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Dall'ottima intervista di Antonio Condorelli al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo (in versione umanamente assai simpatica, corre l'obbligo di dire, visto che spesso noi giornalisti ne evidenziamo il tratto personale algido), on line da ieri sul portale Live Sicilia, si apprendono tante cose utili ai ragionamenti che sono necessari fare in questo frangente così delicato per la storia corrente dell'Isola. Alcune di costume (Lombardo non sa usare Internet, né agende elettroniche e non legge la cronaca nera), altre caratteriali (come la dichiarata «presunzione di contagiare la legalità ad un mafioso» eventualmente incontrato), altre ancora squitamente politiche.
Le cronache di tutti i tempi, purtroppo, caro presidente, sono piene di esempi di gente che aveva la sua stessa presunzione e si è voluta confrontare faccia a faccia con il Male. Rarissimo, mi duole sottolinearlo, il "contagio" da Bene a Male. Molto più frequente il percorso "virale" inverso. Lo si è mai visto un ragazzino per bene di buona famiglia inserito in un gruppo di teppisti randagi redimerli con l'esempio civico e le maniere eleganti? Lo stesso Gesù Cristo, per fare un esempio davvero super partes, ha subito la tentazione di Satana nel deserto, ma non si ha traccia testimoniale di alcun minimo turbamento celeste del principe degli Inferi in vicinanza di nostro Signore. Lombardo in una stazione di rifornimento sulla Catania-Gela voleva fare di meglio rispetto a Cristo nel deserto?!? Suvvia, non esageriamo ...
Insomma, la conversione dell'Innominato è un caso letterario e basta. Ringraziamo Manzoni per quelle splendide pagine, ma non pensiamo nemmeno per un istante che una persona onesta, avendo rapporti con un mafioso, possa essere portatrice di una sorta di "contagio di legalità". O Raffaele Lombardo scherza (lecito, per carità) o, se ha avvicinato loschi figuri con tale intima presunzione, davvero ha commesso una gravissima leggerezza.
Ma il discorso che Lombardo ...
Oggi abbiamo scoperto - ed invero la notizia ha grande rilevanza scientifica e certo la Nasa non potrà non tenerne conto nell'organizzare le sue prossime missioni - che il mondo ruota attorno all'asse Ramacca-Palagonia. Ed io, ingenuo, che avevo creduto alla vulgata di un asse terrestre dal Polo Nord (magnetico) al Polo Sud (altrettanto magnetico). Mah ... Certo che, se le cose stanno come stamattina ha illustrato il procuratore capo di Catania Enzo D'Agata c'è proprio da dire che la montagna (della mega inchiesta su Mafia&Politica in Sicilia) ha partorito il classicissimo topolino (gli arresti di stanotte), di dimensioni davvero microbiche.
D'Agata si è dato da fare a chiarire che in Procura c'è concordia e che, a parte qualche appassionata divergenza d'opinione, la visione dei vari inquirenti sulle vicende politico-mafiose etnee e trinacriute è comune. In tutta franchezza, bastava guardare la sua di faccia, per non parlare di quella dei suoi colleghi di grado più basso, per capire quanto inverosimile fosse tale affermazione di concordia.
In ogni caso, la posizione dei big sotto inchiesta (a proposito, finalmente il procuratore D'Agata ha confermato, davanti ad una selva di telecamere, che sì, Raffaele Lombardo è stato indagato, anzi lo è ancora perché gli arresti di stanotte non hanno concluso l'indagine e tecnicamente non si può ancora parlare di archiviazione per il presidente della Regione Siciliana) per il momento è tranquilla. Il procuratore ha evidenziato con enfasi (troppa, caro dottor D'Agata, troppa, quando parla di Lombardo Ella perde il senso della metriòtes, occorre un approccio più zen, creda a me che mai nella vita ho avuto atteggiamenti misurati e l'ho pagata cara, a cominciare da come mi hanno fatto à la julienne le donne ...) che nulla di rilevante è mai emerso a carico di Lombardo. Ma i suoi colleghi non hanno perso l'occasione per ...
Oggi il caro collega Antonio Condorelli ha pubblicato su il Fatto una inchiesta su di un processo di Mafia a Catania che davvero merita di essere letta. Di grande interesse è anche il video. Il servizio è disponibile cliccando su questo link.
Certo, è incredibile davvero che in due anni di processo non ci si sia accorti di un consigliere comunale rinviato a giudizio per fatti di Mafia, ma la vicenda conferma ancora una volta l'alto rischio sismico della politica catanese, un non-luogo dove anche la più paziente costruzione può crollare in brevissimo tempo per un'indagine, per un rinvio a giudizio o per una inchiesta giornalistica.
Questa mattina è giunto nelle edicole italiane il Fatto Quotidiano, un nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro.
Impressionante il dream team, come alcuni lo hanno definito, messo insieme per la bella avventura editoriale. I nomi dei collaboratori rappresentano davvero il gotha del giornalismo italiano. Sul Fatto scrivono, fra gli altri, Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Furio Colombo, Nando Dalla Chiesa, Stefano Disegni, Massimo Fini, Paolo Flores d'Arcais, Peter Gomez, Corrado Stajano, Antonio Tabucchi, Luca Telese e Marco Travaglio. Assolutamente notevole.
Ad una prima lettura, il giornale mi sembra assai buono, anche se certo perfettibile. Ottima veste grafica, assai moderna, ottimo formato. Prevalgono le analisi sulle notizie (non sempre nomina sunt consequentia rerum), il che lo avvicina molto a Il Foglio di Giuliano Ferrara, ovviamente con un opposto segno politico. Forse i pezzi sono un po' troppo lunghi, ma, come dicevo, si tratta più che altro di analisi, quindi va da sé che lo spazio serve.
Come primo "scoop", Gianni Letta (un gentleman che francamente a me come politico non dispiace affatto) indagato per una inchiesta sui centri d'accoglienza. Una storia di 10 mesi fa che nessuno mai aveva però divulgato.
Si sentiva l'esigenza di un (simile) nuovo quotidiano? Io direi di sì. Intanto perché un nuovo giornale è sempre un evento positivo. Eppoi, una squadra di cervelli come quella messa insieme da Padellaro non è che capiti tutti i giorni d'averla a disposizione concentrata nel medesimo "fascicolo". Personalmente, ad esempio, adoro Furio Colombo e Massimo Fini ed ora posso leggerli "affiancati".
Ancora non c'è un vero e proprio sito (sarà pronto a dicembre), ma è possibile seguire il blog l'AnteFatto. Ora speriamo che gli italiani comprendano il progetto e lo sostengano.