Sarà deformazione professionale ad oltranza, ma non ho potuto non notare come la stragrande maggioranza dei numeri speciali di fine anno delle riviste tedesche in edicola ed in libreria punti sui bilanci del 2008 e non sulle previsioni per il 2009.
Fanno eccezione le riviste di economia, con degli interessanti focus sull'anno che verrà, ma i big dell'informazione politica, tipo Der Spiegel (a proposito, a quando il pensionamento di un progetto grafico e - soprattutto! - di un logo vecchi da imbarazzare?), con forse mezza eccezione, non si azzardano a dire parola sul futuro di breve periodo, certo non roseo, di Germania ed Occidente.
E così (ancora) fari accesi su Obama e la sua travolgente vittoria, senza nessun vero sforzo di analisi, soprattutto previsionale.
Insomma, la recessione tedesca si nota anche da queste piccole cose, come un'editoria che appare vecchia, soprattutto se paragonata alla nostra, dinamicissima e modernissima nonstante gli scarsi lettori italiani.