Il vedovo della Bhutto presidente del Pakistan

Scritto da: il 06.09.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto, è il nuovo presidente del Pakistan. Stamattina, il 53enne leader del Partito Popolare Pachistano ha avuto oltre il 60% dei suffragi, assicurandosi, secondo i primi dati non ancora ufficiali, 481 voti su un totale di 702, ossia 129 in più rispetto a quelli necessari per essere eletto. Ricordiamo che l’elezione riguardava il Senato, l’Assemblea Nazionale (ossia una sorta di nostra Camera dei Deputati) ed i rappresentanti delle quattro provincie in cui il Pakistan è diviso.

Assai distanti gli due altri candidati, l’ex giudice Saeed-uz-Zaman Siddiqui, della Lega Pachistana Musulmana-N (PML-N) di Nawaz Sharif, e Mushahid Hussain Syed, della Lega Pachistana Musulmana-Q (PML-Q), vicina all’ex presidente Musharraf.

Il neopresidente è una figura assolutamente controversa, per decenni accusato di corruzione e soprannominato da tutti “Mr. 10%” per le tangenti che sembra fosse solito richiedere. Figlio di un proprietario di cinema di provincia, play boy, Zardari ha sposato la Bhutto con un classico matrimonio combinato e per due volte è stato ministro in uno dei governi della moglie. Condannato per corruzione, ha trascorso diversi anni in galera. Fra le accuse, anche quella dell’omicidio del cognato Murtaza Bhutto, suo tenace avversario. E francamente non ci sentiremmo di escludere del tutto l’ipotesi che possa aver avuto un ruolo anche nell’attentato alla consorte.

La svolta nell’ottobre 2007. Dopo la legge di Musharraf che amnistiava tutti i reati commessi da politici e funzionari dal 1988 al 1999, Zardari rientra insieme alla moglie. Assassinata questa il 27 dicembre 2007, prende le redini Partito del Popolo Pachistano (Ppp), nonostante il testamento politico della Bhutto indicasse chiaramente il giovane figlio Bilawal come suo successore.

Per contrastare l’elezione di questo chiacchieratissimo politico, a poco ha potuto Nawaz Sharif, alleato di Zardari subito dopo la morte della carismatica Benazir, ma in rotta dopo poco tempo. Ed è proprio Sharif il vero grande sconfitto delle elezioni pakistane di oggi.

Ufficialmente la rottura fra i due è stata causata dal ritardo con cui il primo ministro Yousef Reza Gilani, agli ordini di Zardari, avrebbe trattato la delicata vicenda dei giudici rimossi parecchi mesi or sono da Musharraf. Sharif li vorrebbe rimessi tutti al loro posto, soprattutto l’ex capo della Corte Suprema Iftikhar Muhammad Chaudhry, ma Zardari ha preso e perso tanto di quel tempo da far saltare i nervi all’ex alleato.

Nella sostanza, però, i timori di Sharif su Zardari sono di certo ben altri. In primo luogo quello di trovarsi alla presidenza un dittatore senza nemmeno le capacità ed il carisma di Musharraf. Un corrottissimo satrapo che, per sfuggire al carcere, per anni ha prodotto autorevoli certificati medici in cui veniva dichiarato insano di mente (lo ha ricordato di recente il Financial Times) con in mano i codici nucleari, eletto presidente in un giorno di sangue e stragi. Lo scenario pachistano davvero pare sempre più lugubre. E con esso quello del mondo intero …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple