Inauguration Day, cresce l’allarme attentati

Scritto da: il 08.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

L’Intelligence americana sta diffondendo fra gli addetti alla sicurezza del Paese specifici allarmi sul rischio, avvertito come assai alto, che le celebrazioni organizzate a Washington il 20 prossimo per l’inaugurazione del quadriennio di presidenza di Barack Obama possano costituire un concreto obiettivo per attacchi terroristici, presumibilmente di matrice islamista (anche se non sono da escludere gesti estremi dei suprematisti bianchi, livorosi per l’elezione di un coloured alla White House).

Imponenti le misure di protezione predisposte. Il Secret Service, responsabile della sicurezza del presidente, per il 20 sta preparando un capillare piano di contenimento del rischio, chiudendo, ad esempio, i ponti che collegano la parte nord della Virginia a Washington e creando nella capitale un’area blindata di 9 chilometri quadrati, dentro la quale sarà (teoricamente) impossibile penetrare.

Barack Obama e George Walker Bush alla Casa Bianca dopo la vittoria del democratico alle elezioni del 4 novembre
Barack Obama e George Walker Bush alla Casa Bianca dopo la vittoria del democratico alle elezioni del 4 novembre
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