In Afghanistan (anche grazie ai servizi segreti pachistani) i nuovi talebani stanno vincendo

Scritto da: il 27.07.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Dopo l’abbandono dello scenario centroasiatico da parte del generale Stanley McChrystal qualche settimana fa, uno strano patto si profila all’orizzonte fra le autorità ufficiali di Kabul e i talebani, sponsor i servizi segreti di Islamabad, da decenni infiltrati fino ai vertici da pericolosi elementi islamisti, tanto che ormai risulta palese il loro decennale doppio gioco.
Lo ritenga davvero giusto o meno, l’illuminato presidente afgano Karzai lavora ad un accordo di pace con un nemico che, lo si è compreso bene, non può essere sconfitto sul campo. E dopo l’accordo si proverà a fare uno sforzo di riconciliazione nazionale. Ovviamente, sulla pelle delle donne, la cui libertà è da sempre nel mirino degli integralisti capeggiati dal moullah Omar.

Considerato il ruolo che in tale processo sta avendo l’Intelligence di Islamabad, c’è già chi ragiona di pax pachistana. Ma di pace, se si arriverà davvero ad un accordo con i talebani, non si potrà mai davvero parlare nel Paese. Per non dire nell’area. Perché l’iperattivismo di Ashfaq Kayani e Shuja Pasha, rispettivamente comandante dell’Esercito e capo dei servizi segreti militari pachistani, mira a fare dell’Afghanistan una immensa base logistica da utilizzare anche in funzione anti-indiana.

Sullo sfondo rimane poi al-Qaeda. L’ideologo al-Zawahiri già lancia proclami di vittoria. Militare, ma anche politica. I talebani, infatti, sono cambiati e tale mutazione è forse il risultato migliore che bin Laden & Co. potessero mai sperare negli ultimi anni. Oggi i talebani sono assai più “rivoluzionari” e filo al-Qaeda che nel 2001, hanno dei chiari obiettivi internazionali e pensano palesemente alla destabilizzazione del già di per sé ben poco stabile Pakistan. Insomma, non sono più un gruppo locale e marginale, ma, dopo anni di attriti più o meno carsici con gli alleati arabi, sono ormai divenuti una cosa sola. Una saldatura che è fra i peggiori scenari possibili per Washington e New Delhi.

Mappa dell'Afghanistan

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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