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La geopolitica del Polo Nord si è infiammata all'improvviso: la Danimarca, infatti, si prepara a rivendicare la sovranità sul Polo Nord che, grazie alle sue risorse naturali, con il progressivo scioglimento dei ghiacci in atto potrebbe diventa un unico immenso giacimento di idrocarburi. Copenhagen sembra voler affrettare di molto i tempi, anticipando gli Stati Uniti e, soprattutto, la Russia. Per questo motivo i danesi sarebbero già pronti a varare una strategia pensata insieme ai propri territori autonomi dell'Artico, ossia Groenlandia e isole Far Oer, sugli sviluppi che con buona probabilità interesseranno l'area nei prossimi dieci anni circa.
Il quotidiano danese Information è entrato in possesso della bozza di un documento riservato con i dettagli del piano. Subito dopo il ministro degli Esteri di Copenhagen, Lene Espersen, ha confermato le indiscrezioni con un comunicato ufficiale in cui preannuncia che a breve la strategia del Paese nordico sull'Artico sarà ultimata e resa pubblica. La Espersen ha precisato che si sta cercando di seguire regole comuni sul piano internazionale: «Questo porta ad avanzare tutte le richieste possibili su quanto riteniamo di poter documentare ci appartenga. Lo stesso fanno del resto anche gli altri paesi dell'Artico».
Nel documento citato da Information si legge che la Danimarca starebbe per chiedere alle Nazioni Unite la sovranità di «una piattaforma continentale che comprenda cinque aree intorno alle Far Oer e alla Groenlandia e fra queste anche lo stesso Polo Nord». La richiesta dovrebbe essere inviata alle Nazioni Uniti entro il 2014, il termine massimo in entro cui i cinque Paesi polari (oltre alla Danimarca il Canada, gli Stati Uniti, la Russia e la Norvegia) devono avanzare le loro eventuali richieste.
Al momento nessuno può acquisire la sovranità sul Polo Nord, sebbene la Russia abbia già cercato di farlo, piazzando nel 2007 una propria bandiera sui fondali del Mare Artico, proprio ...
Ieri, giornata del referendum (dall'esito quasi scontato) per l'indipendenza del Sudan del Sud, circa dieci persone sono morte in scontri tra le tribù rivali dei Dinka e dei Misseriya, nell'area petrolifera di Abyei, zona aspramente contesa fra Nord e Sud a causa, appunto, dei ricchi giacimenti di idrocarburi. I Dinka sono a favore dell'indipendenza di Juba (futura capitale), mentre i rivali Misseriya sono "unionisti" pro Khartoum.
Appare da subito evidente il grave rischio di "balcanizzazione" dell'area. Come appare evidente l'impossibile convivenza oggi fra un certo Islam ed i cristiani. E fors'anche fra popolazioni arabe e non arabe. Perché nel decennale scempio della gente del Sudan meridionale non occorre dimenticare un particolare: gli islamici sono arabi grossomodo bianchi ed i cristiani sono africani neri come la notte. Integralismo religioso e razzismo biologico nel Paese camminano insieme da molto. E l'indicazione stradale che seguono è "Sarajevo" ...
La Nasa ha annunciato ufficialmente la presenza di un vastissimo lago su Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. La scoperta, che già da qualche anno era nell'aria, è stata fatta grazie alle osservazioni della sonda Cassini posizionata a 200 mila chilometri di distanza.
Il Kraken Mare, questo è il nome con il quale è stata battezzata la superficie liquida, con i suoi circa 400 mila chilometri quadrati è più grande del Mar Caspio, qui sulla Terra il più vasto lago esistente. Ma il particolare assolutamente rilevante è che il lago non è per nulla costituito da acqua, ma da qualcosa che sul nostro pianeta in natura esiste solo allo stato gassoso, il prezioso metano.
Pare invece che su Titano le condizioni atmosferiche e di pressione siano tali per cui sia il metano che altri idrocarburi da noi volatili si trovino invece allo stato liquido.
La scoperta, in realtà, non è propriamente targata Nasa. Sono stati infatti Katrin Stephan e Ralf Jaumann del Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (Dlr, l'Agenzia Spaziale Tedesca o German Aerospace Center in inglese) di Colonia a presentare a San Francisco, all'annuale conferenza dell'American Geophysical Union (Agu, Unione Geofisici Americani) i risultati di un loro accurato studio.
Del resto, un anno fa la Nasa aveva reso noto come la Cassini avesse già osservato un lago di etano sull'emisfero meridionale di Titano, nel suo Polo Sud. Anche in questo caso, la sostanza sulla Terra si trova allo stato gassoso.
Con 5.150 chilometri di diametro, Titano è il secondo satellite più grande del nostro sistema solare, la sola luna avvolta da una fitta atmosfera. Atmosfera che, essendo di azoto, presenta anche alcune similitudini con quella terrestre dei primordi.
I ricercatori tedeschi non hanno osservato direttamente il lago, sempre coperto, appunto, da nubi di azoto. Grazie ai dati elaborati dallo spettometro a raggi ...
Oggi è festa davvero grande in Groenlandia per l'entrata in vigore di quella che viene definita "autonomia rafforzata" da Copenaghen, approvata nel referendum dello scorso novembre.
I nativi inuit hanno salutato con cori e balli tradizionali l'arrivo della regina di Danimarca Margrethe e del marito principe Henrik nel porto di Godthåb per la cerimonia ufficiale che sancisce il passaggio al governo locale del controllo su polizia e tribunali, nonché l'adozione del kalaalisut come lingua ufficiale.
Indubbiamente è un passo fondamentale verso l'indipendenza dopo la già netta devolution in vigore dal 1979 per quanto riguarda istruzione, sanità e Welfare.
Rimane ora da comprendere se alla Groenlandia, terra immensa abitata da appena 57mila persone "disperse" su di un territorio che è tre volte quello della Francia, converrà o meno compiere anche l'ultimo passaggio dopo tre secoli di dominazione danese e divenire uno Stato a tutto gli effetti.
Intanto, in osservanza proprio dei risultati del referendum di sette mesi fa, la Groenlandia riceverà a breve i primi 12 milioni di dollari derivanti dai proventi annuali delle estrazioni petrolifere. Da ora in avanti, qualsiasi guadagno sarà diviso a metà con la Danimarca, che però non pagherà più i correnti sussidi per gravano sulle casse di Copenaghen per circa 558 milioni di dollari l'anno.
Ma l'aspetto più importante del nuovo status di autonomia spinta riguarda il processo di scioglimento dei ghiacciai a causa del cosiddetto riscaldamento globale. Qualora venisse provato in sede Onu che le fette di mare artico attorno al Polo Nord ricche di idrocarburi ricadono sotto la sovranità groenlandese-danese, come sostenuto da Copenaghen, gli inuit potrebbero di colpo fare il loro ingresso nel club dei principali produttori mondiali di petrolio. Per tacere di uranio, gas, oro e diamanti che già da oggi controllano come qualche anno fa sarebbe stato semplicemente impossibile ipotizzare.
Una domanda sorge però spontanea: saranno in ...
Mi permetto di riportare per intero un articolo tratto dal quotidiano spagnolo El País perché mi sembra finora, da quando è scoppiato il conflitto georgiano, l'analisi più equilibrata e lungimirante che abbia letto. Purtroppo non ho il tempo di tradurlo in italiano, ma con un po' di sforzo credo che si possa capire.
Reportaje: El conflicto del Cáucaso
Rusia busca un nuevo orden mundial
El pulso de Moscú a Occidente tiene un objetivo, cambiar las reglas de juego
Pilar Bonet
Al reconocer la independencia de Osetia del Sur y Abjazia, Rusia se arriesga a un cierto nivel de aislamiento internacional. Pero encastillarse en la soledad no es el fin de la política ejercida por el tándem Dmitri Medvédev-Vladímir Putin. Con pasos como éste o como la suspensión del tratado de armas convencionales en Europa (Cfe), lo que Rusia pretende es redefinir las reglas de su relación con Occidente; algo así como rebobinar el tiempo y corregir hábitos de comportamiento arraigados en los años noventa.
La propuesta del presidente Medvédev de convocar una conferencia de seguridad paneuropea se inscribe en ese contexto. A su manera, Rusia trata de recuperar las ideas que flotaban en la atmósfera de 1990 cuando los países de la Osce afirmaron en la Carta de París que "la era de la confrontación y la división de Europa ha terminado". Para que tal cosa sea posible, y también por si no lo es, Moscú aspira a las mismas licencias en el derecho internacional que los norteamericanos se atribuyeron en los Balcanes y en Irak.
Moscú confía en sus recursos para capear el temporal de críticas. Además de hidrocarburos y materias primas, Rusia ofrece a Occidente la colaboración en la lucha antiterrorista en Afganistán, y por eso mantiene abierto el corredor de tránsito para la Alianza Atlántica. Rusia está interesada en el éxito de la operación antiterrorista ...
La vicenda caucasica che da oltre una settimana monopolizza l'attenzione del mondo ha riportato indietro di anni i rapporti fra Washington e Mosca. Ma ad onor del vero vi sono motivi più di peso per il deterioramento delle relazioni russo-americane, in primo luogo la corsa partita almeno dal 2005 per il controllo degl idrocarburi dell'area artica. Come ormai è noto, infatti, sciogliendosi progressivamente il ghiaccio del Polo Nord si è dischiusa la possibilità di raggiungere le ingentissime riserve petrolifere sottomarine dell'area, scatenando quello che a mio avviso è il gioco geopolitico più delicato ed importante del futuro a medio e lungo termine.
La conquista diplomatica di porzioni quanto più vaste possibili di Mare Artico è una partita che coinvolge molti altri soggetti, fra cui il Canada, la Danimarca (che dalla disputa internazionale inerente la Dorsale di Lomonosov potrebbe uscire come uno dei principali produttori al mondo di petrolio) e la Norvegia, ma i colossi sono sempre Usa e Russia, intenti a "rinverdire" oggi una Guerra Fredda che sembrava definitivamente consegnata ai manuali scolastici.
Perché, ogni giorno che passa ne sono più convinto, la reale posta in gioco nel confronto sempre meno cortese fra americani e russi è il controllo delle risorse dell'Artico, risorse che potrebbero affrancare l'Occidente dalla dipendenza dal petrolio arabo ovvero confermare lo strapotere energetico russo. Il resto - tutto il resto, dalla crisi georgiana allo "scudo spaziale" - sono mere occasioni per mostrare i muscoli e sondare la robustezza della corda tirata. E dire che fino a qualche anno fa il disinteresse per la regione polare era tangibile. Ma, si sa, il petrolio muta sempre la prospettiva delle cose ...
La sonda Cassini della Nasa ha confermato la presenza di un idrocarburo su Titano, satellite di Saturno.Si tratta di un lago, chiamato Ontario Lacus, più o meno nel Polo Sud del "pianetino", zeppo di etano ( http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_1041544150/Etano.html ). La scoperta ha rinvigorito la teoria degli scienziati che vorrebbe la superficie di Titano costellata di riserve di idrocarburi. Già mi immagino che prima o poi tenteranno di andarseli a prendere. Dopo la scoperta dei giacimenti nel nostro Polo Nord, anche il petrolio su Titano ... : )