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Questa notte (per l'Italia) Mitt Romney ha stravinto in Nevada, compiendo un decisivo passo avanti verso la conquista della nomination repubblicana per la Casa Bianca. Il finanziere-governatore ha avuto il 43% delle preferenze, staccando l'ex speaker della Camera, New Gingrich, al secondo posto con il 26%. L'ultraliberista Ron Paul ha conquistato il 18% dei voti, mentre il conservatore cattolico Rick Santorum, il cui appeal in uno Stato che vive di gioco d'azzardo è ovviamente assai scarso, è giunto ultimo con il 13%. Ora si attendono i risultati del Colorado, dove martedì 7 si terranno i caucus.
Terza vittoria per l'ex governatore del Massachusetts in cinque Stati, quindi, dopo quelle in New Hampshire ed in Florida. Gingrich, dal canto suo, ha rassicurato i propri supporter in merito alla sua volontà di continuare la corsa. Ancora ottimisti (ma non troppo), Paul e Santorum, anche loro per il momento intenzionati a proseguire, mossa utile soprattutto a Santorum per acquisire una visibilità complessiva che finora nella sua carriera gli è mancata.
Nella corsa alle primarie repubblicane la Florida stanotte è andata a Mitt Romney, con il 46.4% dei voti. «Sono pronto a guidare il partito e gli Stati Uniti - ha dichiarato il magnate - sta finendo l’era di Obama e sta cominciando un’era di prosperità: leadership vuol dire assunzione di responsabilità, non accampare sempre delle scuse». In ogni caso, il suo avversario più temibile non molla. «La partita è tutt’altro che conclusa», ha dichiarato Newt Gingrich. E i numeri potrebbero anche dargli ragione.
A ben vedere, infatti, una metà buona dell’elettorato repubblicano è assai al di là della classica moderazione di Romney, considerato dai più un elegante miliardario del Massachusetts e poco altro. Ora, se Romney in Florida ha avuto il 46.4% dei consensi, mettendo assieme il suo 31.9% di Gingrich ed il 13.4 di Santorum si ha un 45.3% che fotografa un Grand Old Party davvero diviso a metà.
Certo, le prossime tappe delle primarie, a cominciare dal Nevada sabato 4, sono sulla carta più favorevoli a Mitt Romney (tranne che negli Stati del Sud), ma il voto della destra religiosa, finora appannaggio del cattolico Rick Santorum, spostandosi su Gingrich potrebbe fare la differenza e riaprire una partita che Romney per prima sa bene essere ancora lunga.
Fiammata per Newt Gingrich, brutto colpo per Mitt Romney alle primarie repubblicane in South Carolina, dove l'ex speaker della Camera ha battuto senza sconti l'ormai ex favorito tra i candidati del Grand Old Party, staccandolo di 12 punti percenutali ed incassando il 40% delle preferenze contro il 28% del rivale. A questo punto, la corsa per la nomination presidenziale nel Grand Old Party è riaperta. Di certo di ciò è contento Barack Obama, che vede indebolirsi l'unico candidato che alla Casa Bianca viene considerato in grado di impensierire il presidente in carica, appunto l'ex governatore del Massachusetts Romney, ottimo esperto di economia. Tutti i sondaggi, infatti, in caso di sfida Obama-Gingrich, danno l'incumbent nettamente vincente.
Ora il "circo" repubblicano si sposta in Florida, il prossimo Stato dove si voterà per le primarie (il 31 gennaio), il primo Stato di grandi dimensioni ad esprimersi. Romney parla ancora da frontrunner, ma anche Gingrich sta cominciando a parlare come se avesse vicina la nomination, alzando i toni anche troppo sopra le righe contro il presidente. «Sono pronto a sfidare Obama - afferma - anche perché dopo il disastro compiuto finora pensate quanto potrebbe essere radicale, ancora più a sinistra, Barack Obama se venisse rieletto per un secondo mandato».
Vanno male le cose sia per l'ultracattolico di orgini italiane Rick Santorum, terzo con il 17% dei voti nonostante la "propulsione" della vittoria al riconteggio in Iowa (altro colpo non da poco per Romney), che per l'ultralibertario Ron Paul, quarto ed ultimo con il 13% delle preferenze. Entrambi non pare intendano ritirarsi dalla corsa (soprattutto Santorum, che è politicamente giovane ed ha bisogno di farsi conoscere per le future campagne), ma il voto in South Carolina sembra aver sancito come il reale avversario di Romney sia Gingrich e non gli altri due "superstiti".
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Alle 15.47 della Florida (21.47 ora italiana) vi sarà l'ultimo decollo verso lo Spazio di uno Shuttle, l'Endeavour. La Nasa ha infatti pensionato la "navetta" (questo ormai il significato diffuso della parola "shuttle", che in effetti vorrebbe soprattutto dire "spola"), ritenuta obsoleta ed anche non più sicurissima dopo le tragiche esplosioni del Challenger (28 gennaio 1986, 7 vittime) e del Columbia (1 febbraio 2003, 7 vittime) ed altre anomalie recentemente rilevate a bordo del resto della flotta (Endeavour, Discovery e Atlantis).
Ora il futuro dei voli umani pare legato alle navicelle russe Soyuz, più piccole, meno costose e, ovviamente, assai meno confortevoli. Peccato, perché ci eravamo abituati all'idea di viaggiare nello Spazio comodi, con mezzi diversi da quelli claustrofobici degli albori dell'esplorazione. La controtendenza imposta alla Nasa da un budget sempre più risicato non è un buon segnale. Nell'ottica di lungo periodo di una vera e propria colonizzazione del sistema solare, restringere lo spazio a disposizione dell'astronauta è semplicemente folle. Come lo è da parte della Casa Bianca tagliare i fondi dell'agenzia spaziale vanto dell'intera umanità.
La pista principale dell'aeroporto di Tampa, in Florida, è stata chiusa per molti giorni per rifare la segnaletica. Potrebbe sembrare uno scherzo, ma è accaduto sul serio: lo scalo "è stato colpito" da uno spostamento del polo magnetico ed i suoi responsabili sono stati costretti a correre ai ripari, rimodulando la pista di atterraggio e di partenza.
Sia gli aeroporti che le stesse rotte aeree, infatti, si basano su dei calcoli relativi alla longitudine ed alla latitudine, nonché sui poli magnetici. Sono queste coordinate che permettono di volare in tutta sicurezza, tant'è che si parla di aerovie et similia. Insomma, su nei cieli è un po' tipo giù con le autostrade, solo che i cartelli "stradali" sono invisibili (ma ci sono!) ... Ora, a Tampa lo spostamento è stato di tale serietà da costringere i gestori dell'aeroporto a rifare per intero la segnaletica della pista di atterraggio e di partenza, visto che longitudine e latitudine non corrispondevano più. Nello specifico, per le carte di navigazione l'aeroporto di Tampa non sarà più sotto le coordinate 18R/36L, ma sotto 19R/1L.
I poli magnetici terrestri cambiano spesso e quando la variazione supera i 3 gradi è necessario cambiare la logistica delle piste aeroportuali. Più in generale, è bene rammentare come i poli magnetici non corrispondano ai due poli geografici, quello Nord e quello Sud che da sempre affascinano gli esploratori dell'estremo. Anzi, nella realtà essi si trovano parecchio distanti. Proviamo a capirne un po' di più.
Con il termine "polo" in astronomia si intende ognuno dei due punti sulla superficie della Terra, detti appunto Nord e Sud, verso i quali si orientano le estremità opposte dell'ago magnetico della bussola. Ad individuare per primo il polo nord magnetico (che per maggiore chiarezza scrivo con la minuscola, mentre per quelli geografici - Polo Nord e Polo Sud - ...
Scoop del New York Times oggi: sul quotidiano della Grande Mela in esclusiva vi è l'annuncio che Barack Obama sta per dare il via ad un programma di esplorazioni petrolifere al largo degli Stati Uniti, dal Delaware alla Florida. Più o meno il vecchio progetto di Bush jr ... Che abbia comprato qualche azione della Arbusto Oil?
Al di là delle battute, con questa decisione Obama fa carta straccia di uno dei capisaldi "verdi" dei democratici, il no secco (francamente per me incoprensibile) alle trivellazioni off-shore in acque americane. Sono proprio curioso di vedere la reazione di Al Gore ...
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Sono gravissime le condizioni di due italiani, una donna ed il nipotino, che sono rimasti ustionati in una camera iperbarica di un ospedale a Lauderdale-By-The-Sea, in Florida. Il piccolo, di appena 4 anni, si trova negli Usa per una speciale terapia che stava seguendo. Mi chiedo Dio dove guardi certe volte ...
Ci perdonerà Antonio Banderas se prendiamo a prestito il titolo del suo primo film da regista, ma le notizie che provengono da Samson, in Alabama, appunto, non si possono commentare diversamente. Un uomo ieri (stanotte in Italia) ha ucciso senza alcun motivo apparente dieci persone prima di suicidarsi.
Tra le vittime, oltre ad un bambino, vi sono anche la madre, i nonni, uno zio e una zia del killer, un bianco di 30'anni circa. Ha sterminato la famiglia intera, insomma, segno che spesso proprio in casa si annidano i grumi di soffrenza peggiori.
Samson è una località di circa 3.000 abitanti nel sud-est di quell'immenso campo di cotone che è l'Alabama, al confine con la Florida. Altra considerazione spontanea, quindi: una certa provincia americana ai confini dell'universo fa vivere alla gente una condizione di irrealtà che spesso conduce alla malattia mentale.
Le autorità hanno riferito alla stampa che il folle, dopo il massacro, avrebbe ingaggiato una sparatoria con la polizia, fuggendo poi in auto per suicidarsi in un impianto industriale.
Che tristezza, un panorama migliore poteva anche sceglierlo per gli ultimi momenti della sua sconsiderata vita. Ma, si sa, non è che gli americani siano famosi per il buon gusto ...
Un'ambulanza raggiunge uno dei luoghi del massacro di Samson, in Alabama (immagine WDHN tratta dal sito www.cnn.com)