Il South Carolina affonda Romney

Scritto da: il 22.01.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Fiammata per Newt Gingrich, brutto colpo per Mitt Romney alle primarie repubblicane in South Carolina, dove l’ex speaker della Camera ha battuto senza sconti l’ormai ex favorito tra i candidati del Grand Old Party, staccandolo di 12 punti percenutali ed incassando il 40% delle preferenze contro il 28% del rivale. A questo punto, la corsa per la nomination presidenziale nel Grand Old Party è riaperta. Di certo di ciò è contento Barack Obama, che vede indebolirsi l’unico candidato che alla Casa Bianca viene considerato in grado di impensierire il presidente in carica, appunto l’ex governatore del Massachusetts Romney, ottimo esperto di economia. Tutti i sondaggi, infatti, in caso di sfida Obama-Gingrich, danno l’incumbent nettamente vincente.

Ora il “circo” repubblicano si sposta in Florida, il prossimo Stato dove si voterà per le primarie (il 31 gennaio), il primo Stato di grandi dimensioni ad esprimersi. Romney parla ancora da frontrunner, ma anche Gingrich sta cominciando a parlare come se avesse vicina la nomination, alzando i toni anche troppo sopra le righe contro il presidente. «Sono pronto a sfidare Obama – afferma -  anche perché dopo il disastro compiuto finora pensate quanto potrebbe essere radicale, ancora più a sinistra, Barack Obama se venisse rieletto per un secondo mandato».

Vanno male le cose sia per l’ultracattolico di orgini italiane Rick Santorum, terzo con il 17% dei voti nonostante la “propulsione” della vittoria al riconteggio in Iowa (altro colpo non da poco per Romney), che per l’ultralibertario Ron Paul, quarto ed ultimo con il 13% delle preferenze. Entrambi non pare intendano ritirarsi dalla corsa (soprattutto Santorum, che è politicamente giovane ed ha bisogno di farsi conoscere per le future campagne), ma il voto in South Carolina sembra aver sancito come il reale avversario di Romney sia Gingrich e non gli altri due “superstiti”.

Newt Gingrich, che, per inciso, dovrebbe fare molta attenzione nel gesticolare: muovere il dito indice come è solito fare, infatti, ricorda ancora agli americani le bugie di Bill Clinton al momento dello scandalo Lewinsky

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