Elezioni in Nuova Zelanda, vince Merrill Lynch

Scritto da: il 11.11.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Nel mentre il mondo è preso ancora dalla sbornia post elettorale americana, altrove la vita (politica e non) continua a (s)correre come sempre. Si è votato in Nuova Zelanda, ad esempio, dove il nuovo premier è un multimilionario conosciuto negli ambienti finanziari internazionali come “l’assassino sorridente” per la sua capacità di licenziare senza troppi scrupoli.

John Key, 47 anni, ha portato alla vittoria il conservatore Partito nazionale, per anni all’opposizione, guadagnando una assai solida maggioranza parlamentare ed impedendo ai laburisti di Helen Clark di ottenere il quarto mandato di governo consecutivo.

Il patrimonio di Key, manager storico di Merrill Lynch, è stimato intorno ai 20 milioni di euro. Classicissimo self made man, nato in estrema povertà, è stato allevato da istituti ed associazioni di beneficienza ed è riuscito a costruire una fortuna economica dal nulla.

Il suo programma politico per la Nuova Zelanda è semplice e chiaro e prevede la completa riorganizzazione dell’economia, la diminuzione delle tasse, l’uso della mano forte contro il crimine ed uno snellimento della burocrazia statale.

La lezione da trarre dalle elezioni neozelandesi è a mio avviso semplice. La Clark nel suo triplice mandato non ha lavorato male, tutt’altro. Ma ormai in tutto l’Occidente, anche in quello agli antipodi, come amo definire Australia e Nuova Zelanda,  il problema sicurezza sta divenendo il più sentito dalla gente. Giocoforza che l’elettorato andrà sempre più a premiare chi promette “tolleranza zero” alla Rudy Giuliani.

Lo tengano a mente soprattutto in Europa i liberal vari ed eventuali …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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