Tutti gli articoli su Corea del Nord

Il rischio coreano

Scritto da: il 03.04.13 — 0 Commenti
Ho l'impressione che la Casa Bianca stia prendendo un po' troppo alla leggera quel che sta accadendo nel Nord Est asiatico. L'escalation di violenza (per ora fortunatamente solo verbale) fra le due Coree non è certo inusuale, ma oggi ha degli elementi nuovi rispetto al passato, da non sottovalutare: il giovane Kim Jong-un, erede della dinastia stalinista al potere a Pyongyang dal 1948, si sta dimostrando ben più aggressivo del defunto genitore Kim Jong-il e a Seul il nuovo presidente, la conservatrice Park Geun-hye, figlia del dittatore filo americano Park Chung-hee, che sta rivelandosi una "sponda" ben meno arrendevole dei suoi predecessori. Combinati insieme, questi due elementi umani potrebbero scatenare un conflitto che nei decenni passati si è sempre evitato, un conflitto a forte rischio nucleare, visto che Pyongyang da anni è entrata a far parte del ristretto "club atomico". Non è poi facile capire quale possa essere l'interesse odierno delle potenti multinazionali sud coreane, che sicuramente ambiscono ai mercati "vergini" del Nord della penisola e vedono bene una eventuale riunificazione, ma che di certo non vorrebbero vedere azzerati i propri siti di produzione dall'incoscienza del giovane leader stalinista. Il caos regna, insomma, anche fra gli analisti. Nel mentre, Barack Obama incredibilmente non sembra avere un grande interesse nella vicenda. [caption id="attachment_12459" align="aligncenter" width="300"] Kim Jong-un[/caption]

Corea del Nord, la sfida nucleare di un regime disconnesso dalla realtà

Scritto da: il 12.03.13 — 0 Commenti
Il regime nordcoreano ha denunciato come «completamente nullo» il trattato del "cessate il fuoco" con la Corea del Sud firmato nel 1953. Pesantemente infastidito dalle esercitazioni degli Stati Uniti proprio con la Corea del Sud, Kim Jong-un ha annunciato di essere pronto «a entrare in guerra con Seul». L'erede di Kim Jong-il è addirittura arrivato a minacciare un attacco nucleare contro i due Paesi alleati. «Nessuno può prevedere che cosa accadrà adesso nella penisola coreana», ha scritto il Rodong Sinmun, quotidiano ufficiale del Partito comunista di Pyongyang, evidenziando che «ora è il momento della battaglia finale». Tecnicamente le due Coree non hanno mai firmato un vero e proprio trattato di pace, rimanendo quindi in guerra. Nulla di eccessivamente anomalo, per carità. Nemmeno Giappone e Unione Sovietica dopo la fine del secondo conflitto mondiale hanno firmato la pace e, in linea molto teorica, ancora oggi Tokio e Mosca sarebbero in guerra. Ma è ovvio che si tratta di cavilli della Storia. Nel caso coreano, però, preoccupa la retorica visionaria di Pyongyang. Vero che i nordcoreani hanno dichiarato nullo il cessate il fuoco del '53 circa una dozzina di volte in 20 anni, ma oggi il loro regime ha la bomba atomica. Ed è guidato da un giovane dalle idee assai confuse, per non dire del tutto disconnesso dalla realtà. Il suo popolo è alla fame e, invece di aprire il Paese al mondo esterno, lo chiude ancora di più, minacciando una crisi internazionale. In Corea del Nord la gente vive nel terrore e non sembra esservi una minima opposizione al totalitarismo. Ma fino a quando il mostruoso sistema potrà reggere? E che cosa accadrà quando collasserà? L'ipotesi più probabile è un tumultuoso riversarsi di masse umane nell'opulenta Corea del Sud. Dove, però, al momento quasi nessuno pensa più alla riunificazione, a lungo vagheggiata. ...

Destini incrociati: morti Havel e Kim Jong-il

Scritto da: il 19.12.11 — 1 Commento
Strano il destino, molto ... A poche ore di distanza sono morti Kim Jong-il, satrapo nordcoreano per "diritto" ereditario, dittatore atomico vetero stalinista, e Vaclav Havel, scrittore boemo, per decenni leader della dissidenza antisovietica nell'Est Europa prima di divenire presidente della Cecoslovacchia post crollo del Muro di Berlino. Due uomini diversissimi in tutto che vanno a morire quasi nello stesso momento (ma tecnicamente non nello stesso giorno, meno male per la memoria di Havel). Uno campione della lotta ai totalitarismi, l'altro nerissimo esempio della violenza totalitaria. E così, il pianeta si è liberato di Kim Jong-il, un folle senza scrupoli che ha massacrato la sua gente conculcando ogni minima libertà. Le cancellerie del mondo intero sono in apprensione (la Corea del Nord ha la bomba atomica o qualcosa di simile), ma per ora del successore, il figlio terzogenito Kim Jong-un, non si sa nulla di peggio rispetto al padre. Si spera che il rampollo della perversa dinastia apra il Paese al mondo. Alla Corea del Sud una riunificazione veloce costerebbe tantissimo, ma è ovvio che il destino delle due Coree nel medio periodo è quello di riacquistare l’unità perduta. Che la morte di Kim Jong-il sia l'occasione per cominciare a metter mano alla pratica per tempo e con razionalità.

Jimmy il Pacificatore

Scritto da: il 29.04.11 — 1 Commento
L'ex presidente statunitense Jimmy Carter ha compiuto un altro dei suoi mezzi miracoli diplomatici nel Nord Est asiatico. Giunto martedì in Corea del Nord, è partito dopo aver ottenuto da Kim Jong-il la disponibilità a riprendere i colloqui con Seul «senza precondizioni e su qualsiasi argomento». A missione ultimata, Carter ha anche parlato delle tragiche condizioni del Paese veterostalinista, definendo urgente la necessità di inviare aiuti umanitari per una popolazione letteralmente alla fame. Per l'esponente democratico, profondo conoscitore del dossier nordcoreano, pare difficile che a breve possano esservi mutamenti negli equilibri di potere interni al regime. Il vento di rivolta soffia forte in Medio Oriente, ma la penisola di Corea è davvero lontana ... Jimmy Carter

Attacco alla Corea del Sud, l’ultima follia di Kim Jong-il

Scritto da: il 23.11.10 — 0 Commenti
Devono davvero essere in condizioni economiche disperate i nordcoreani per tentare la follia di stamattina: dei colpi di artiglieria dalla Corea del Nord hanno colpito la Corea del Sud e vi sono una settantina di case in fiamme sull'isola di Yeonpyeong, al confine occidentale fra i 2 Paesi (così vicini, così lontani). Al momento vi sarebbero solo 2 soldati sudcoreani morti, ma anche anche diversi feriti (14 quelli appartenenti alle Forze Armate di Seul). I residenti dell'isola sono stati evacuati nei bunker e l'Esercito è stato posto in massima allerta. Secondo fonti non confermate, la Corea del Sud avrebbe anche risposto al fuoco, facendo levare in volo numerosi caccia da combattimento. Sulle motivazioni dello sconsiderato gesto nulla al momento è dato sapere. Si possono soltanto avanzare ipotesi, la più verosimile delle quali ha una motivazione economica spinta: Pyongyang è ormai alla fame e tenta di accelerare il processo di fusione fra le 2 entità statali, nel medio-lungo periodo inevitabile, tentando di scatenare una guerra che non può vincere sul campo, ma al tavolo delle eventuali trattative post-belliche sicuramente sì. Una strategia che prevede uno scientifico "tirare la corda fino a farla spezzare" nella speranza che il sicuro desiderio della comunità internazionale di porre rapidamente fine al caos giochi a favore dei gerarchi del Nord al momento di trattare la pace. Sullo sfondo, ovviamente, il lento e confuso processo di successione a Kim Jong-il. Il dittatore vorrebbe imporre il terzogenito Kim Jong-un (classe 1983) quale suo erede al potere, ma non tutta la nomenklatura veterostalinista pare essere d'accordo ad affidare la guida del Paese al giovane rampollo. Da qui talune tensioni di cui già era trapelata notizia che potrebbero anche essere all'origine dell'immotivato "colpo di testa" di qualche ora fa.

Corea del Nord, la foto dell’erede

Scritto da: il 30.09.10 — 1 Commento
Tanto narciso ed al centro dell'attenzione da giovane, invecchiando ed ammalandosi il Caro Leader nordcoreano Kim Jong-il è divenuto gelosissimo della sua immagine, tanto che, sparito dalle scene, per un paio d'anni è stato dato per morto ed ogni sua rara apparizione ha fatto il giro del mondo, dando da lavorare a periti ed esperti chiamati a verificare la genuinità delle foto. La medesima paranoia di riservatezza ha sempre circondato anche i figli del satrapo nordcoreano, soprattutto l'erede ormai designato, Kim Jong-un, di cui fino a qualche giorno fa si conoscevano solo una fotografia scattata quando era bambino ed un disegno che lo ritraeva da adolescente. Ora la testata Rodong Sinmun ("Quotidiano dei lavoratori"), organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori di Corea, ha pubblicato questa foto che dovrebbe proprio ritrarre l'erede al comando del regime veterostalinista. L'immagine, peraltro, conferma la nota indiscrezione su di una forte somiglianza del giovane con il pingue genitore. [caption id="attachment_9006" align="aligncenter" width="171" caption="Kim Jong-un"][/caption]

Corea del Nord, successione al Caro Leader: and the winner is …

Scritto da: il 28.09.10 — 0 Commenti
Il Caro Leader nordcoreano, Kim Jong-il, che da anni è dato per gravemente ammalato, ha oggi nominato generale il suo figlio più giovane, Kim Jong-un, allarmando gli analisti del Paese asiatico. La mossa, infatti, potrebbe rappresentare un primo passo verso la successione allo stanco genitore, che è stato comunque rieletto segretario generale del Partito dei Lavoratori nel corso del congresso tenutosi in questi giorni. L'agenzia stampa di Stato, la Kcna, ha poi annunciato che Ri Yong-ho, capo di Stato Maggiore dell'Esercito, è stato promosso al grado di vicemaresciallo (la gerarchia dei nordcoreani è alquanto cervellotica e poco comprensibile per gli esterni), con una scelta che chiaramente mira ad ingraziarsi l'elite militare, il cui appoggio è certo necessario per irrobustire la leadership del giovane Kim Jong-un. Di lui, per inciso, si sa pochissimo e si ha soltanto una foto da bambino. Educato in Svizzera durante l'adolescenza, dovrebbe assomigliare al padre sia per l'aspetto sovrappeso che per la personalità paranoide. Di bene in meglio ...

Un calcio-football-soccer totalmente da rifondare

Scritto da: il 29.06.10 — 24 Commenti
Questi stranissimi mondiali sudafricani stanno evidenziando tutti i limiti di un calcio ormai datato, gestito da un uomo, lo svizzero Joseph Blatter, altrettanto datato. Lo sport più popolare al mondo abbisogna di una vera e propria rifondazione. Morale e materiale. Cercherò di individuare quelli che a mio avviso sono i punti nevralgici del necessario cambiamento. 1) Innanzitutto, il calcio-football-soccer ha perso l'aura mitica che lo aveva contraddistinto fino alla fine degli anni '80. Da che cosa è dipeso? Di certo, in primo luogo dall'esasperato economicismo che da un certo punto in poi lo ha contraddistinto. Fuori Mammona dal verde tempio rettangolare quindi. Troppo business, troppi soldi attorno ad un gioco che, nato dal sudore e dalla fatica, è divenuto  una macchina per profitti esasperati. 2) In Europa occorre una restaurazione profonda che cancelli la follia della Champions League e della Europa League e riporti in vita la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa Uefa, competizioni serie che hanno fatto la storia del calcio continentale. Che possa essere campione d'Europa una squadra che non ha vinto il proprio campionato nazionale è un'idea indecente che mai si sarebbe dovuta affermare, una squallida concessione a chi voleva trasformare (e c'è riuscito) uno sport bellissimo in uno spettacolo senz'anima, pensato in funzione dei diritti tv. 3) Ammettere subito in campo tutta la tecnologia disponibile, dall'ormai assolutamente necessaria moviola ai sensori nelle porte, dai palloni "intelligenti" con microchip interni a quant'altro possa evitare al massimo gli errori arbitrali. Errori che, sia chiaro, di norma vanno sempre ad aiutare i più forti, come nel clamoroso caso di Argentina-Messico di domenica sera. 4) "Sdoganato" da anni il quarto uomo, ora occorre avere il quinto e il sesto dietro le 2 porte. A prescindere dal fatto che l'errore della terna arbitrale in Germania-Inghilterra di domenica pomeriggio ha riparato, 44 ...

Considerazioni geopolitiche sul mondiale sudafricano

Scritto da: il 20.06.10 — 14 Commenti
Non esistono più le squadre cuscinetto. Cominciamo con una banalità qualunquista oltremodo evidente queste note (più o meno) geopolitiche sul campionato mondiale di calcio ospitato dal Sud Africa. In un football come quello odierno, iperatletico, con giocatori che 20-30'anni fa avrebbero potuto calcare le pedane del body building, i valori sono molto livellati. Anche “grazie” ad allenatori che non convocherebbero Pelè o Maradona. Per convinzione tattica e fors'anche per l'umano desiderio di dimostrare a tutti la validità del proprio personale modello. Dunga, ad esempio, in carriera roccioso e ringhioso mediano-centrocampista, vorrebbe in campo per il Brasile 10 mediani su 11 stile Oriali, rimpiangendo l'esigenza di schierare per forza un portiere. Figura mitica del calcio Lele Oriali, ma forse più di 2 per squadra con le sue caratteristiche no, proprio non occorre averli ... In questi giorni nessuna delle cosiddette grandi sta brillando, anzi molte arrancano e sono già con un piede fuori dalla competizione. È il caso della Francia (immeritatamente presente al mondiale al posto della “scippata” Irlanda”), della Spagna (una squadra senza spina dorsale ottima da iscrivere ad un campionato femminile, specchio fedele della crisi del Paese, vicino ad una quasi bancarotta stile Grecia) e dell'Inghilterra. Prima dei due squallidi pareggi con la sorpresa Stati Uniti (del resto, su 300 milioni di abitanti 11 in grado di giocare bene a calcio prima o poi era chiaro che si sarebbero incontrati) e l'Algeria, l'Inghilterra era una candidata alla vittoria, tanto che personalmente vagheggiavo l'idea di una finale dalla grande valenza storica, Olanda-Inghilterra, riedizione, sempre in terra sudafricana, dello scontro anglo-boero. Ma la squadra dell'antipatico Fabio Capello (andrà via di notte anche da Londra dopo averlo fatto da Roma e Torino?) è oggettivamente leggera, con una vera star e qualche stellina (Wayne Rooney, Frank Lampard e Steven Gerrard) in campo e molti comprimari ...

Coree sull’orlo dell’abisso

Scritto da: il 20.05.10 — 0 Commenti
Di nuovo altissima la tensione tra le due Coree. Causa scatenante i risultati di una squadra di esperti internazionali, secondo il quali (come ipotizzai subito) fu un siluro lanciato da un sommergibile nordcoreano ad affondare la Cheonan, una corvetta militare della Corea del Sud il 26 marzo scorso, causando 46 morti fra i marinai di Seul. Pyongyang ha negato ogni responsabilità, rilanciando con la minaccia di una «guerra generale» se i cugini del Sud dovessero chiedere all'Onu nuove sanzioni contro l'affamato Nord.

Sinistri scricchiolii dalla Corea del Nord, ne fa le spese una nave militare del Sud

Scritto da: il 26.03.10 — 0 Commenti
Nel mentre il regime veterostalinista di Pyongyang, infastidito dalle (a suo dire) continue ingerenze di Stati Uniti e Corea del Sud, minaccia il mondo di scatenare un attacco nucleare senza precedenti ed una nave sudcoreana viene fatta colare a picco da un siluro (probabilmente del Nord), il generale americano Walter Sharp, comandante delle truppe Usa nella penisola, avverte che il Paese asiatico potrebbe collassare da un momento all'altro. Che la folle situazione nordcoreana stia degenerando è assodato. Seul si prepari quindi all'invasione di milioni di disperati alla fame, perché, nel caso di un cedimento di schianto delle autorità comuniste del Nord, la frontiera diverrebbe inesistente in poche ore. Una cosa è certa, per i ricchi sudcoreani il conto della riunificazione, auspicata da decenni dai nazionalisti, sarà salatissimo ...

Un anno fa l’elezione di Barack Obama. Il bilancio? Un mezzo flop

Scritto da: il 04.11.09 — 0 Commenti
Il primo dato negativo per questo first anniversary della presidenza di Barack Obama è elettorale: alle elezioni di ieri i governatorati di Virginia e New Jersey sono andati ai repubblicani e l'indipendente Mike Bloomberg è stato riconfermato sindaco di New York. Il tutto in un quadro generale che vede l'Iran fare passi da gigante verso l'atomica, la Corea del Nord (che già un po' di testate le ha di certo) prendere in giro a ripetizione la comunità internazionale portando avanti praticamente indisturbata il suo programma nucleare, l'Afghanistan e l'Iraq quasi del tutto fuori controllo ed il Pakistan (potenza nucleare conclamata) ad un soffio  dal caos. Solo in campo economico Obama ha portato a casa qualche flebile successo, del resto è stato eletto proprio per la sua ovvia maggiore capacità rispetto a McCain di gestire la crisi scoppiata a settembre 2008. Inoltre, ottima è l'intenzione di creare un vero servizio sanitario nazionale per garantire assistenza a tutti i cittadini, anche se i problemi che l'amministrazione sta incontrando sono immensi e forse insormontabili. Per il resto, questo primo anno di Casa Bianca di Obama è stato un mezzo flop. Praticamente su tutta la linea o quasi. [caption id="attachment_6437" align="aligncenter" width="249" caption="Barack Obama, Superpresident o Superflop?"][/caption]

Nuova sfida della Corea del Nord, riprocessate 8.000 barre di plutonio

Scritto da: il 03.11.09 — 0 Commenti
La Corea del Nord ha lanciato una nuova sfida all'Occidente ed al Giappone, annunciando a sorpresa di aver riprocessato ben 8.000 mila barre di plutonio. Il che pone il Paese vetero-stalinista nella condizione di poter produrre materiale fissile per armi atomiche. L'operazione di riprocessamento del combustibile nucleare è avvenuta nel "solito" reattore di Yongbyon, in parte smantellato due anni fa in cambio di aiuti economici Usa, sulla base dell'accordo raggiunto nei colloqui a sei del 2007 con Cina, Corea del Sud, Giappone, Russia e Stati Uniti. Con il plutonio ottenuto, Pyongyang è ora in grado di produrre ulteriori ordigni nucleari, in aggiunta alle 4 o 6 bombe che si pensa possa già avere. La Corea del Nord ha effettuato due discussi test nucleari, uno nel 2006 ed uno nel maggio di quest'anno, ma chissà perché a Washington si è voluto credere alle sue buone intenzioni. Addirittura, all' inizio di ottobre scorso,  durante la visita del premier cinese Wen Jiabao, il leader nordcoreano Kim Jong-il si era detto pronto a ritornare al tavolo delle trattative a condizione di poter parlare direttamente con gli Usa. L'arte della dissimulazione evidentemente non è solo islamica ... [caption id="attachment_6408" align="aligncenter" width="350" caption="Kim Jong-il"][/caption]
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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