di Paolo Majolino
Platone scrive che le nostre “idee immaginarie” nascono dalla preesistenza dell’anima, non sono derivabili dall’esperienza. Darwin, con la teoria dell’evoluzionismo, ha inteso affermare che l’origine dell’uomo era provata e che la metafisica non può non fiorire, giungendo ad affermare che chi capisce il babbuino andrà più lontano di Locke nella metafisica. Un contemporaneo di Charles Darwin, il biologo Alfred Russel Wallace, pur stimando e stimato da Darwin, giunse alla conclusione opposta.
Il problema ontologico dell’esistenza di Dio è – da sempre – oggetto di discussioni; scartando, appena per un attimo e solo per stile di scuola, il credere per fede, invero voglio argomentare proprio avendo a base quanto di più razionale possiamo disporre: la nostra mente che è iperelaborata per i bisogni dell’essere umano in evoluzione e questo, come meglio di seguito esporrò, non può essere spiegato con la selezione naturale che è argomento del tipo “tu quoque”, vale a dire un ragionamento fittizio ed ingannevole col quale si giustificano le proprie azioni o ragionamenti con azioni e/o ragionamenti analoghi compiuti, ovvero elaborativamente giustificati da altri; è del tutto erroneo un argomento che posa le proprie fondamenta sull’analogia: che non è una forma di ragionamento garantita dalle leggi del sillogismo.
Ed allora e piuttosto un’intelligenza superiore ha guidato lo sviluppo dell’umanità in una specifica direzione e per uno scopo speciale. È l’atteggiamento “creazionista” ed a supporto possono portarsi alcune evidenze. I cacciatori-raccoglitori dell’antico continente erano, biologicamente, uguali ai moderni europei: in special modo avevano un cervello delle stesse dimensioni, potevano quindi adattarsi alle esigenze della vita moderna. Al loro modo di vivere, simile a quello dei nostri antenati, il livello di intelligenza era sufficiente e non c’erano occasioni per esibire particolari ragionamenti. C’è da chiedersi, ragionevolmente, come può essersi evoluto il cervello se in risposta ai soli ...
Il post di qualche giorno fa sull'esperimento del Cern di Ginevra alla ricerca della particella basilare della materia (il bosone di Higgs o di Dio che dir si voglia) è stato in assoluto il più letto e commentato da quando ho inaugurato questo blog.
Ringrazio tutte/i per l'attenzione prestata alle mie considerazioni, in modo particolare Lula e Tiziana, che so seguire splendide (ma per me troppo faticose) vie di ricerca interiore che le pongono quotidianamente a contatto con l'essenza spirituale del nostro mondo. Io, più pavidamente, in genere analizzo al pc il dolore che la follia dell'uomo infligge ai più deboli ed al limite mi confronto con lo Spirito davanti ad un Rembrandt o ad un Vermeer, quando ho abbastanza denari per viaggiare. Ammiro la loro tenacia e sono distante anni luce dal cinico scetticismo di altri commentatori. Ma nella mia vita, chi mi ama lo sa bene, più che la Domanda potè la Pigrizia ...
In ogni caso, l'esperimento del Cern, il più costoso e ambizioso della Storia, continua comunque a far parlare di sé (un gruppo di hacker greci ha tentato di introdursi nei sistemi informativi degli scienziati svizzeri) e si interseca con altri temi vitali per capire la nostra Origine.
È di questi giorni, ad esempio, la clamorosa notizia che vorrebbe la Royal Society, tempio della Scienza inglese nato nel 1660, aprire al creazionismo ed alla sua variante moderatissima dell'Intelligent Design, la teoria del cardinale di Vienna Christoph Schoenborn illustrata per la prima volta sul New York Times nel luglio del 2005 e da quell'estate destinata ad infiammare il dibattito fra Scienza e Religione.
Il 63nne Schoenborn, che io stimo enormemente, è il "capo" mondiale dei domenicani, un uomo di Dio che mio avviso sarebbe in grado di guidare splendidamente la Chiesa dopo la - prima o poi inevitabile - dipartita di Sua Santità Benedetto ...