In Germania trionfa il centro, ma cresce anche la sinistra estrema

Scritto da: il 27.09.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Gli elettori tedeschi hanno dato una chiarissima indicazione con le odierne elezioni politiche: sì alla Cdu di Angela Merkel, ma un no netto alla Grande Coalizione.
Le consultazioni, contrassegnate dal più basso tasso di affluenza alle urne dal secondo dopoguerra in avanti (72.5% contro il 77.7% dell’autunno 2005), riconfermano alla guida la cancelliera cristiano-democratica, con il cartello Cdu-Csu che ottiene un ottimo 33.8% dei voti.

Assai buona anche la performance dei liberaldemocratici dell’Fdp, mentre una bocciatura senza appello hanno subito i socialdemocratici dell’Spd, un partito ormai senz’anima.

La coalizione cosiddetta nero-gialla era il conclamato obiettivo della Merkel, entusiasta dall’esito di una consultazione che le farà governare la Germania «con una solida maggioranza» (329 seggi contro 309 necessari).

Analoga soddisfazione traspare dalle dichiarazioni del leader Fdp, Guido Westerwelle, che con il 14.7% raggiunge il «miglior risultato della sua storia».

I socialdemocratici sono invece i grandi sconfitti di oggi, con il peggior risultato dal dopoguerra. Un 23% risicato che Frank-Walter Steinmeier riconosce essere «una amara sconfitta».

Ma il vero eclatante dato politico della giornata è la crescita dell’estrema sinistra. Sia Die Linke che i Verdi, infatti, ottengono un buon risultato a due cifre. 12.5% per Die Linke e 10.2% per i Verdi.

L’ottima crescita della formazione di Oskar Lafontaine testimonia come una sinistra che faccia realmente la sinistra, che dica cose di sinistra e proponga soluzioni di sinistra abbia ancora un grande spazio nello scenario politico europeo.

Ora la Merkel è attesa da importanti sfide economiche, dalla crescita della disoccupazione a quella del deficit, dalla crisi della scuola a quella della sanità.

Altri temi caldi per i vincitori di oggi saranno l’impegno tedesco in Afghanistan e l’abbandono del nucleare, che sia Cdu che Fdp hanno caldeggiato durante la campagna elettorale. Molto più facile a dirsi che a farsi.

Oskar Lafontaine, leader del partito tedesco di estrema sinistra Die Linke

Oskar Lafontaine, leader del partito tedesco di estrema sinistra Die Linke

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