India, i numeri di un massacro

Scritto da: il 01.12.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Bilancio a mio avviso non ancora definitivo, ma sicuramente vicino al vero, quello diramato dalle Autorità di New Delhi: dopo 60 ore di combattimenti, vi sarebbero 183 morti (ma sicuramente a fine computo saranno di più, anche per l’inevitabile decesso di alcuni feriti gravi), 27 dei quali cittadini stranieri, e 295 feriti.

Un bilancio certo pesante, ma tutto sommato assai inferiore alle previsioni dei terroristi, che, a dare ascolto alle prime dichiarazioni di alcuni degli arrestati, avrebbero pianificato l’attacco per uccidere circa 5.000 persone.

Sul numero degli uomini impegnati nella mega operazione terroristica regna invece il caos. Ed oggettivamente sarà difficile stabilire con esattezza quanti fossero. Sembrerebbe circa 70, anche se alcune fonti addirittura hanno avanzato una stima molto al ribasso, parlando di 10 in tutto (ricostruzione contraddetta dall’evidenza dei fatti e dalle numerose immagini a disposizione).

Di certo, comunque, si può dire che le varie cellule impegnate nello spettacolare attentanto seriale hanno adottato tecniche di guerra (non guerriglia) ed hanno mostrato un grado di preparazione militare elevatissimo. Segno che davvero deve esservi una qualche entità statale dietro la crisi di Bombay.

Insomma, il Pakistan può negare quanto vuole, ma è sommamente evidente come la pista dei fatti di Mumbai porti dritto dritto ad Islamabad …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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