Tutti gli articoli su democrazia

Riflessioni sul possibile governo Monti

Scritto da: il 11.11.11 — 6 Commenti
In tutta franchezza, dico subito che all'ipotesi, ormai certa, di un governo (tecnico o tecnico-politico che sarà) a guida Mario Monti avrei preferito quella di un governo politico a guida Gianni Letta o Angelino Alfano. Capisco le remore di Silvio Berlusconi nell'utilizzare quest'ultimo in tale caotica fase (il comprensibile timore è di "bruciarlo", dovendo Alfano, nelle intenzioni del Cav., guidare la prossima campagna elettorale nazionale del centrodestra italiano, Formigoni permettendo, ovviamente), ma la soluzione Monti, così gradita ai mercati (appunto perché così gradita ai mercati) mi rende assai perplesso. Con Monti, sia chiaro, stiamo per cedere la nostra sovranità popolare ad un uomo, per carità, assolutamente perbene, capace e morale, sul quale grava però il sospetto d'essere il garante/portatore di interessi estranei a quelli del popolo italiano. Ex rettore dell'Università Bocconi, ex commissario europeo, Monti, specializzato alla Yale University, è dal 2005 international advisor della banca d'affari Goldman Sachs, che qualche responsabilità potrebbe anche avere avuto nella marea di vendite di Btp che ha colpito l'Italia. Tralascio la sua appartenenza alla Trilateral e le frequentazioni con i Bilderbergs, del tutto legittime, ma non si può non notare come sia la grande pressione internazionale (una pressione che di democratico ha ben poco) a volere Monti premier italiano quale possibile risolutore di tutta una serie di problemi. Ora, in democrazia, la soluzione dei problemi (e l'Italia sicuramente ne ha tanti) deve sempre essere politica e deve giungere attraverso il confronto/scontro/sintesi fra le diverse visioni, fra le diverse anime di un Paese. Certo, il nostro Parlamento oggi è il frutto di una legge elettorale liberticida, concertata da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni al solo fine di escludere comunisti e socialisti da Camera e Senato. Ed allora si cambi legge/sistema elettorale e si torni al voto, ridando alla gente la possibilità di esprimersi in merito alle ...

A Catania (ri)nasce la società civile

Scritto da: il 17.06.11 — 2 Commenti
Il percorso che in questi giorni sta per concludersi è partito da lontano alcuni anni fa, frutto di una precisa intuizione di Antonio Pogliese, il poliedrico esperto di economia cui si devono alcune delle idee più innovative mai concretizzatesi a Catania, una per tutte il visionario centro commerciale Etnapolis realizzato da Massimiliano Fuksas. L'intuizione di Pogliese è stata quella di pensare che attraverso una interazione progressivamente sempre più stretta fra i vari club service presenti in città si potesse costituire il nucleo forte attorno al quale organizzare la rinascita della società civile etnea. Secondo step è stato l'allargamento alla componente cattolica, ben radicata a Catania. I prossimi si vedranno. Intanto, domani (sabato 18 giugno 2011) si terrà l’Hotel Sheraton di Acicastello, dalle 9 alle 13, il convegno “Dall’associazionismo alla società civile. Dal confronto alle proposte”. Organizzato, appunto, da Lions, Compagnia delle Opere, Fidapa, Inner Wheel, Kiwanis, Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Rotary e Soroptmist, l’evento si pone quale fase terminale per il 2011 di un percorso di rinascita della società civile catanese cominciato, come dicevo, almeno un paio d’anni or sono. A partire dal 2009, infatti, l’associazionismo catanese si è confrontato su diversi temi di notevole rilevanza sociale - dalla gestione dell’emergenza rifiuti alla famiglia - anche allo scopo di verificare la concreta possibilità di convergere in modo sistematico, onde poter provare a rappresentare l’idem sentire della locale comunità. Constatato che vi sono tutte le condizioni per poter presentare alla città il nucleo su cui stratificare nel tempo altri gruppi associativi e per poter legittimamente e con autorevolezza rappresentare i comuni interessi di Catania e dei catanesi, ecco che il convegno di domani può anche essere visto quale vero e proprio atto di (ri)fondazione della società civile etnea. Ovviamente, con la garanzia, data dagli statuti delle singole associazioni aderenti al ...

Democracy Index, la libertà è di casa (solo) in Scandinavia

Scritto da: il 03.02.11 — 0 Commenti
Non sembra affatto una delle più vive democrazie del mondo quella italiana, tutt'altro. Lo sostiene un'accurata ricerca dell'Università di Zurigo e del Social Science Research Center di Berlino, che hanno messo a punto il Democracy Index, una sorta di "barometro della democrazia", un indice che analizza le trenta democrazie storicamente più avanzate al mondo, almeno in linea teorica. I criteri utilizzati riguardano cento dati empirici con i quali si tenta di "misurare" come nei vari Paesi i cittadini vivono i principi libertà, uguaglianza e controllo sul potere. La ricerca è stata brillantemente ripresa dal sito Web Spiegel Online International (in inglese) del settimanale tedesco Der Spiegel. L'analisi verte sugli anni che vanno dal 1995 al 2005 e colloca l'Italia al 22° posto. Ovviamente, nell'elenco vi sono tutti gli Stati dell'Europa occidentale. L'Italia è terzultima nel Vecchio Continente, ma "si piazza" meglio di Gran Bretagna e Francia. A determinare il pessimo risultato italiano, la limitata libertà di stampa. I piani alti della classifica, è comprensibile, sono appannaggio dei Paesi nordici. La Danimarca risulta essere la democrazia più solida, seguita a ruota dalla Finlandia e dal Belgio, dove però l'ingovernabilità sta facendo seri danni alla convivenza civile. Seguono Islanda, Svezia, Norvegia, Canada, Olanda, Lussemburgo ed Usa, mentre la Germania è undicesima (molte donne presenti in Parlamento e netta separazione fra i poteri dello Stato). In basso Inghilterra e Francia, in 26a e 27a posizione. Chiudono la "classifica" la Polonia, il Sudafrica ed il Costarica. Interessante notare come l'Inghilterra sia considerata una democrazia non solidissima soprattutto a causa del sistema elettorale uninominale maggioritario, che per i ricercatori svizzero-tedeschi «potrebbe alterare il responso della volontà popolare». Stesso discorso per la Francia, che ha un basso numero di partiti in Parlamento sempre a causa del sistema elettorale maggioritario, per quanto a doppio turno. Mappa del Democracy Index ...

C’era un tassista in coma … Oltre alla Giustizia …

Scritto da: il 16.10.10 — 9 Commenti
Sarò subitaneamente schietto e brutale, senza tanti giri di parole: credo che la sola riforma della Giustizia che serva al Paese sia nella direzione della più assoluta ferocia di Stato. Gli episodi di cieca violenza cui ormai quotidianamente si assiste in Italia - ma è chiaro che la considerazione si può estendere all'Occidente intero, basti pensare al problema delle gang giovanili negli Stati Uniti - non lasciano più spazio a sterili garantismi di sorta. L'oscena vicenda di Avetrana, che si complica ogni giorno di più, portandosi anche dietro un'orrida ombra necrofila, la feroce aggressione di gruppo ad un tassista a Milano, in coma da giorni fra la vita e la morte, l'uccisione dell'infermiera a Roma ad opera di un balordo recidivo dopo un banale litigio in fila alla cassa della metropolitana, le ore di  paura vissute a Genova per  il bestiale comportamento degli ultras della nazionale serba, le quotidiane violenze, a sfondo sessuale o meno, contro donne indifese, la microcriminalità diffusa ormai a macchia d'olio soprattutto al Sud stanno sancendo il definitivo fallimento della liberaldemocrazia. Attenzione, non ho detto della democrazia tout court, per carità, ma della sua variante liberale, cosa diversa. Variante liberale che (inevitabilmente?) porta con sé un lassismo, un ipergarantismo, una "cura" dei diritti del reo che depotenziano alla base qualsivoglia condanna. Non è così, ad esempio, per le socialdemocrazie nordiche, dove l'assoluta certezza della (anche rigida) pena fa sì che pure l'individuo più instabile ed antisociale possibile ci pensi a lungo prima di dar sfogo alla sua natura. Prevengo l'usuale obiezione: una cosa è un Paese da 5-10 milioni di abitanti, una cosa è un colosso demografico. Bene, lunghi dall'essere una scusante, tale argomentazione è un'aggravante: appunto perché l'Italia ha circa 60 milioni di individui che circolano sul suo territorio che la gestione del loro comportamento dovrebbe essere ...

Divergenze intrademocratiche

Scritto da: il 24.08.10 — 0 Commenti
«La democrazia è fondata su principi di civiltà che sono la sua ragion d'essere e la distinguono da altri regimi. Ciò nondimeno in essa le ragioni del consenso e le ragioni della (sua) civiltà finiscono molto spesso per divergere». (Giuliano Amato, Da Ground Zero ai rom, in gioco i diritti dell'uomo, Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2010)

Nota sabatina/7

Scritto da: il 02.01.10 — 4 Commenti
Sostanzialmente 2 i fatti importanti della settimana che si conclude oggi, l'escalation della violenza di Stato in Iran e l'intensificarsi dell'allarme antiterrorismo nel globo intero. Ormai è chiaro che in Iran, come ho già scritto nel mio intervento sulle prospettive del 2010 appena iniziato, il regime degli ayatollah andrà via solo dopo un bagno di sangue. E purtroppo gli estremisti al potere a Teheran sono in grado di reggere a lungo, avendo a disposizione una trentennale struttura di potere difficile da scalfire. Difficile, ma non impossibile. Perché ormai è chiaro che la sete di democrazia degli iraniani, che in maggior parte sono giovani o giovanissimi, è semplicemente inarginabile. Quanto all'allarme gravissimo innescato dal fallito attentato islamista della note di Natale, è ovvio come questo sia giustificato. Le perverse menti di al-Qaeda stanno davvero raggiungendo alti livelli nella loro ricerca di sistemi che possano aggirare i controlli negli aeroporti. L'attacco sul volo Amsterdam-Detroit non è andato a buon segno per puro caso, ma ha evidenziato sia la fallacia del tipo di Intelligence che gli Usa si ostinano a privilegiare (ovvero l'Intelligence dei segnali elettronici a scapito di quella umana), sia l'immutata volontà dei folli islamisti di colpire l'Occidente, nonostante la scarsissima presa delle loro idee sulla stragrande maggioranza dei mussulmani. Insomma, se il nuovo millennio era stato aperto dall'imane tragedia dell'Undici Settembre, questi anni Dieci che cominciano si aprono con un "remind" di cui tenere assolutamente conto. La Guerra al Terrore di George Walker Bush ha (quasi del tutto) fallito ed il problema del terrorismo globale è ancora tutto da risolvere.

Elezioni etnee (ma non solo), pallido simulacro della democrazia. Catania ancora una volta al centro dell’attenzione per uno scandalo politico

Scritto da: il 03.12.09 — 0 Commenti
Il sindaco di Catania, il senatore Raffaele Stancanelli (Pdl-An), ed il presidente della Provincia Regionale, Giuseppe Castiglione (Pdl-Fi), sono stati rinviati a giudizio ieri per turbamento di pubblico servizio e violazione della legge elettorale. In tutta franchezza, la notizia ero venuto a saperla qualche giorno fa, per la precisione lunedì 30 pomeriggio, ma attendevo conferma prima di pubbicarla sulla testata per cui scrivo. Così, quando ieri a pranzo le agenzie l'hanno battuta non sono stato sorpreso, se non per l'inclusione fra i rinviati a giudizio anche di Giuseppe Castiglione (fra le informazioni che avevo inizialmente avuto il suo nome non compariva). Allora ... Secondo l’accusa, Stancanelli e Castiglione avrebbero, il condizionale è assolutamente d’obbligo in casi del genere, partecipato ad un incontro elettorale in una sala (per inciso, intitolata al cardinale Dusmet, un santo che ha dedicato tutta la sua esistenza ai poveri) dell’ospedale Garibaldi di Catania alla presenza di medici, paramedici, infermieri ed impiegati vari della struttura pubblica. Insieme a Stancanelli e Castiglione, sono stati rinviati a giudizio anche l’ex direttore generale del nosocomio, Giuseppe Navarria, e suo figlio, Francesco Navarria, all’epoca dei fatti, nella primavera 2008, semplice candidato nelle liste del Pdl, oggi consigliere comunale a Catania. Stancanelli e Castiglione avrebbero quindi svolto campagna elettorale parlando in una sala di un ospedale pubblico durante l’orario di lavoro, da qui l’accusa di turbamento di pubblico - appunto - servizio. La prima udienza del caso si terrà il prossimo 7 luglio. Giuseppe Castiglione ha subito dichiarato la sua «assoluta fiducia nell’autorità giudiziaria, alla quale ho già reso tutti gli elementi necessari a far luce sulla vicenda, del resto, non intravedo nessuna mia responsabilità avendo, nel corso della campagna elettorale 2008, partecipato a centinaia di incontri da chiunque organizzati». «In ogni caso – ha concluso Castiglione – è evidente che si sta parlando di un ...

Napoli, il commento di Roberto Saviano alle immagini dell’omicidio di Camorra diffuse dalla Procura

Scritto da: il 30.10.09 — 12 Commenti
Napoli, ieri 4 vittime del Virus A. Questa nelle immagini è invece del Virus D, ben più letale ... La democrazia liberale, nonché ultraliberista ed ipergarantista, nella quale ci tocca vivere ... [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=zxX5FAujPCM[/youtube]

«È il momento di un nuovo inizio»: il discorso di Obama al Cairo

Scritto da: il 05.06.09 — 0 Commenti
Sono onorato di essere nell'antichis­sima città del Cairo, ospite di due illu­stri istituzioni. Da circa mille anni al-Azhar rappresenta un faro di cultu­ra islamica e da più di un secolo l'Uni­versità del Cairo è fonte e stimolo di progresso per tutto l'Egitto. Insieme, queste due istitu­zioni incarnano un perfetto sodalizio tra sviluppo e tra­dizione. Vi ringrazio per la vostra ospitalità  e per l'accoglienza ricevuta dal popolo egiziano. E sono altresì orgoglioso d'essere latore di un messaggio di buona volon­tà da parte dell'intero popolo americano e di un saluto di pace da parte delle comunità musulmane del mio Pae­se: Assalaamu alaykum! (Che la pace sia con voi). Il nostro incontro cade in un periodo di tensione tra gli Stati Uniti ed i musulmani del mondo intero, una tensione generata da forze storiche che travalicano l'attuale dibattito poli­tico. Le relazioni tra l'Islam e l'Occidente si fondano su secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche su conflitti e guerre di religione. In tem­pi recenti, le tensioni sono state provocate dal colonialismo, che ha negato diritti del tutto legittimi ed op­portunità di crescita a molti musulmani, e dalla Guerra Fredda, nel corso della quale i Paesi a maggioranza musulmana fin troppo spesso sono stati utilizzati alle stregua di pedine, senza tenere con­to delle loro aspirazioni. Inoltre, i cambiamen­ti profondi avviati dalla modernizzazione e dal­la globalizzazione hanno spinto non pochi mu­sulmani a vedere nell'Occidente un nemico delle tradizioni dell'Islam. La violenza estremista ha sfruttato a suo favore proprio queste tensioni all'interno di piccole ma potenti mi­noranze musulmane. Gli attacchi dell'11 set­tembre 2001 e le ripetute azioni sanguino­se di questi estremisti contro le popolazioni civili hanno spinto una parte del mio Paese a considerare l'Islam come inesorabilmente osti­le non soltanto all'America e ai Paesi occidentali, ma anche ai diritti umani. Da qui sono emerse nuove paure e nuove diffidenze. Ma fintanto che i nostri rapporti saranno fonda­ti su divergenze, daremo ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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