«Politici credenti e credibili», verso il principio di indeterminazione di Ratzinger?

Scritto da: il 28.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Sua Santità papa Benedetto XVI ha dichiarato stamattina a Stara Boleslav, nella Repubblica Ceca, che occorrono «politici credenti e credibili».
Viene da chiedersi: ma più credenti o più credibili? Perché, soprattutto in Italia, può benissimo darsi il caso che vi siano politici credenti ma poco credibili o credibili ma poco credenti. Anzi, il caso quasi è una regola fissa, tanto che si potrebbe ipotizzare l’esistenza di un principio simile a quello di indeterminazione di Heisenberg, che dice che di un elettrone si può conoscere o solo la sua velocità o la sua posizione, ma non entrambe le cose nel contempo.
Pur parlando con le migliori intenzioni, il Santo Padre ha quindi inavvertitamente evidenziato la difficoltà di rinvenire uomini politici realmente virtuosi e “completi” dal punto di vista del Vaticano.
Forzando bonariamente il senso di quanto affermato dal Papa, viene quasi da teorizzare una sorta di “principio di indeterminazione di Ratzinger”: un politico può essere o solo credibile o solo credente, ma è ben difficile che in Italia si possano ritrovare insieme le due caratteristiche.

Sua Santità papa Benedetto XVI

Sua Santità papa Benedetto XVI

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