Tutti gli articoli su Ingmar Bergman

La scelta di Lucio

Scritto da: il 29.11.11 — 2 Commenti
Lucio Magri, 79nne intellettuale comunista fra i fondatori del quotidiano il manifesto, è morto ieri in Svizzera scegliendo il suicidio assistito. Non sopportava più di vivere senza la moglie Mara, scomparsa qualche tempo fa. Una volontà determinata, la sua, che lo ha condotto ad una scelta da rispettare e basta. Perché può anche arrivare un momento nella vita in cui questa semplicemente non ha più senso alcuno. Se il dolore è troppo - per i motivi più disparati, dall'infermità fisica alla sofferenza interiore -  troncare la propria esistenza è scelta privatissima nella quale nessuno, Stato o singolo, dovrebbe mettere parola. Il pensatore marxista era fortemente depresso per un evento che prima o poi capiterà a tutti: la perdita del partner. Ci si incontra, ci si ama, si vive insieme decenni, si muore separati. Atroce. Ingmar Bergman ha detto e scritto tanto sull'argomento. Sembrerà strano oggi, in tempi di pseudo amore "mordi e fuggi", ma vi è (ancora)  un tipo di rapporto affettivo in cui l'io è il noi della coppia. Andata via la moglie dopo anni di pene (ha sofferto per un tumore), per Magri la prospettiva di chissà quanto altro tempo da solo sul pianeta è risultata intollerabile. Dio benedica la Svizzera e la sua grande civiltà. [caption id="attachment_11362" align="aligncenter" width="300" caption="Jan Vermeer, "Vista di delft", 1698"][/caption]

Palombella bianca

Scritto da: il 22.04.11 — 0 Commenti
Dico subito che Habemus Papam di Nanni Moretti mi è sì piaciuto molto, ma non è il capolavoro che avevo immaginato dagli abilissimi teaser-trailer diffusi da mesi. Il miglior film del regista romano rimane La stanza del figlio, non vi sono dubbi. A quest'ultima fatica - che, come previsto, sta sbancando il botteghino - va senza dubbio la palma dell'originalità, perché il tema del turbamento di un pontefice, ancorché neoeletto, era stato trattato poco o nulla dal cinema, ed il merito di un bel cast (stellare il protagonista Michel Piccoli) ottimamente diretto, ma francamente poco più. «Commedia dolorosa» ha definito Moretti Habemus Papam. Concordo in pieno. Senza dubbio è una commedia, perché il tono è leggero e l'ironia la fa da padrona per tutto il film. Ma forse è proprio questo il problema, come cautamente avanzato anche da Paolo Mereghetti, che in una recensione ha parlato di qualche battuta di troppo. La bella intuizione del regista andava giocata così palesemente sul piano della commedia? O non sarebbe stato meglio una riflessione tragica? Intendiamoci, in realtà il film di Moretti è sostanzialmente perfetto, sono io che avevo attese diverse e la realtà di un film frizzante e godibilissimo mi ha lasciato con una sensazione di occasione persa che non credo sia condivisibile da molti altri. Per mia deformazione, un tema del genere lo vedo necessariamente svilupparsi in maniera cupa, drammatica, non certo ilare. Posta l'intuizione di base, questa a mia avviso la si sarebbe dovuta sviluppare sul versante tragico, non semiserio. Siffatto argomento lo avrei visto ben dipanato dal Bergman stile Luci d'inverno, Il silenzio o Fanny e Alexander. Ovvero dal meraviglioso  Michael Haneke de Il nastro bianco, per tirare in ballo un regista vivo e vegeto. I turbamenti di un pontefice filtrati da un luterano. Chissà che cosa verrebbe fuori. Ad ogni modo, ...

L’inghippo della lingua

Scritto da: il 10.12.10 — 1 Commento
A Bergamo un immigrato extracomunitario per un paio di giorni arrestato e additato quale mostro per un errore non di un singolo traduttore, ma di un pool di esperti. A Cancun, in Messico, alla Conferenza Onu sul clima, sempre per un errore di traduzione si è addirittura avuta l'illusione di una invero assai improbabile svolta verde della Cina, tanto che si era parlato di un prolungamento del Protocollo di Kyoto e dell’impegno da parte dei Paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni. Nel mondo della comunicazione globale e della connessione di tutti con(tro) tutti, quindi, ancora siamo legati all'interpretazione delle parole, delle frasi. Forse sarebbe il caso di rivedersi Il silenzio di Ingmar Bergman. Su simili episodi ha tanto da dire.

Ma un movimento ecclesiale fondato da un uomo indegno è pur sempre un miracolo

Scritto da: il 05.05.10 — 2 Commenti
Il caso che ha recentemente travolto il movimento ecclesiale dei Legionari di Cristo mi ha francamente molto interrogato. Il loro fondatore, Marcial Maciel Degollado, è stato senza dubbio un essere mostruoso, abominevole. Eppure ha miracolosamente fatto nascere un qualcosa di pregevole, che vive ben al di là dei meschini limiti del suo fondatore. Si può salvare la creatura di un uomo indegno senza per forza condannarla insieme al creatore? Io credo di sì. Del resto, non vi sono nel pensiero di Maciel vizi dottrinari o ideologici. Di ben altri vizi viveva l'immondo. Quindi i Legionari di Cristo devono soltanto trovare la strada e la guida giusta per uscire dalla tempesta. Non vorrei fare un paragone irriverente e per qualcuno magari anche offensivo, ma ai miei occhi la questione, con i debiti distinguo, è per certi versi assai simile a quella luterana. A mio sommesso avviso, Martin Lutero da un punto di vista dottrinario ha commesso molti errori e scritto autentiche follie (una su tutte la teoria delle predestinazione), ma ha dato il via ad una Riforma all'interno della quale è anche possibile individuare perle di spiritualità di grande bellezza, come il luteranesimo scandinavo. Tormentato e cupo e a tratti financo dubbioso (si veda la dura descrizione che ne fa Ingmar Bergman in Luci d'inverno), ma sommamente vero e vicino alla gente. Anche in questo caso, non vorrei mai buttare il meraviglioso bambino della spiritualità nordica con l'acqua sporca che per me rappresenta Lutero.

L’uovo della Thatcher

Scritto da: il 30.01.10 — 0 Commenti
Dopo L'uovo del serpente di Bergman (1977) ecco servito l'uovo della iena (1979 e dintorni). Da alcuni documenti governativi britannici riservati appena resi pubblici si apprende, infatti, che Margaret Thatcher arrivava a mangiare fino a 28 uova a settimana. Povero fegato ... Sarà stato questo il motivo del suo storico livore epatico-biliare?!? [caption id="attachment_7617" align="aligncenter" width="320" caption="Margaret Thatcher"][/caption]
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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