Dal “Corsera” a “L’Osservatore Romano”, il ritorno di Guareschi

Scritto da: il 02.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Non vorrei che l’estate che sta per finire (finalmente! Sia maledetta come tutte le estati …) fosse ricordata esclusivamente per la grottesca vicenda Feltri-Boffo, perché da un punto di vista culturale questi mesi di umido caldo satanico hanno dato anche qualche bel segnale. Un esempio su tutti può essere il riacceso interesse nei confronti di un grande della letteratura italiana che, dopo decenni di “silenziamento” sta a poco a poco guadagnando il suo meritato posto nei testi di critica. Mi riferisco a Giovanni Guareschi, cui Claudio Magris ha dedicato un bel ritratto sul Corriere della Sera del 23 luglio, definendolo un autore popolare troppo a lungo discriminato per motivi ideologici.

Insomma, uno “sdoganamento” nobile davvero quello ricevevuto da Guareschi da parte di uno degli intellettuali italiani più onesti e profondi, cui ha fatto eco un altro bell’intervento de L’Osservatore Romano, a firma di Marco Ferrazzoli.

Ferrazzoli, che all’autore parmense ha dedicato due interessanti saggi (Guareschi, l’eretico della risata ed il recente Non solo Don Camillo. L’intellettuale civile Giovannino Guareschi, quest’ultimo edito da L’Uomo Libero), plaude alla scelta di Magris di occuparsi sul Corsera dell’autore parmense, anche se prende le distanze dalla lettura dello scrittore triestino quando interpreta le vicende del Mondo piccolo quale anticipazione letteraria del compromesso storico Dc-Pci degli anni a venire.

Centrale è per Ferrazzoli la “figura” del Crocifisso, che al pari di don Camillo e di Peppone è un personaggio vivo nei racconti di Guareschi, un personaggio dal quale non si può prescindere per capire un autore fra i più veri ed umani del Novecento italiano.

Perché, alla fine, è di autori come Guareschi, come Bruce Marshall, come Gilbert Keith Chesterton o come l’immenso Tolkien che il cuore dell’uomo ha bisogno. Mica di atei illuminati che portano il gelo nella vita dei lettori …

Fernandel, Gino Cervi e Giovanni Guareschi

Fernandel, Gino Cervi e Giovanni Guareschi

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