Tutti gli articoli su Guy Ritchie

“X-Men L’inizio”, buon episodio di 007

Scritto da: il 17.06.11 — 2 Commenti
X-Men First Class (in Italia X-Men L'inizio) è tutto sommato un bel film. Poco a che fare con la continuity Marvel, qualche incongruenza addirittura con gli altri della serie, ma senza dubbio un lungometraggio piacevole e splendidamente girato dall'ottimo Matthew Vaughn, un regista che il suo mestiere senza dubbio lo conosce bene (per/con l'amico Guy Ritchie ha prodotto, tra gli altri, Lock & Stock - Pazzi scatenati, e The Snatch - Lo strappo). La trama inizia nel 1944 in un campo di concentramento nazista, per proseguire nel 1962, in piena guerra fredda. Ecco, lo sfondo è la guerra fredda, con qualche "licenza poetica", ma è quello. Tanto che, in tutta franchezza, in alcuni momenti il film sembra un episodio - buono per carità - della saga di 007. Fra Cia, ex nazisti al soldo del Cremlino, mutanti buoni a protezione dell'Occidente e cattivi vicini al Patto di Varsavia, ecco spiegata la crisi dei missili a Cuba: una mossa di un mutante malvagio nella lotta che lo contrappone al giovane Professor X ed all'alleato Magneto. Un buono, quest'ultimo, roso dal (sacrosanto) desiderio di vendetta che alla fine del film (come ogni spettatore sa, essendo Magneto un classicissimo supercriminale dei fumetti Marvel) diventa cattivo. Insomma, a metà fra la polpetta prevedibile ed il bel film di fantapolitica, X-Men L'inizio è godibilissimo, soprattutto perché, come scrivevo, Matthew Vaughn dà una splendia prova di regia. Lontano dai fasti del primo film Iron Man, ma lontano anche dall'insulsaggine di Thor o dalla noia letale dei due Fantastici 4.

Uno Sherlock Holmes blasfemo, ma bellissimo

Scritto da: il 07.01.10 — 9 Commenti
Guy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film - Lock & Stock. Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels, 1998) e Snatch. Lo strappo (Snatch, 2000) - nonostante siano passati una dozzina d'anni dal loro arrivo nelle sale, rispetto a quanto mediamente prodotto dai cineasti di Hollywood sono ancora lustri avanti sotto molti punti di vista, in primis ritmo e stile di regia. Certo, questo Sherlock Holmes non è veloce come i due capolavori di Ritchie, anzi in alcune fasi, da metà in poi, diviene quasi un po' lento, ma è comunque un film godibile ed intelligente, rivoluzionario per quanto riguarda la figura del detective inglese. Dico subito che Holmes dalla riscrittura di Ritchie esce malconcio oltremisura, irriconoscibile rispetto ai romanzi o alle tante riduzioni televisive e cinematografiche. Un alcolista sporco e maleodorante - meravigliosamente reso da Robert Downey jr, che si conferma essere uno degli attori migliori del panorama internazionale, se non il migliore in assoluto - davvero lontano anni luce dal compassato indagatore londinese cui siamo abituati, che però già Arthur Conan Doyle tratteggia con il vizio della cocaina. Insomma, uno Sherlock Holmes di certo blasfemo agli occhi dei puristi, ma bellissimo quello di Guy Ritchie. Quanto alla trama, questa è stata ideata ex novo per il film, visto che nei romanzi o nei racconti di Conan Doyle non vi è traccia di Lord Blackwood (magistralmente interpretato da Mark Strong). Esoterismo, soprannaturale, azione e teoria del compotto occulto spadroneggiano per oltre due ore, fino ad un esito scontato che prepara lo spettatore al sequel, che certamente vedrà protagonista il grande nemico di Holmes, il professor Moriarty. Ritchie per ora lo ha lasciato sullo sfondo, ma comunque malignamente presente. Nell'inevitabile prossima puntata possiamo stare certi che imperverserà.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple