Tutti gli articoli su America

Barack Obama’s State of the Union Address 2010 – Discorso di Barack Obama sullo stato dell’Unione 2010

Scritto da: il 28.01.10 — 8 Commenti
Madame Speaker, Mr. Vice President, Members of Congress, and the First Lady of the United States: I've come here tonight not only to address the distinguished men and women in this great chamber, but to speak frankly and directly to the men and women who sent us here. I know that for many Americans watching right now, the state of our economy is a concern that rises above all others. And rightly so. If you haven't been personally affected by this recession, you probably know someone who has - a friend; a neighbor; a member of your family. You don't need to hear another list of statistics to know that our economy is in crisis, because you live it every day. It's the worry you wake up with and the source of sleepless nights. It's the job you thought you'd retire from but now have lost; the business you built your dreams upon that's now hanging by a thread; the college acceptance letter your child had to put back in the envelope. The impact of this recession is real, and it is everywhere. But while our economy may be weakened and our confidence shaken; though we are living through difficult and uncertain times, tonight I want every American to know this: We will rebuild, we will recover, and the United States of America will emerge stronger than before. The weight of this crisis will not determine the destiny of this nation. The answers to our problems don't lie beyond our reach. They exist in our laboratories and universities; in our fields and our factories; in the imaginations of our entrepreneurs and the pride of the hardest-working people on Earth. Those qualities that have made America the greatest force of progress and prosperity in human history we still possess in ample measure. What is required now is ...

2009-2010: brutto bilancio, pessime prospettive

Scritto da: il 31.12.09 — 2 Commenti
L'anno che va a chiudersi è stato senza dubbio un pessimo anno. La crisi finanziaria esplosa a settembre 2008 è proseguita e, a mio avviso, i timidi cenni di ripresa che alcuni vedrebbero semplicemente non ci sono. L'economia reale è in forte affanno in tutto l'Occidente. E, cosa incredibile, i megamanager un po' ovunque hanno ricominciato a distribuirsi di nuovo bonus da capogiro, senza timore o vergogna. Insomma, per quanto il mio amato modello scandinavo testimoni il contrario, francamente l'idea che il Capitalismo sia irriformabile ogni tanto, credo comprensibilmente, fa capolino ... Il 2009 si conclude con un'allerta dovuta alla minaccia terroristica come non si riscontrava da anni. Il fallito attentato della vigilia di Natale sul volo Amsterdam-Detroit della Delta Airlines ha palesato nuove modalità di attacco di al-Qaeda ed urgono quindi delle contromosse, anche per ovviare all'ennesimo fallimento dell'Intelligence americana. Si è appena saputo, infatti, che sia dallo Yemen che dalla Nigeria erano state fornite informazioni dettagliate sull'eventualità di un attentato ad opera di un giovane nigeriano. Mesi fa, addirittura, il padre del  ragazzo, un ex ministro, disperato, aveva denunciato alla Cia le idee radicali del figlio. Nonostante simili indicazioni, però, Cia ed Fbi non hanno saputo prevenire l'attacco e solo per miracolo non si è verificata una strage. Segno che qualcosa ancora non è a posto nel meccanismo di difesa antiterroristica americano. Segno che la Sigint (Signals Intelligence) sta nuovamente prendendo il sopravvento sulla Humint (Human Intelligence), condizione, questa, che ha portato alla tragedia dell'Undici Settembre. Oltre alla progressiva nuova espansione del potere talebano in Afghanistan, dove le forze alleate perdono sempre più il controllo del territorio anche nella capitale Kabul, per anni unica area davvero pacificata del Paese, nel 2009 è da segnalare la rinascita dell'opposizione iraniana, a seguito delle farsesche elezioni presidenziali che hanno visto confermato quale Capo dello ...

Nota sabatina/4

Scritto da: il 12.12.09 — 0 Commenti
La settimana che si va a concludere è stata in qualche modo monopolizzata da due grossi eventi internazionali, la cerimonia di apertura della (ad oggi più che sterile) Conferenza Onu sui cambiamenti climatici a Copenhagen e la consegna del Premio Nobel per la Pace al presidente Usa Barack Obama, che, per uno di quei strani casi del destino, ha anche coinciso con l'ennesimo flop delle Forze Armate russe. Ad Oslo, mentre i media norvegesi e mondiali si interrogavano su un singolare fenomeno luminoso poi rivelatosi essere la scia di un fallito test missilistico di Mosca, Obama ha tenuto un discorso davvero bello, di fatto inaugurando una sua vera e propria dottrina (a tal proposito invito a leggere l'analisi di oggi su Il Foglio di Giuliano Ferrara). La guerra non si può eliminare ed allora che almeno serva a costruire il più possibile un mondo pacificato, dall'Afghanistan all'Iraq, passando anche per gli altri scenari di devastazione del pianeta. Un realismo quasi alla Carl Schmitt, mi verrebbe da dire. Di errori Obama ne ha fatti e ne farà, è chiaro, ma, per essere un presidente americano, ha lampi di genio talvolta pure in politica estera. Anche le strane luci che hanno inquietato gli abitanti di Tromsø, nel Nord della Norvegia, ai confini con la Lapponia, hanno un certo rilievo internazionale. Sono infatti l'emblema del fallimento (definitivo)? del missile mare-aria Bulava (8.000 km di gittata), che nelle intenzioni sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello della Marina Militare russa, ma che nei fatti ha fallito molti dei test di prova (pare ben 9 su 13). A questo punto, la domanda da porsi è: la Russia è davvero ancora una temibile potenza atomica? Si sa che l'arsenale ereditato dall'Unione Sovietica già alla fine del periodo di presidenza Eltsin era obsoleto e malandato, non in grado di funzionare alla bisogna, insomma. ...

Bush e Rumsfeld non vollero catturare bin Laden?

Scritto da: il 01.12.09 — 1 Commento
La notizia fra gli esperti di politica internazionale girava da anni, ma senza prove. Nel dicembre del 2001, Osama Bin Laden sarebbe stato accerchiato dalle truppe statunitensi in Afghanistan, molto vicine alle sua cattura. Il numero uno di al-Qaeda si sarebbe trovato a Tora Bora, in quei giorni sommersa dai bombardamenti alleati, ma alla fine i vertici militari (ovvero George Walker Bush e Donald Rumsfeld, allora rispettivamente presidente americano e segretario alla Difesa) avrebbero preso la decisione di non sferrare l'attacco finale al suo presunto rifugio. Questi retroscena sono stati rivelati da un rapporto che il Committee on Foreign Relations (Comitato per le Relazioni Estere) ha svolto per conto del Senato statunitense. Già il titolo scelto per lo studio la dice lunga: How we failed to get bin Laden and Why it matters today (Come abbiamo fallito nel catturare bin Laden e perché oggi questo ciò è importante). Nel rapporto, pubblicato già da qualche giorno sul sito Web del Senato, dove è stato presentato ieri dal suo principale relatore, John Kerry, l'ex sfidante di Bush jr alle presidenziali 2004, si può leggere che il fallimento nella cattura del leader di al-Qaida appena tre mesi dopo l'attacco alle Twin Towers nel lungo periodo ha avuto gravissime conseguenze e, specialmente, ha creato le condizioni per l'odierna rinascita della guerriglia talebana in Afghanistan e per i tanti conflitti interni che mettono a rischio la sicurezza del Pakistan («Quando siamo andati in guerra meno di un mese dopo gli attacchi dell'11 settembre, l'obiettivo era quello di distruggere al-Qaeda e uccidere o catturare il suo leader, Osama Bin Laden e altri importanti personaggi. La nostra incapacità di concludere il lavoro alla fine del 2001 ha contribuito al conflitto di oggi che mette a rischio non solo le nostre truppe e quelle dei nostri alleati, ma la stabilità ...

Strage a Fort Hood, è la crisi di un modello?

Scritto da: il 06.11.09 — 0 Commenti
Duole dirlo, ma la tragedia di Fort Hood (13 morti e 31 feriti nella più grande base militare Usa, una vera cittadina con una "popolazione" che va dai 40.000 ai 65.000 abitanti) potrebbe finire con il porre dei dubbi sull'intero modello americano di assimilazione/integrazione degli immigrati. Fatta salva la mia netta e nota preferenza socio-culturale per il mondo nordeuropeo in generale e scandinavo in particolare, sono sempre stato e (spero) sempre sarò un seguace del melting pot. Eppure un gesto di follia come quello avvenuto in Texas fa vacillare anche un accanito sostenitore della "bellezza estetica" del  meticciato come me. Un mondo meticcio, incrociato, trasversale, pacificamente fuso o  armonicamente convivente nelle sue diversità mi ha sempre affascinato. Come mi ha sempre attratto l'idea, alla base della Nazione americana, di una identità di cittadino data dall'accettazione della Carta Costituzionale e dei suoi valori. A prescindere dalla religione di ognuno, a prescindere dalla fede politica di ognuno. Anyway, alcuni nodi stanno rapidamente giungendo al pettine negli Usa ed in Europa. Ed il massacro avvenuto stanotte in Texas non può non porre qualche interrogativo. Il maggiore medico dell'Esercito Nidal Malik Hasan, psichiatra di 39 anni, è figlio di immigrati giordani. Non si sa nemmeno se sia musulmano, se sia credente, se sia praticante. Ma il dubbio assale, il tarlo penetra e scava. Un gesto di follia è un gesto di follia. Ma il gesto di follia di un ufficiale Usa di origini arabe in procinto di partire per l'Iraq acquista inevitabilmente una luce diversa. Ponendo ancora una volta l'interrogativo sul grado di fedeltà possibile di un cittadino occidentale dalle origini e dalla fede religiosa storicamente così aliene all'Occidente.

Nuova sfida della Corea del Nord, riprocessate 8.000 barre di plutonio

Scritto da: il 03.11.09 — 0 Commenti
La Corea del Nord ha lanciato una nuova sfida all'Occidente ed al Giappone, annunciando a sorpresa di aver riprocessato ben 8.000 mila barre di plutonio. Il che pone il Paese vetero-stalinista nella condizione di poter produrre materiale fissile per armi atomiche. L'operazione di riprocessamento del combustibile nucleare è avvenuta nel "solito" reattore di Yongbyon, in parte smantellato due anni fa in cambio di aiuti economici Usa, sulla base dell'accordo raggiunto nei colloqui a sei del 2007 con Cina, Corea del Sud, Giappone, Russia e Stati Uniti. Con il plutonio ottenuto, Pyongyang è ora in grado di produrre ulteriori ordigni nucleari, in aggiunta alle 4 o 6 bombe che si pensa possa già avere. La Corea del Nord ha effettuato due discussi test nucleari, uno nel 2006 ed uno nel maggio di quest'anno, ma chissà perché a Washington si è voluto credere alle sue buone intenzioni. Addirittura, all' inizio di ottobre scorso,  durante la visita del premier cinese Wen Jiabao, il leader nordcoreano Kim Jong-il si era detto pronto a ritornare al tavolo delle trattative a condizione di poter parlare direttamente con gli Usa. L'arte della dissimulazione evidentemente non è solo islamica ... [caption id="attachment_6408" align="aligncenter" width="350" caption="Kim Jong-il"][/caption]

BREAKING NEWS – Iran, grave attentato contro i vertici dei Pasdaran

Scritto da: il 18.10.09 — 0 Commenti
BREAKING NEWS - Grave attentato stamattina in Iran contro i vertici dei Pasdaran, i famigerati e tumuti Guardiani della Rivoluzione. Il capo del battaglione Al Qods dei Pasdaran, vicecomandante delle operazioni di terra del corpo, il generale Nour-Ali Shushtari, è rimasto ucciso stamane durante un attacco di uomini armati nel sud-est del Paese. Morti anche numerosi altri membri di alto lignaggio dei Guardiani nella provincia meridionale del Sistan-Baluchistan, nella regione di Pishin, al confine con il Pakistan. «In una azione terroristica sono stati uccisi il generale Nour-Ali Shoushtari, il vicecomandante dell’esercito dei Guardiani della Rivoluzione, generale Mohammad-Zadeh, il comandante dei Guardiani della Rivoluzione del Sistan-Baluchistan, il comandante dei Guardiani per la città di Iranshahr e il comandante dell’unità Amir-al Momenin», si può leggere in un lancio dell'agenzia Fars News. Da canto suo, il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha confermato in Parlamento la morte degli alti ufficiali. In assoluto è l’attentato più grave mai compiuto contro il corpo d’elite, da circa trent'anni la più potente Forza Armata del Paese. I quattro alti comandanti erano in un'auto, diretti ad un incontro con alcuni leader tribali dell'area, sciiti e sunniti, quando un attentatore suicida si è fatto esplodere. L'Irna,  l'agenzia stampa di Stato iraniana, aveva in un primo tempo parlato di 60 militari colpiti, fra deceduti e feriti, ma la stima è subito apparsa troppo ottimistica. I morti sarebbero infatti almeno 49. Le autorità iraniane hanno accusato Stati Uniti, Gran Bretagna e Pakistan della strage, che rischia ora di bloccare il dialogo appena appena accennato fra Teheran e Washington. Negli anni, il Sistan-Baluchistan, che si trova proprio al confine con Pakistan e Afghanistan, è stato teatro di frequenti scontri a fuoco fra le forze di sicurezza della Repubblica Islamica, i ribelli sunniti presenti nella zona ed i numerosi trafficanti di droga che infestano la regione.

Caso Van Jones: usque tandem, Barack?

Scritto da: il 09.09.09 — 2 Commenti
Lo scheletrino nell'armadio dello "zar" americano dell'Ambiente, Van Jones, dimessosi a seguito di alcune rivelazioni fatte dall'emittente conservatrice Fox News (la rete, di proprietà di Rupert Murdoch, che ha dimostrato come Jones abbia delle convinzioni eccentriche e complottistiche sui tragici eventi dell'Undici Settembre), palesa ancora una volta la scarsa capacità di Barack Obama di scegliere i suoi uomini. Ormai non si contano più gli errori fatti dal presidente democratico nel mettere insieme una squadra di governo che ha dovuto più volte cambiare per l'improponibilità di parecchi dei prescelti in prima battuta. Intendiamoci, per quanto a me non stiamo affatto simpatici gli ambientalisti, il green black Van Jones è un personaggio di altissimo profilo. Solo che è evidente come un uomo ai vertici dell'amministrazione dello Stato non possa avere tanta sfiducia nel medesimo da ritenerlo coinvolto nella più grande tragedia nella storia della Nazione americana. Insomma, presidente Obama, usque tandem continuerà con simili errori di giudizio? [caption id="attachment_5823" align="aligncenter" width="321" caption="Van Jones"][/caption]

È morto Ted Kennedy

Scritto da: il 26.08.09 — 0 Commenti
Nella notte è morto il senatore Edward "Ted" Kennedy. Il fratello di John Fitzgerald e Robert "Bob" Kennedy aveva 77 anni e da tempo era malato di un cancro al cervello. Dopo l'assassinio dei due fratelli, Ted è divenuto uno dei senatori più influenti e potenti nella storia degli Stati Uniti. Ha rappresentato per la prima volta lo Stato del Massachusetts al Congresso nel 1962 ed è poi stato rieletto sette volte. Legislatore cauto ed efficiente, è stato il punto di riferimento per i democratici durante gli anni dell'ascesa dei repubblicani. Si è sempre schierato dalla parte delle categorie sociali più deboli e ha indirizzato il suo partito sulle questioni riguardanti la sanità, l'istruzione, i diritti umani e le leggi sul lavoro. Si è opposto alla guerra in Vietnam e più recentemente a quella in Iraq. Uomo dalla grande lungimiranza, nel 2004 ha "lanciato" nell'agone della grande politica Barack Obama, intuendone per primo le straordinarie potenzialità mediatiche. [caption id="attachment_5631" align="aligncenter" width="531" caption="Da sin. Ted, John e Bob Kennedy all'annuale cena di gala del Gridiron Club di Washington, 15 marzo 1958"][/caption]

Il sindacato dei poliziotti yiddish

Scritto da: il 25.07.09 — 1 Commento
Ho appena finito di leggere questo incredibile romanzo, di difficile classificazione, ma di sicura genialità. Tecnicamente Il sindacato dei poliziotti hiddish, dello scrittore di Washington (anche se vive a Berkeley, in California) Michael Chabon, è un hard-boiled in cui il protagonista non è però un detective privato, ma un poliziotto del distretto di Sitka, in Alaska. Un Alaska scenario di un intreccio fantapolitico davvero riuscito, con uno Stato di Israele che dopo essere stato costituito in Palestina, nel 1948 viene distrutto dagli Stati arabi, con i superstiti costretti a riparare fra i ghiacci del Nord America, dati loro in concessione per cinquant'anni. Sullo sfondo di una travagliata restituzione agli Usa delle terre detenute per mezzo secolo, si dipana l'inchiesta per omicidio di alcuni detective decisi a fare al meglio il loro mestiere fino all'ultimo. Quanto al cadavere, questo si scopre appartenere ad un singolare giovane ebreo dalla doti sorprendenti. Attorno alla sua morte ruota un mistero il cui progressivo dipanarsi lascerà di stucco il lettore. Disincantato, ironico, irriverente, il libro è anche un viaggio di una certa utilità all'interno del blindatissimo mondo dell'ebraismo ultraortodosso.

«È il momento di un nuovo inizio»: il discorso di Obama al Cairo

Scritto da: il 05.06.09 — 0 Commenti
Sono onorato di essere nell'antichis­sima città del Cairo, ospite di due illu­stri istituzioni. Da circa mille anni al-Azhar rappresenta un faro di cultu­ra islamica e da più di un secolo l'Uni­versità del Cairo è fonte e stimolo di progresso per tutto l'Egitto. Insieme, queste due istitu­zioni incarnano un perfetto sodalizio tra sviluppo e tra­dizione. Vi ringrazio per la vostra ospitalità  e per l'accoglienza ricevuta dal popolo egiziano. E sono altresì orgoglioso d'essere latore di un messaggio di buona volon­tà da parte dell'intero popolo americano e di un saluto di pace da parte delle comunità musulmane del mio Pae­se: Assalaamu alaykum! (Che la pace sia con voi). Il nostro incontro cade in un periodo di tensione tra gli Stati Uniti ed i musulmani del mondo intero, una tensione generata da forze storiche che travalicano l'attuale dibattito poli­tico. Le relazioni tra l'Islam e l'Occidente si fondano su secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche su conflitti e guerre di religione. In tem­pi recenti, le tensioni sono state provocate dal colonialismo, che ha negato diritti del tutto legittimi ed op­portunità di crescita a molti musulmani, e dalla Guerra Fredda, nel corso della quale i Paesi a maggioranza musulmana fin troppo spesso sono stati utilizzati alle stregua di pedine, senza tenere con­to delle loro aspirazioni. Inoltre, i cambiamen­ti profondi avviati dalla modernizzazione e dal­la globalizzazione hanno spinto non pochi mu­sulmani a vedere nell'Occidente un nemico delle tradizioni dell'Islam. La violenza estremista ha sfruttato a suo favore proprio queste tensioni all'interno di piccole ma potenti mi­noranze musulmane. Gli attacchi dell'11 set­tembre 2001 e le ripetute azioni sanguino­se di questi estremisti contro le popolazioni civili hanno spinto una parte del mio Paese a considerare l'Islam come inesorabilmente osti­le non soltanto all'America e ai Paesi occidentali, ma anche ai diritti umani. Da qui sono emerse nuove paure e nuove diffidenze. Ma fintanto che i nostri rapporti saranno fonda­ti su divergenze, daremo ...

Inside Scientology (che a Parigi è alla sbarra)

Scritto da: il 27.05.09 — 6 Commenti
Si è aperto a Parigi, con grandissimo clamore, il processo contro Scientology, la sedicente chiesa fondata da Ron Hubbard che, chiamata in causa per truffa come persona giuridica, a questo punto rischia l'interdizione dalla Francia. Non è male ricostruire dall'inizio la storia di questo controverso gruppo. La genesi di Scientology viene fatta risalire agli anni Trenta, in seguito ad un viaggio in Oriente intrapreso da Lafayette Ronald Hubbard, lo scrittore americano di fantascienza che vent'anni dopo avrebbe appunto fondato Scientology. A stretto contatto con gli abitanti di taluni degli angoli più miseri ed infelici del globo, Hubbard iniziò un suo personale cammino di meditazione sul dolore umano. Nato il 13 marzo 1911 a Tilden, nel Nebraska, nel 1950 Hubbard pubblicò un saggio che sarebbe da lì a poco divenuto la pietra angolare della sua fortuna. Dianetics (termine che può grossomodo esser reso con "attraverso la mente"), incontrò subito un gran favore di pubblico e divenne in pochi anni un best-seller. In quasi 60'anni, il volume ha venduto intorno ai 20 milioni di copie. A ben vedere, Scientology nasce in un momento successivo rispetto alla dianetica, come sviluppo delle ricerche di Hubbuard sulla mente umana. È Scientology (termine derivante dal latino scio - ossia "conoscere nel senso più completo" - e dal greco logos, studio) quindi a prendere le mosse da Dianetics e non viceversa. Nel 1954 fu fondata la prima "Chiesa di Scientology", negli States. Poco dopo la dianetica giunse in Giappone, dove conta numerosissimi adepti. In effetti, accostandosi a Scientology, risultano evidenti i punti di somiglianza con talune dottrine orientali, in particolare con il Buddismo ed è quindi comprensibile il fascino che la dottrina di Hubbard ha esercitato ed esercita in tutta l'Asia. Il primo simbolo nella storia di Scientology fu il medesimo di Dianetics, costituito da un triangolo composto da quattro segmenti verdi, ciascuno ...

Il nuovo “effetto farfalla”, un maiale starnutisce a Mexico City ed a New York si diffonde il panico

Scritto da: il 27.04.09 — 6 Commenti
La psicosi della febbre suina in corso mi fa venire in mente la teoria dell'effetto farfalla, che vuole che un battito di ali di una farfalla dalle nostre parti provochi un maremoto in Giappone. Ecco, è più o meno quello che sta accadendo nella (più o meno ormai) ricca e vulnerabile America: un maiale fa uno starnuto a Mexico City e la gente a New York è in preda al terrore ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple