei argomenti. Possono essere erronei, per carità. Ma come faccio a scoprire i miei “errori” se non mi vengono offerti argomenti per i quali i possa riconoscerli tali. Conciliabili su quale base? Forse che Gesù Cristo avrebbe fatto meglio a starsene a casa, ovvero nella bottega del padre Giuseppe? Quanto poi alla faccenda del popolo “eletto” il mio interlocutore è per verso elusivo e per l’altro sardonico e sfottente. Si credano “eletti” quanto vogliono. Sta poi a me crederci o meno. Sono intervenuto, la prima ed unica volat, per l’amicizia ed il rispetto che ho per Carlo, ma in linea di massima ho sempre meno aspettative da dibattiti e commenti che non saprei come definire, ma che non mi sembrano un lavoro comune alla ricerca di una verità che dovrebbe stare a cuore a tutti. Questo genere di presenza in rete e di “dibattiti” in realtà non mi aiuta. Mi sembra una propensione alla rissa o ad uno sfogo di quella aggressività che è presente nella natura umana.

  • http://Cattolicesimoedebraismo Antonio Caracciolo

    Non secoli addietro, ma circa un anno fa, in Roma, in un piccolo club alla Salita del Grillo, un ambiente simpatico ed amichevole, si teneva un convegno interreligioso, dove partecipavano esperti di tutte le fedi praticate: ebrei, cristiani, musullmani, altri. Mi è rimasto impresso dalla relazione dell’esperta di ebraismo il leit-motiv della sua argomentazione: tutti quelli che non sono ebrei, che non sono vincolati a Torah e Talmud, non sono altro che irrimediabilmente degli… “idolatri”, dove naturalmente il termine “idolatra” non era un apprezzamento elogiativo. Quando mi fu concesso parlare (ero del pubblico) dissi subito che io ero un “idolatra”…. Lascio immaginare il resto del dibattito, ma non mi si venga a dire che tutto si può “conciliare”: significa non saper nulla di ebraismo e di non-ebraismo.

  • http://Cattolicesimoedebraismo Antonio Caracciolo

    Non perché ne faccia alcun conto, ma formalmente secondo il diritto canonico io resto un “battezzatto” ed un “cresimato”. Anche se le mie vedute filosofiche e religiose si sono molte evolute, non ho mai presentato formale dichiarazione di “abiura” dalla fede cattolica e formalmente resto una unità di quel miliardo e passa di cattolici che secondo le statistiche esisterebbero nel mondo. La “fede” credo che non la conservi più nessuno, ad incominciare dalle gerarchie vaticane, più propensi agli affari e agli inciuci che non alle faccende di fede. Anche se un “cattolico” non avesse più la “fede” ciò non toglie che in questa contingenza storica si possa vedere nella Chiesa cattolica un Katechon di fronte ad un fenomeno globale indicato con molti nomi, ma dove il giuadaismo c’entra. Per strada, incontrando il sacerdote che era entrato a benedire la mia casa – cosa che gli ho lasciato fare – ho chiesto se anche io avessi il diritto di dire la mia, in quanto “battezzato” e “cresimato” sulle vicende in cui si dibatte la Chiesa. Ha risposto che certamente avevo questo diritto ed in un certo senso ho capito che avrei dovuto farlo anche per lui in quanto sprovvisto di cultura politico-teologica: una persona candida, ma indifesa. A questa età e dopo essere passato per l’opera filosofica di Nietzsche mai avrei immaginato di dovermi trovare a dover difendere io, proprio io, la Chiesa cattolica dai suoi più subdoli nemici.

    Chiedo scusa per questa mia intrusione nel sito di Carlo Lo Re, mio ottimo amico che non sento da anni, ma era un modo per salutarlo ed omaggiarlo, dimostrando apprezzamento per il suo sito. Mi scuso con i miei contraddittori e porgo deferente commiato.

  • Gian Paolo

    comico, melodrammatico, ridicolo e infine tragico. assisto al ritorno di ebraismo e cristianesimo ai loro albori qualche volta oscuri, dai quali si snoda maldestra la comune ossessione di fare buon uso del loro strumento prediletto: il dogma. non solo quelli del “Credo…” del Vangelo , del Talmud etc. perfino tollerabili se indicassero una via alla spiritualità, ma quelli più mondani che pretendono l’imbocco di miserabili vie dell’inciucio politico. Il Papa tedesco lo dimostra. Come il Rabbino di Roma. Riconciliazione sì. Ma nessuno tocchi il dogma. Se Williamson nega e il Papa gli revoca la scomunica, è propbabile che al prelato capiti un bel Kerhem tra capo e collo.
    Ma intanto stringiamoci le mani. Dogma contro Dogma e che altro? Ma attenzione. Ecco il trucco! se io faccio il revisionista (secondo l’interpretazione corrente) non mi oppongo al dogma della “storia”, ma lo accetto tout court perché ne riconosco l’ “autorità”, cosicché potranno darmi dell’incauto ma non del fuorilegge. Capito come funziona? Quanto agli Ebrei, sono tutti negazionisti dei tanti olocausti che oggi avvengono, ma il negazionismo in questo caso è esso stesso un dogma. Saluti. Gian Paolo

  • Gian Paolo

    comico, melodrammatico, ridicolo e infine tragico. assisto al ritorno di ebraismo e cristianesimo ai loro albori qualche volta oscuri, dai quali si snoda maldestra la comune ossessione di fare buon uso del loro strumento prediletto: il dogma. non solo quelli del “Credo…” del Vangelo , del Talmud etc. perfino tollerabili se indicassero una via alla spiritualità, ma quelli più mondani che pretendono l’imbocco di miserabili vie dell’inciucio politico. Il Papa tedesco lo dimostra. Come il Rabbino di Roma. Riconciliazione sì. Ma nessuno tocchi il dogma. Se Williamson nega e il Papa gli revoca la scomunica, è propbabile che al prelato capiti un bel Kerhem tra capo e collo.
    Ma intanto stringiamoci le mani. Dogma contro Dogma e che altro? Ma attenzione. Ecco il trucco! se io faccio il revisionista (secondo l’interpretazione corrente) non mi oppongo al dogma della “storia”, ma lo accetto tout court perché ne riconosco l’ “autorità”, cosicché potranno darmi dell’incauto ma non del fuorilegge. Capito come funziona? Quanto agli Ebrei, sono tutti negazionisti dei tanti olocausti che oggi avvengono, ma il negazionismo in questo caso è esso stesso un dogma. Saluti. Gian Paolo

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Esco una sera e trovo un simile dibattito … Proprio quando non c’ero … Tristezza … Vedrò di rispondere a tutti domani … Anche se non è che sua necessaria risposta … I blog vanno così … Sono davvero la nuova frontiera (interattivissima) del giornalismo … Notte a tutte/i …

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Esco una sera e trovo un simile dibattito … Proprio quando non c’ero … Tristezza … Vedrò di rispondere a tutti domani … Anche se non è che sua necessaria risposta … I blog vanno così … Sono davvero la nuova frontiera (interattivissima) del giornalismo … Notte a tutte/i …

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