Tutti gli articoli su Dipartimento Terra e Ambiente

Quale futuro per l’Artico?

Scritto da: il 04.12.09 — 0 Commenti
Come si sa, la salvaguardia del clima è un tema di immenso interesse, al centro delle discussioni politico-scientifiche più accese. Per fare il punto della situazione sul Polo Nord si è recentemente tenuta a Roma la conferenza "Artico, verso il futuro", svoltasi presso l’Ambasciata del Canada ed organizzata da quest’ultima insieme con le Ambasciate di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia. Alla conferenza hanno partecipato gli ambasciatori dei Paesi coinvolti (il canadese James Fox, il finlandese Pauli Antero Makela, il norvegese Einar M. Bull, lo svedese Anders Bjunner e il danese Gunnar Ortann) e Giuseppe Cavarretta, scienziato italiano direttore del Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Cnr. Tra gli argomenti affrontati nell'incontro, in primo piano vi è stato lo sviluppo economico e sociale delle comunità artiche, ma anche lo sviluppo energetico e l'impatto e le sfide del cambiamento climatico al Polo Nord, valutati alla luce dei dati emersi dal rapporto del 2004 dell'Acia (Artic Climate Impact Assessment), secondo il quale tra i Paesi dell'intero pianeta proprio quelli artici stanno assistendo più rapidamente al cambiamento del clima, innanzitutto con lo scioglimento dei ghiacci. Se il Canada, per bocca del suo ambasciatore, ha sottolineato l'impegno a garantire lo sviluppo sostenibile nell'area, anche l’Italia, dal canto suo, ha evidenziato il proprio contributo.  Cavarretta ha spiegato come il Consiglio Nazionale delle Ricerche stia dando il suo «apporto allo sforzo internazionale diretto alla comprensione dei processi che controllano i cambiamenti climatici e l’inquinamento in Artico, con l’entrata in funzione della torre Amundsen-Nobile, da noi costruita, per l’osservazione degli scambi di energia tra l’atmosfera e il suolo, con un nuovo sistema di boe posizionate nel Kongs Fjord, con attività riguardanti l’inquinamento da composti azotati e da particolato atmosferico, nonché con studi degli impatti sulla biodiversità». [caption id="attachment_6920" align="aligncenter" width="234" caption="L'Amundsen-Nobile Climate Change Tower del Polo Nord"][/caption]

Polarnet, ovvero (anche) l’Italia sul tetto del mondo

Scritto da: il 11.12.08 — 2 Commenti
Si è svolto nella giornata di ieri a Roma, presso l'Aula Marconi del Cnr, il convegno "L'Italia del Polo Nord, una nuova prospettiva di ricerca in Artico", organizzato dal Dipartimento Terra e Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Dta-Cnr). Durante l'evento è stata presentata una nuova installazione italiana, la torre per studi climatologici denominata "Amundsen-Nobile Climate Change Tower (Cct)", che verrà eretta presso Kolhaugen, a circa 2 chilometri da Ny-?lesund. La Cct s'inserisce fra le attività di Polarnet, il Network Polare del Cnr, e costituisce un significativo contributo italiano all'Anno Polare Internazionale. Alta 30 metri, realizzata interamente in alluminio, sarà operativa da giugno 2009 e consentirà di svolgere ricerche scientifiche sui processi fisico-chimici che caratterizzano lo strato di atmosfera a contatto con il suolo e la neve (interfaccia) e quello immediatamente superiore (strato limite e bassa troposfera), aree fondamentali per il bilancio di energia del pianeta. «A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione della stazione di ricerca di Ny-?lesund nell'arcipelago delle Svalbard - ha dichiarato Luciano Maiani, presidente del Cnr - e dall'avvio del Progetto Strategico del Cnr nell'Artico, in cooperazione con Università ed altri enti di ricerca, possiamo affermare che la decisione di assumere quest'impegno è stata vincente e ha offerto al nostro Paese un'opportunità che va ben oltre la presenza scientifica, rendendolo partecipe di un processo economico e politico internazionale che considera sempre di più questa regione strategica per gli equilibri del pianeta». Come ha confermato Giuseppe Cavarretta, direttore del Dta-Cnr, «l'Artico è la regione dove le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto sono maggiormente sensibili. Basti pensare che, mentre su scala globale negli ultimi 20 anni si è avuto un aumento medio di 0.57° C, in Artico si è valutato un incremento di 1,1° C, cioè due volte tanto. Già questa osservazione è sufficiente a qualificare l'Artico come un early warning system, ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple