È molto tempo, più o meno dal mio definitivo rientro a Catania a metà del 2006, dopo vent'anni Altrove, che non faccio più nulla con il cuore. Sono anni che calcolo tutto, mosse, adesioni, simpatie, amicizie, articoli, interviste, cene e ricevimenti cui partecipare. Non ero così tempo fa, quest'Isola mi sta a poco a poco rubando l'anima. Non posso andare oltre.
Ho valutato bene la vicenda dell'Istituto d'Arte di Catania, giungendo alla conclusione che non può essere spostato da via Crociferi, la sua storica sede in una delle più belle vie del Barocco mondiale. Posso anche giocarmi culo e residui di carriera nel farlo, ma SE NON SOSTENESSI I RAGAZZI NELLA LORO SACROSANTA PROTESTA NON RIUSCIREI PIÙ A GUARDARMI ALLO SPECCHIO.
Alla politica, ai potenti TUTTI di tutti gli schieramenti e le fazioni che conosco e che spesso intervisto, chiedo un passo indietro su questa vicenda. Si dia avvio ai lavori di recupero (i cantieri sono compatibili con la presenza degli studenti, una assoluta autorità in materia come l'architetto Leone lo ha detto chiaramente) e si riconsegni la scuola ai legittimi "proprietari", ossia i giovani che la vivono ...
Domani mattina, a partire dalle 07.30, è previsto lo sgombero coattivo dei locali, per trasferire tutto in una scuola, la Brancati, inadeguata per più motivi, a prescindere da quello della sua dubbia agibilità. I ragazzi effettueranno una forma di resistenza passiva per tentare di evitare il trasloco. Ai miei amici e lettori chiedo di essere presenti e di sostenerli. Ai colleghi giornalisti chiedo di esserci, con macchine fotografiche e telecamere.
[caption id="attachment_6163" align="aligncenter" width="350" caption="Catania, via Crociferi"][/caption]