Tutti gli articoli su Bauman

Sogni giovanili, maturi incubi

Scritto da: il 30.10.14 — 0 Commenti
Da giovane, archiviata una lunga stagione di adolescenziale impegno in un movimento cattolico, un po' per rigetto, un po' per reale convincimento, ritenevo l'ordine borghese il peggiore dei mali. Il mio sogno di allora (una ventina d'anni fa, momento più, momento meno) era un chaos diffuso, proveniente dal basso, che togliesse ogni sicurezza ai cittadini appartenenti alla cosiddetta "classe media" (colpevole di non ricordo più che cosa). Tacendo della progressiva scomparsa di quest'ultima, nel tempo ho anche dimenticato che cosa ritenessi con espressioni quali «dal basso». Ma quella dei meccanismi di selezione della mia memoria è un'altra storia, che credo interessi poco. Crescendo, maturando, invecchiando, morendo, ho visto il mondo, e segnatamente la città in cui sono tornato a vivere dopo due decenni Altrove, diventare scenario del mio sogno giovanile. A prescindere dallo scacchiere internazionale (da al-Qaeda alla crisi globale, approdando alla lucida follia dell'Isis), i luoghi in cui viviamo sono divenuti ognuno un piccolo inferno. Le cronache cittadine, a partire dall'ormai quasi quotidiano femminicidio in Italia, lo testimoniano a ogni istante. Ma altro che l'insicurezza diffusa che vagheggiavo in funzione anti sistema. Oggi la paura - liquida (leggete e diffondete Zygmunt Bauman) e non - è come l'aria. La violenza è ovunque. Una abominevole concezione proprietaria dei rapporti ha preso possesso delle menti di molti uomini. E gli Stati liberaldemocratici si sono rivelati il cane da guardia non tanto e non più della classe dei produttori, quanto di un sistema finanziario sovra nazionale che i produttori li vessa tanto quanto i lavoratori. Chiaramente, a farne le spese, come sempre, sono i più deboli. Le donne e i bambini in primo luogo. E gli anziani. Privati del sacro diritto di serenamente dirigere i propri passi verso la dimora definitiva. Danni collaterali anche per qualche sognatore. Che si ritrova a vivere in (non) ...

Bitter London, ovvero sul crollo della sinistra globale

Scritto da: il 08.05.08 — 0 Commenti
La sconfitta del New Labour a guida Brown alle amministrative britanniche di qualche giorno fa sta provocando un terremoto nell'arcipelago progressista occidentale. Già la leadership di Brown era messa in discussione prima, figuriamoci ora. In ogni caso, a prescindere da Brown, quel che preoccupa è la sempre più evidente incapacità della sinistra (termine inutile, al pari di destra, ma che per comodità tutti siam costretti ad utilizzare) di comprendere il Reale. Di comprendere, ad esempio, come ormai per l'elettore sicurezza ed ordine pubblico siano priorità assolute. Boris Johnson a Londra ha vinto su questi temi. Certo, su traffico e trasporti non la pensa in maniera molto diversa da Livingstone. Ci saremmo aspettati l'abolizione dell'odiosa "congestion-charge" (8 sterline per circolare in centro con l'auto, in pratica una sciocchezza per i ricchi, una somma seria per ogni onesto lavoratore), ma almeno sulla criminalità Johnson ha idee chiare. La questione però è forse un po' più profonda. Il sospetto di alcuni analisti è infatti che a sinistra si stia esaurendo una funzione storica. La società muta in maniera rapidissima, è ormai "liquida", per dirla con Zygmunt Bauman. E non è detto che i partiti storici riescano più ad incarnarne interessi e desideri. Si legge in un editoriale del Foglio di Giuliano Ferrara del 4 maggio: «Il problema delle sinistre europee è quello di trovare una funzione, un linguaggio, delle leadership non più prigioniere di uno schema di pensiero tipico della società industriale e delle sue classi. Quello che Blair aveva fatto e i suoi eredi hanno sperperato in pochi mesi» ... Vero. Profondamente vero. Non amo i riformisti alla Blair, per non parlare di quelli alla Schroeder. Ma l'analisi del Foglio mi sembra corretta. Da rifletterci su a lungo. Nel centrosinistra, come nella sinistra più radicale ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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