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Ciclicamente la Bulgaria sforna qualche artista geniale tanto quanto originale. È il caso di Yanko Tsvetkov, che sta facendo molto parlare di sé con le simpaticissime mappe degli stereotipi create. Qui è possibile vederle tutte. Un'idea semplice, ma davvero interessante, soprattutto per capire meglio come reciprocamente ci si vede fra europei e come siamo visti dagli americani.
[caption id="attachment_8975" align="aligncenter" width="600" caption="Yanko Tsvetkov, "Mapping Stereotypes" (2010)"][/caption]
Lo scrittore americano di fantascienza e fantapolitica Whitley Strieber ha scritto in un suo recente romanzo oltremodo visionario (2012. L'apocalisse, un libro che inizia benissimo, ma proseguendo si ingarbuglia fino all'inverosimile) che «i nuovi mondi esistono in due luoghi: le rovine di quelli vecchi e le menti dei sopravvissuti». Un pensiero che sembra perfetto per la Storia tedesca in numerose sue fasi, il 1918 ed oltre, il 1945 ed oltre, il 1989 ed oltre, fino ad un oggi inoltrato.
Francamente, non saprei dire se il 9 novembre di vent’anni fa, data che si è celebrata in queste ultime settimane fino alla noia, sia stato un giorno benedetto o maledetto.
I fatti dell’epoca, gli avvenimenti di quelle convulse ore sono oltremodo noti. Da mesi il blocco comunista perdeva pezzi e i vari regimi erano alle corde. Polonia ed Ungheria avevano già attuato una forma di transizione verso la democrazia e da lì a poco anche la Romania avrebbe archiviato il regime del satrapo Ceausescu.
Il 9 novembre, a Berlino, nel corso di una conferenza stampa, il portavoce della Sed, il partito unico comunista, Günter Schabowski, annunciò la decisione del governo di Egon Krenz (Erich Honecker si era dimesso da presidente il 18 ottobre) di concedere ai cittadini tedesco-orientali dei permessi per viaggiare nella Germania Ovest: «Considerato che la presente situazione è per noi non più controllabile – affermò il portavoce - abbiamo deciso di adottare nuove regole che permetteranno ad ogni cittadino della Germania Est di spostarsi liberamente».
Ad un certo punto, il giornalista italiano Riccardo Ehrman, corrispondente dell’Ansa, forse su suggerimento di una sua fonte anonima nota solo come “il sottomarino”, chiese di conoscere con esattezza il momento di entrata in vigore del rivoluzionario provvedimento. Colto alla sprovvista, Schabowski, per inciso appena rientrato dalle ferie e probabilmente male informato sulle ultime decisioni governative, rispose: ...
La sonda indiana Chandrayaan-1, che ruota attorno alla Luna dall'8 novembre, ha trovato sul satellite una vasta miniera di ferro. Per inciso, la scoperta è anche frutto di uno strumento scientifico americano che la sonda utilizza, il Moon Mineralogy Mapper (M3), uno spettrometro della Nasa con il quale gli americani intendono creare una accurata mappa delle risorse minerali del nostro satellite, ad integrazione della precedenti indagini delle sonde Clementine (di proprietà del Dipartimento della Difesa statunitense) e Lunar Prospector.
Sulla Luna, nella regione orientale Basin, l'M3 ha rilevato una notevole presenza di pyroxene, ossia di minerali di ferro sotto la forma di sferette. Lo strumento del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ideato a Pasadena (California) permette di rilevare con una risoluzione assai alta la presenza di minerali, valutandone anche la distribuzione e la quantità presente su suolo e sottosuolo.
In questa sua missione lunare, sostanzialmente alla ricerca di elio-3, indispensabile per la prossima generazione di centrali nucleari, oltre a della sua tecnologia, l'India utilizza tutta una serie di apparecchiature fornite da altri Paesi (Unione Europea, Usa e Bulgaria).
Chandrayaan-1, che era stata lanciata il 22 ottobre scorso dal poligono indiano di Sriharikota, nel golfo del Bengala, era entrata nell'orbita lunare, a cento chilometri di altezza, dopo 18 giorni. Un bel successo per gli scienziati indiani, non c'è che dire.
Ora New Delhi intende continuare nell'esplorazione del satellite spedendo altre due sonde per ottenere dei campioni di minerali da studiare comodamente sulla Terra. Dopo di che l'Indian Space Research Organisation punterà apertamente ad una spedizione umana, in competizione con Pechino e con gli Usa, che vorrebbero ritornare sulla Luna con degli uomini, per cominciare a costruire un primissimo avamposto coloniale.
In ogni caso, la ricerca di elio-3 sul satellite, il ritrovamemnteo casuale di una miniera di ferro e il desiderio di mappare le risorse lunari la dice lunga sulla prossima sfida dell'uomo nello spazio. Rinvenire e prevelare ove possibile le ...