Tutti gli articoli su Giappone

Contro gli Usa guerra monetaria di Cina e Giappone

Scritto da: il 29.12.11 — 2 Commenti
La notizia è certamente la più importante degli ultimi giorni, anche se la stampa occidentale l'ha quasi del tutto ignorata: la Repubblica Popolare Cinese e il Giappone hanno deciso di abbandonare il dollaro per il loro interscambio commerciale, utilizzando le rispettive valute nazionali, renminbi e yen, per circa il 60% dell'export Pechino-Tokio. Si tratta di una scelta che potrebbe avere ripercussioni pesantissime sullo scenario finanziario mondiale ed anche su quello geopolitico. Il rischio è di una guerra monetaria contro il dollaro che finisca con il coinvolgere anche l'euro, proprio in un momento di debolezza delle due monete. La mossa sino-nipponica in parte è il risultato della richiesta generale di un riassestamento delle maggiori valute mondiali. Gli stessi Usa lo hanno più volte chiesto alla Cina, ma certo non intendevano pressare per l'abbandono del dollaro, tutt'altro. Gli Stati Uniti da anni reclamano una rivalutazione del renminbi, ma Pechino nicchia per difendere il suo export, anzi non è da escludersi addirittura una svalutazione del renminbi entro la fine del 2012. Cosa che farebbe impennare le merci cinesi nel mondo, spazzando via qualsiasi eventuale pessimismo in merito alla possibilità dei prodotti Made in China di "sprintare" ancora sui mercati globali. La Rep Pop rappresenta per l'Impero nipponico il partner commerciale in assoluto più importante. Fra i due Paesi vi sono scambi per 26.5 trilioni di yen (ovvero 3.340 miliardi di dollari), con un trend al rialzo che in 10 anni li ha visti triplicare. Ovvio, quindi, che Tokio (con un debito pubblico che è il più alto al mondo) debba necessariamente concedere qualcosa a Pechino, anche accorgendosi dell'eventuale danno derivante all'alleato americano nell'assecondare i desiderata del colosso post maoista. E dalla decisione di usare renminbi e yen per l'interscambio Cina-Giappone un vulnus per gli Usa già si può intravedere: i due Paesi asiatici avranno meno ...

Terremoto in Giappone/12 Fukushima come Chernobyl

Scritto da: il 12.04.11 — 0 Commenti
Dopo l'ennesima scossa di terremoto nell'area della centrale atomica, l'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha elevato da 5 a 7 il livello di allerta (il massimo, per inciso, ogni livello comporta una stima della gravità dell'incidente 10 volte superiore a quello appena inferiore), portandolo a eguagliare quello di Chernobyl nel 1986. Addirittura la Tokio Electric Power (Tepco), la società che gestisce il sito, sta a questo punto ipotizzando che la fuoriuscita radioattiva possa essere più grave di quella che all'epoca dall'Ucraina raggiunse mezzo pianeta. C'è però da evidenziare come gli effetti dei due casi di fuga non siano per nulla paragonabili perché l'emissione di radiazioni da Fukushima-Daiichi è pari a circa il 10% della quantità emessa dalla centrale di Chernobyl, dove si fu un'esplosione e nessun contenimento, con la gente colpita direttamente. A Fukushima, invece, il contenimento sta bene o male reggendo e solo l'invaso di combustibile non ha resistito, infiammandosi. Nel dettaglio, un incidente di livello 7 comporta la liberazione di una forte quantità di materiale radioattivo, con gravi conseguenze sia per la salute degli esseri viventi che l'ambiente. Un incidente di livello 5, la precedente classificazione di Fukushima, implica invece una fuoriuscita comunque limitata di radioattività.

Terremoto in Giappone/11 Quasi crisi diplomatica fra Tokio e Seul, ma gettare in mare l’acqua contaminata è inutile

Scritto da: il 05.04.11 — 1 Commento
Com'è comprensibile, la Corea del Sud sta protestando vibratamente, chiedendo spiegazioni al Giappone sulla singolare scelta del governo nipponico di autorizzare la Tepco, il gestore della centrale nucleare di Fukushima, a rilasciare in mare 11.500 tonnellate di acqua radioattiva, con grave danno per l'intero ecosistema dell'area. Il portavoce del Ministero degli Esteri coreano Cho Byung-jae ha spiegato che il suo Paese attende un chiarimento sulla scelta di Tokyo, aggiungendo che «chiunque proverebbe timore a sapere che si tratta di acqua contaminata». Ovvio che convogliare nell'Oceano Pacifico la gran massa liquida radioattiva che la chi sta cercando di salvare la centrale deve smaltire è la peggiore delle soluzioni possibili. Anche se poi di alternative valide non è che se ne vedano tante. In ogni caso, l'immagine sotto ben esemplifica l'inutilità della mossa di Tokio. L'acqua versata in mare si riproporrà come problema per i Giappone sottoforma di pioggia, onde e contaminazione delle coste. Davvero il cane (radioattivo) che si morde la coda ...

Terremoto in Giappone/10 Mare atomico

Scritto da: il 30.03.11 — 0 Commenti
Aspettiamoci che dalle acque (ovunque, perché mica hanno frontiere) prima o poi sorga una sorta di Godzilla. Magari non accadrà proprio come al cinema, ma ormai è chiaro come il vero danno  irreparabile della crisi nucleare nipponica riguardi proprio il mare. Un tasso di iodio radioattivo 3355 volte superiore a quanto consentito dalla legge sta infatti avvelenando i dintorni di Fukushima fino a 300 metri dalla costa, quale ovvia conseguenza delle perdite nella centrale atomica. La notizia è stata diramata dall'Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, il cui vicedirettore, Hidehiko Nishiyama, non ha comunque voluto perdere l'occasione per minimizzare i rischi, evidenziando come la popolazione locale sia stata allontanata da giorni e la pesca vietata. Come se l'acqua contaminata dalle radiazioni non potesse giungere ovunque in breve tempo. Davvero nella gestione di questa crisi i tanto incensati giapponesi stanno deludendo su tutta la linea. Specie su quella della trasparenza. Anatomy of Godzilla

Terremoto in Giappone/9 Nuovo sisma e reattore n. 2 quasi fuso

Scritto da: il 28.03.11 — 0 Commenti
Un nuovo sisma di magnitudo 6.5 della scala Richter, con conseguente (ennesima) allerta tsunami, ha scosso all'alba il Giappone (in Italia era mezzanotte). Non c'è quindi pace per il Paese nipponico, anche perché nella centrale di Fukushima davvero la situazione sembra essere vicina al definitivo collasso, con livelli di radioattività 100 mila volte maggiori della norma. Il nocciolo del reattore n. 2, ormai è ufficiale, si è parzialmente fuso. Ancora non siamo al disastro di Chernobyl, ma di certo la situazione è gravissima, come dimostra l'allontanamento degli ultimi tecnici che stavano lavorando per evitare il peggio. Che cosa poi sia ormai divenuto il peggio nell'odierna crisi nucleare non è dato sapere. Il reattore n. 4 della centrale atomica giapponese di Fukushima

Ragusa atomica? No, casomai forno a microonde che ha squagliato il Terzo Polo

Scritto da: il 26.03.11 — 0 Commenti
Ragusa, gioiello di ordine e sviluppo economico che manco sembra d'essere in Sicilia, a fine maggio voterà per il rinnovo del Consiglio Comunale e della carica di sindaco. In piccolo, nel capoluogo ibleo, già nel decidere le candidature si sono affrontati (talora risolvendoli, talora no) molti dei nodi salienti della politica isolana, a cominciare dalla sorte del cosiddetto Terzo Polo, letteralmente morto nella culla. Cominciamo con il dire che la campagna elettorale ragusana è sicuramente anomala, tanto è scontata la rielezione di Nello Dipasquale, che gli ultimi sondaggi danno al 60% delle simpatie fra i concittadini. Il sindaco in carica non dorme sugli allori, però, e – come ha dichiarato durante un nostro colloquio - preferisce muoversi come se i sondaggi non esistessero, ascoltando la gente «per raccoglie idee e progetti utili al completamento del programma elettorale». Programma che ha illustrato ieri pomeriggio alla Camera di Commercio. Tema caldo anche il nucleare, visto che le polemiche in merito post terremoto in Giappone sono giunte fino a Ragusa. In merito, Dipasquale ha evidenziato come «la giunta municipale, proprio in considerazione dei rischi che inevitabilmente comporta la produzione di energia atomica, ha sancito più di un anno fa, con la delibera n. 37 del 28 gennaio 2010, il proprio parere contrario alla realizzazione di impianti nucleari nel territorio ragusano». Il sindaco lo ripete spesso in questi giorni, perché nel clima teso di campagna elettorale c’è anche chi vorrebbe farlo passare per “filo atomo”. «Allusione del tutto gratuita» che il primo cittadino respinge con forza. Insomma, nessuna Ragusa atomica, perché su questo sono tutti d'accordo. Nonostante un risultato delle elezioni sostanzialmente già scritto, però, tanti sono i veleni in queste settimane di campagna. Gli autonomisti di Raffaele Lombardo hanno infatti deciso di contrapporre a Dipasquale, che pure era stato appoggiato dall'Mpa nel 2006, un candidato, Salvatore ...

Finora pochi i contraccolpi finanziari delle crisi in atto: perché?

Scritto da: il 26.03.11 — 1 Commento
Né la guerra in Libia o il terremoto in Giappone con annessa crisi nuclerare, né il (pericoloso) tracollo governativo in Portogallo o il collasso delle vendite immobiliari negli States hanno pesato sull'andamento dei mercati azionari. Tutt'altro! Rialzi vi sono stati ieri a chiusura di settimana a Wall Street, come pure nelle Borse europee. Tutto ciò potrebbe sembrare strano e in contraddizione con i turbinosi eventi - sia geopolitici che strettamente economici - come, appunto, la guerra in Libia (i cui tempi si prospettano oggi ben più lunghi che 10 giorni fa), l'attentato a Gerusalemme di mercoledì 23 scorso o le dimissioni del premier portoghese José Socrates. Addirittura, quest'ultimo accadimento ha fatto volare i rendimenti dei titoli di Stato lusitani ai massimi storici (e pure quelli dell'Irlanda). Preoccupazioni per il peggiorare del quadro geopolitico globale sono state espresse solo dai prezzi del greggio (salito ai nuovi massimi di questo periodo, ossia a 105.5 dollari il Wti a New York e 115.4 $ il Brent a Londra), dall'ennesimo record dell'oro (oggi a 1.440 $ l'oncia) ed anche dell'argento (a 37,3 $ l'oncia). In una simile situazione, il rialzo dei mercati azionari, per quanto non eclatante, potrebbe sembrare un paradosso. Invece una ratio in qualche modo c'è. Anzi, sono possibili almeno 2 diverse spiegazioni. Una prettamente tecnica ed una teoretica (o ideologica che dir si voglia). La prima vede gli operatori finanziari puntare sulla possibilità che in America possa esservi a breve una nuova massiccia immissione di liquidità da parte della Fed tramite l'acquisto di titoli di Stato o di bond, il quantitative easing o Qe tanto caro a Ben Bernanke, (forse giustamente) incurante di chi lo connette ad una paventata iperinflazione che finora non si è vista. Insomma, c'è chi scommette che con l'economia in affanno la Federal Reserve interverrà "iniettando" ancora una volta molta liquidità. Ovvio ...

Terremoto in Giappone/8 Le vittime potrebbero essere oltre 22 mila

Scritto da: il 23.03.11 — 0 Commenti
Al momento il bilancio del terremoto/tsunami che ha colpito il Giappone nordorientale giorno 11 è di oltre 22.000 fra i morti accertati e i tantissimi dispersi. Lo ha reso noto la polizia nipponica tramite l'agenzia stampa Kyodo. Il numero ufficiale dei morti è ad oggi di 9.099, mentre i dispersi sono 13.786. Inoltre, secondo l'agenzia Jiji Press, vi sono 320 mila sfollati raccolti nei campi allestiti per gestire l'emergenza. Nel frattempo, una nuova scossa di terremoto del 6.6 della scala Richter è stata registrata al largo dell'isola di Honshu, confermando come non si sia ancora concluso l'assestamento dell'area. Grossi problemi anche per la produzione industriale. La Sony, il gigante dell'elettronica, ha dovuto bloccare cinque stabilimenti fino alla fine di marzo a causa dei gravi problemi di approvvigionamento di materiali indispendabili Sony sta valutando la possibilità di spostare la produzione all'estero.

Terremoto in Giappone/7 Warren Buffett già (pre)vede la crescita

Scritto da: il 22.03.11 — 0 Commenti
Buone notizie per il Giappone vengono da Warren Buffett, il guru della finanza mondiale, che dopo il catastrofico terremoto che ha colpito il Paese asiatico lo scorso 11 marzo parla di una veloce opportunità di ripresa per la sua economia. A Saegu, in Corea del Sud (dove si trova per l'inaugurazione di un nuovo impianto della TaeguTec, azienda controllata dalla sua Iscar Metalworking), l'ad e presidente di Berkshire Hathaway ha dichiarato che non ci pensa affatto a disfarsi dei titoli giapponesi nel portafoglio della sua società, tutt'altro. «Chiaramente ci vorrà del tempo per la ricostruzione - ha dichiarato Buffett - ma il futuro economico del Giappone non è cambiato. Se possedessi titoli giapponesi, di certo non li venderei a causa degli eventi di questi ultimi dieci giorni, perché un evento inaspettato e straordinario crea sempre nuove opportunità d'acquisto». Qualche mese fa, l' "Oracolo di Omaha" aveva ribadito ancora una volta di preferire investimenti "solidi" in aziende come la Coca-Cola Company piuttosto che in giganti dell'elettronica come la Apple, anzi, era stato davvero duro nei confronti del settore It: «ho sempre avuto poche quote di partecipazione in aziende produttrici di apparecchi elettronici e probabilmente ne possederò poche anche in futuro. Ovvio chel'andamento economico di aziende come Coca-Cola è molto più semplice da ipotizzare». L'analisi di Buffett sul Giappone arriva mentre i produttori di elettronica stanno ancora cercando di calcolare i danni provocati dal terremoto. Le aziende nipponiche producono circa il 20% di tutta la tecnologia in circolazione sul pianeta, il 40% dei componenti e poco meno del 20% dei processori. In Corea Buffett ha anche parlato del futuro dell'energia nucleare, gelando gli entusiasmi dei supporter dell'atomo: «credo che non verranno costruiti nuovi impianti nucleari negli Stati Uniti per molto, molto tempo». Crediamogli sulla parola. Warren Buffett

Pillole di veleno

Scritto da: il 20.03.11 — 12 Commenti
Dalla stampa di oggi leggo e brevissimamente commento alcune "perle". Se l'idea piace ai miei lettori proseguo. Altrimenti nisba. Bossi all'attacco: «Alcuni ministri parlano a vanvera» (La Sicilia, p. 4). Detto dal campione mondiale del rutto libero al bar dello sport ... Berlusconi ai giovani: «Mi date la forza di andare avanti» (La Sicilia, p. 8). Un lapsus ... Ovviamente si riferiva ALLE giovani ... Tracce di radioattività nell'acqua di Tokio (La Stampa, p. 14). In quella di Roma, Napoli o Catania non ci voglio nemmeno pensare ... Il padre di una delle piccole vittime dell'asilo di Casarile (Milano): «Se le prendo le scuoio» (la Repubblica, p. 27). Fammi un fischio che t'aiuto ... «Forse non ci sono riuscito perché il cane ci guardava» (pubblicità sulla lotta all'impotenza maschile un po' su tutte le testate e le tv). Non ti preoccupare, qualcuno che se la tromba lo trova di sicuro ... Andiamo in Sicilia. Raffaele Lombardo lancia il nuovo (si fa per dire ...) partito post Mpa: «Alleanze? Mai con Berlusconi». Proprio non glielo vuole dare 'sto Ministero ... Una nipponica sposata con un catanese da anni in Sicilia: «Lontana dal mio Giappone tremo per i miei cari esposti al rischio nucleare» (La Sicilia, p. 38 dell'edizione di Catania). Fammi capire ... TU SEI A CATANIA, vivi praticamente in mezzo ai cannibali e tremi per i tuoi che sono a HOKKAIDO? Ma pensa al terrore in cui li hai gettati venendo a stare qua, piuttosto ...  

Terremoto in Giappone/6 Ormai è incubo nucleare

Scritto da: il 15.03.11 — 0 Commenti
Una fuga radioattiva nell'atmosfera si è verificata dopo un incendio al reattore numero 4 della centrale di Fukushima. A questo punto, tutti i reattori sono a rischio esplosione e per il Paese, a quasi 66 anni dalla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, ormai è incubo nucleare. Nel frattempo, gli analisti parlano di una perdita di Pil per Tokio del 2%. Una stima che francamente a me sembra anche fin troppo ottimista. Per carità, i nipponici, come sempre hanno fatto, si rimboccheranno le maniche ed in 3-4 anni torneranno ad essere più competitivi di prima, ma la catastrofe degli ultimi giorni è un colpo alle reni per il Paese. In ogni caso, la capacità di reazione del Giappone dipenderà molto dall'aver potuto contenere i danni nelle centrali nucleari. Perché è ovvio che, se la situazione dovesse andare fuori controllo, le proporzioni del disastro sarebbero inimmaginabili. Anche da un punto di vista economico.   Modello di reattore Bwr (Boiled water reactor) in uso nella centrale nucleare di Fukushima

Terremoto in Giappone/5 La mappa dei siti nucleari nipponici

Scritto da: il 12.03.11 — 0 Commenti
Questa è la dislocazione dei siti nucleari in Giappone

Terremoto in Giappone/4 Esplosione in una centrale nucleare

Scritto da: il 12.03.11 — 0 Commenti
Un'esplosione si è verificata poco fa nella centrale nucleare di Fukushima a circa 250 chilometri dalla capitale Tokyo. Già ieri nell'impianto erano stati registrati livelli di radioattiva superiori ai limiti, tanto il governo ha fatto evacuare la popolazione per un raggio di 10 chilometri. 45 mila persone sono state quindi costrette ad abbandonare le proprie case. Secondo la tv Nhk, l'esplosione sarebbe stata molto più potente rispetto a quento inizialmente pensato e si sarebbe sbriciolata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori in funzione, consentendo una fuga radioattiva sulla cui pericolosità il governo nipponico per ora non si è sbilanciato.   L'esplosione alla centrale atomica di Fukushima
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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