Tutti gli articoli su Champions League

La Champions League (che va cambiata!) metafora della crisi: una squadra svizzera elimina l’avanguardia (mediatica) della classe operaia inglese

Scritto da: il 08.12.11 — 1 Commento
Da sempre sostengo che lo sport è l'evoluzione della guerra tribale combattuta con altri mezzi e che il calcio è una grande metafora della vita. Ieri sera ho avuto piena conferma di ciò. Con il 2-1 casalingo il Basilea ha battuto ed eliminato il Manchester United. Ossia, una squadr(ett)a svizzera di una città nota al mondo per le sue banche e per aver dato il nome alle (più che stringenti) regole del mercato finanziario globale ha buttato fuori dal calcio continentale la squadra che negli ultimi venti e passa anni ha rappresentato nel mondo la metropoli simbolo della classe operaria inglese. Guidata da quel Ferguson di scozzesissime, umili (da ragazzo fece pure lo scaricatore di porto) e cattoliche origini divenuto poi sir Alex (uomo di intelligenza, equilibrio e saggezza introvabili nel disgustoso universo del calcio contemporaneo), il Manchester United negli anni è stato una bandiera anche dell'orgoglio operaio, con tifosi ovunque al mondo, specie nell'Irlanda repubblicana. Ora, da finalista dell'ultima edizione, si ritrova fuori dalla Champions ad opera di una marginalissima squadra svizzera. In tempi di crisi economica imperante, con le banche a governare di fatto le politiche degli Stati, l'accidente calcistico è inevitabile che diventi simbolo di altro. Ma un'ulteriore riflessione si impone. Dopo la serata di ieri è ovvio come la formula della Champions League vada rivista, cambiata, sostituita, abbattuta. Prima possibile. La trasformazione della Coppa dei Campioni in Champions League nel 1992 è stata l'inizio della degenerescenza assoluta del calcio, della sua trasformazione da sport bello ed avvincente in mero strumento del dio denaro, in follia collettiva senza ratio alcuna. Che alla Coppa Campioni possano partecipare squadre che non hanno vinto il proprio campionato nazionale, ad esempio, è semplicemente grottesco, una pazzia che andava rifiutata da subito. Certo, in quegli anni faceva comodo ai tanti magnati proprietari dei più importanti ...

Un calcio-football-soccer totalmente da rifondare

Scritto da: il 29.06.10 — 24 Commenti
Questi stranissimi mondiali sudafricani stanno evidenziando tutti i limiti di un calcio ormai datato, gestito da un uomo, lo svizzero Joseph Blatter, altrettanto datato. Lo sport più popolare al mondo abbisogna di una vera e propria rifondazione. Morale e materiale. Cercherò di individuare quelli che a mio avviso sono i punti nevralgici del necessario cambiamento. 1) Innanzitutto, il calcio-football-soccer ha perso l'aura mitica che lo aveva contraddistinto fino alla fine degli anni '80. Da che cosa è dipeso? Di certo, in primo luogo dall'esasperato economicismo che da un certo punto in poi lo ha contraddistinto. Fuori Mammona dal verde tempio rettangolare quindi. Troppo business, troppi soldi attorno ad un gioco che, nato dal sudore e dalla fatica, è divenuto  una macchina per profitti esasperati. 2) In Europa occorre una restaurazione profonda che cancelli la follia della Champions League e della Europa League e riporti in vita la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa Uefa, competizioni serie che hanno fatto la storia del calcio continentale. Che possa essere campione d'Europa una squadra che non ha vinto il proprio campionato nazionale è un'idea indecente che mai si sarebbe dovuta affermare, una squallida concessione a chi voleva trasformare (e c'è riuscito) uno sport bellissimo in uno spettacolo senz'anima, pensato in funzione dei diritti tv. 3) Ammettere subito in campo tutta la tecnologia disponibile, dall'ormai assolutamente necessaria moviola ai sensori nelle porte, dai palloni "intelligenti" con microchip interni a quant'altro possa evitare al massimo gli errori arbitrali. Errori che, sia chiaro, di norma vanno sempre ad aiutare i più forti, come nel clamoroso caso di Argentina-Messico di domenica sera. 4) "Sdoganato" da anni il quarto uomo, ora occorre avere il quinto e il sesto dietro le 2 porte. A prescindere dal fatto che l'errore della terna arbitrale in Germania-Inghilterra di domenica pomeriggio ha riparato, 44 ...

Onore a sir Alex

Scritto da: il 22.05.08 — 0 Commenti
BREAKING NEWS - Per la seconda volta Ferguson è sul tetto d'Europa (la prima era stata nel 1999) . Il Manchester United, dopo essersi aggiudicato il campionato inglese, ha vinto anche la Champions League (per inciso, Dio stramaledica non gli inglesi, ma chi ha deciso ormai quasi vent'anni fa di stravolgere la Coppa Campioni e cancellare la Coppa delle Coppe!) contro la squadra di uno degli uomini più ricchi del pianeta, il Chelsea di Roman Abramovich, che dopo la sberla di ieri sera probabilmente perderà uomini importanti e faticherà a riprendere un ruolo di rilievo nel calcio che conta. Personalmente credo che lo sport sia la prosecuzione della politica e della guerra con altri mezzi. Per questo sono felice della vittoria del Manchester United, squadra da 22 anni guidata da Alex Ferguson, figlio di un protestante e di una cattolica in tempi in cui le "coppie miste" in Gran Bretagna erano cosa rara, cattolico trasversale (tifa per i Rangers di Glasgow, non per il Celtic, come sarebbe più naturale per un "papista"), baronetto sì, ma anche e soprattutto laburista scozzese old style. In tempi di ultrariformismo imperante, che in giro vi sia un vecchio laburista ancora così vincente è un balsamo per il cuore ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple