In tutta franchezza, dico subito che all'ipotesi, ormai certa, di un governo (tecnico o tecnico-politico che sarà) a guida Mario Monti avrei preferito quella di un governo politico a guida Gianni Letta o Angelino Alfano. Capisco le remore di Silvio Berlusconi nell'utilizzare quest'ultimo in tale caotica fase (il comprensibile timore è di "bruciarlo", dovendo Alfano, nelle intenzioni del Cav., guidare la prossima campagna elettorale nazionale del centrodestra italiano, Formigoni permettendo, ovviamente), ma la soluzione Monti, così gradita ai mercati (appunto perché così gradita ai mercati) mi rende assai perplesso.
Con Monti, sia chiaro, stiamo per cedere la nostra sovranità popolare ad un uomo, per carità, assolutamente perbene, capace e morale, sul quale grava però il sospetto d'essere il garante/portatore di interessi estranei a quelli del popolo italiano. Ex rettore dell'Università Bocconi, ex commissario europeo, Monti, specializzato alla Yale University, è dal 2005 international advisor della banca d'affari Goldman Sachs, che qualche responsabilità potrebbe anche avere avuto nella marea di vendite di Btp che ha colpito l'Italia. Tralascio la sua appartenenza alla Trilateral e le frequentazioni con i Bilderbergs, del tutto legittime, ma non si può non notare come sia la grande pressione internazionale (una pressione che di democratico ha ben poco) a volere Monti premier italiano quale possibile risolutore di tutta una serie di problemi.
Ora, in democrazia, la soluzione dei problemi (e l'Italia sicuramente ne ha tanti) deve sempre essere politica e deve giungere attraverso il confronto/scontro/sintesi fra le diverse visioni, fra le diverse anime di un Paese. Certo, il nostro Parlamento oggi è il frutto di una legge elettorale liberticida, concertata da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni al solo fine di escludere comunisti e socialisti da Camera e Senato. Ed allora si cambi legge/sistema elettorale e si torni al voto, ridando alla gente la possibilità di esprimersi in merito alle ...
I Bilderbergs si riuniscono oggi a St Moritz, in Svizzera, al Suvretta House Hotel, fra le usuali polemiche dei No Global. Ma che cos'è con esattezza il gruppo denominato Bilderberg? Esso nasce nel maggio del 1954, durante una riunione tenutasi nell’omonimo albergo olandese di Oosterbeek sotto l’egida del principe Bernardo d’Olanda, che ne è stato presidente fino al 1976, quando venne coinvolto nello scandalo Lockheed. Da allora i cosiddetti Bilderbergs - che hanno man mano assunto un ruolo sempre più importante nella politica mondiale - si riuniscono annualmente in un luogo sempre diverso.
Ben poco si può sapere sui contenuti delle loro più che riservate riunioni. Secondo le tesi dei detrattori, il gruppo di fatto si adopererebbe per la creazione del cosiddetto New World Order (Nuovo Ordine Mondiale) con lo scopo di indirizzare i destini del pianeta e porli nelle mani di una ristretta cerchia di uomini di potere.
Prescindendo dalle teorie di fantapolitica di alcuni complottisti ad oltranza, è comunque lecito però osservare come il gruppo Bilderberg abbia avuto o abbia fra i suoi aderenti uomini politici di calibro internazionale (Allen Dulles, Richard Holbrooke, Henry A. Kissinger, Robert McNamara, Peter Mendelson), capi di Stato e primi ministri (Carl Bildt, George Bush sr, Bill Clinton, Felipe Gonzales, Olof Palme, Jorge Sampaio), governatori di banche centrali ed insigni banchieri (Tommaso Padoa-Schioppa, Alessandro Profumo, Eric Roll, Eric D. Warburg, Siegmund Warburg, James David Wolfensohn), finanzieri, industriali e dirigenti di fama (Giovanni Agnelli, Umberto Agnelli, Franco Bernabè, Henry Ford II, David Rockefeller sr, John D. Rockefeller, Nelson Rockefeller, Edmund Rothschild), alti esponenti dell’Unione Europea (Mario Monti, Pedro Solbes), influenti giornalisti ed opinion maker (Carlo Rossella) ed esperti di difesa (Zbigniew K. Brzezinski), tutti esclusivamente cittadini di Paesi Nato o comunque dell’Europa occidentale.
Del gruppo si entra a far parte solo tramite invito ed ai suoi componenti ...