Tutti gli articoli su G8

G20, oltre il fallimento

Scritto da: il 12.11.10 — 1 Commento
Il G20 in corso a Seul, in Corea del Sud, sarà senza dubbio un fallimento. Anzi, andrà oltre il fallimento, nel senso che sancirà una volta per tutte la sua totale inutilità. Un flatus vocis planetario che serve solo al Paese ed alla città che a turno ospita il vertice per aver puntati addosso i riflettori dei media internazionali per qualche giorno. Ma per quanto riguarda decisioni concrete o indirizzi realistici per la risoluzione dei problemi in campo nulla di nulla. Alla fine, come sempre, sarà stilata e presentata una “lista dei desideri” che all'incontro successivo non si avrà nemmeno il coraggio di riprendere in mano per constatare quanto essa sia stata disattesa. A Seul gli Stati Uniti sono arrivati con intenti bellicosi nei confronti della Cina, a ragione accusata di mantenere artatamente basso il cambio dello yuan-renmimbi per agevolare il suo export, ma la recentissima scelta della Federal Reserve di iniettare pesantemente liquidità nel sistema economico americano, acquistando 600 miliardi di dollari di titoli del Tesoro, pone oggi Washington sul banco degli imputati, non Pechino. Il timore (soprattutto) di Bruxelles è che si possa scatenare una spirale inflazionistica. Da qui le dure critiche, non solo europee, all'operato di Ben Bernanke. Ma perché questa “genetica” propensione al fallimento del G20 (come pure del G8)? una spiegazione credo condivisibile a 360° è che i summit (più o meno) globali danno in genere, ed è anche comprensibile per certi versi, una priorità praticamente assoluta alle emergenze, tralasciando di affrontare i temi economico-finanziari centrali di medio-lungo periodo. Altra valutazione da fare - certo meno condivisibile dall'ampio pubblico e dalla maggioranza degli addetti ai lavori, ma la si prenda più che altro come una provocazione - è che, a prescindere dall'ormai conclamata incapacità dell'Unione Europea di parlare con una single voice, che pure sarebbe utilissima, il ...

L’Italia chiede la sospensione del Trattato di Schengen

Scritto da: il 31.05.09 — 0 Commenti
Il ministro degli Interni italiano, il leghista moderato Roberto Maroni, ha chiesto all'Unione Europea che l'Italia possa sospendere il Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone dall'8 al 10 luglio, in occasione del G8 che si terrà a L'Aquila. Roberto Maroni

Terremoto dell’Aquila, aggiornamento sui numeri/15

Scritto da: il 24.04.09 — 0 Commenti
I soldi destinati all'Abruzzo dal Consiglio dei Ministri sono 8 miliardi di euro, di cui 1.5, come si sapeva, per gestire l'emergenza in corso e 6.5 per la ricostruzione. Chi rifarà casa da zero riceverà 150.000 euro di contributo statale, chi dovrà semplicemente ripararla ne riceverà 80.000. Nel complesso, sono circa 13.000 le case abruzzesi del tutto inagibili. Il premier Silvio Berlusconi ha anche deciso di far svolgere a L'Aquila il G8 che l'Italia ospiterà quest'estate. I partner internazionali sono già stati informati e nessuno avrebbe opposto obiezioni. Nel frattempo, è salito a 297 il numero della vittime e nuove scosse sono state avvertite ieri pomeriggio e stanotte, entrambe di magnitudo 4.0 della scala Richter. Mappa aggiornata dei luoghi più colpiti dal sisma

Siracusa, inaugurato dalla Prestigiacomo il G8 Ambiente

Scritto da: il 22.04.09 — 0 Commenti
Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha inaugurato a Siracusa il G8 appunto dedicato alle tematiche ambientali. La Prestigiacomo ha parlato di biodiversità, «una tematica strategica - ha affermato - oggi ancora troppo chiusa nel circolo degli addetti ai lavori e che deve essere innanzi tutto meglio compresa dall'opinione pubblica». Nell'incontro inaugurale, il ministro si è confrontato con le Ong e la società civile presente all'evento, organizzato, per inciso, in concomitanza con la 39ma edizione dell'Earth Day, celebrato oggi in 175 nazioni. Stefania Prestigiacomo

Scontri a Londra, sequestri a Parigi e Milano: il Capitalismo è sotto assedio?

Scritto da: il 02.04.09 — 0 Commenti
Gli scontri con addirittura una vittima avvenuti ieri a Londra, i "sequestri" di dirigenti d'azienda a Parigi e le proteste diffuse di questi giorni sono un pessimo segnale per il Capitalismo. Perché se le proteste dei No Global che hanno devastato una delle filiali londinesi della Royal Bank of Scotland possono essere considerate frutto dell'usuale (ed arginabile) violenta strategia di pochi in grado di condizionare grossi eventi sfruttandone la carica mediatica, le azioni degli operai francesi che in più occasioni negli ultimi giorni hanno asserragliato nei loro uffici dei top manager (ma oggi è accaduto anche a Milano) non possono essere liquidate con una alzata di spalle. Se dei padri di famiglia cominciano a compiere gesti così eclatanti, è chiaro che qualcosa sta saltando in Occidente. Ed è chiaro anche che i piani di salvataggio dell'economia globale predisposti da Barack Obama o dai vari governanti europei vengono visti dalla gente comune come un'ancora di salvezza per dei soggetti, in primo luogo le banche, a torto o a ragioni individuati quali principali responsabili della crisi in atto. Perché, ci si chiede, dare denaro per ripianare i conti delle banche, delle assicurazioni, delle industrie decotte come General Motors e non aiutare, tipo ripianando il rosso dei loro conti correnti, le famiglie? Questa è la reale (diffusa) domanda cui i grandi della Terra (8 o 20 poco importa) dovrebbero dare urgente risposta ... Una manifestazione durante il G20 di Londra
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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