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A me la somiglianza fra Draco Malfoy, perfido nemico in erba di Harry Potter, e Julian Assange, ideatore di WikiLeaks, sembra notevole ...
Avvicendamento ai vertici del servizio segreto estero dello Stato d'Israele. Tamir Pardo è stato nominato nuovo capo del Mossad proprio nel giorno della grande beffa di WikiLeaks all'Intelligence di mezzo mondo (ma oggettivamente quella di Gerusalemme non esce affatto male dalle rivelazioni di Assange). Pardo sostituisce Meir Dagan, che in otto anni di direzione non ha demeritato, ma nemmeno fatto cose eccelse.
Su Pardo si sa poco. Amico ed ex commilitone del premier Bibi Netanyahu, che lo ha appunto nominato, ma anche del ministro della Difesa Ehud Barak, Pardo è stato definito dai due «l'uomo giusto al posto giusto». A lungo membro di varie unità operative, conosce quindi benissimo il lavoro sul campo. Ora deve un po' ridare smalto all'immagine del Mossad, certo appannata negli ultimi mesi, anche a seguito della confusa operazione per assassinio di un capo di Hamas a Dubai lo scorso gennaio.
Tamir Pardo, nuovo capo del Mossad
Molto nervosismo nei giorni scorsi per le temutissime (anche troppo) rivelazioni di WikiLeaks, il sito creato dall'australiano Julian Assange che riesce ad ottenere documenti riservati e notizie sensibili sulle strategie e le scelte dei governi del mondo per immetterle on line. Sulla moralità di simili operazioni ogni dubbio è lecito, visto che in determinati casi è stata seriamente messa a repentaglio la vita di soldati ed agenti occidentali impegnati in incandescenti scenari di guerra, ma certo su quest'ultima massiccia fuga di notizie è stata l'esagerazione a farla da padrona assoluta. Perché a ben leggere la marea di documenti riservati delle Ambasciate statunitensi con la quale l'irresponsabile Assange ha inondato le redazioni dell'intero pianeta vi sono infatti molte ovvietà e pochi scoop. Insomma, altro che «11 settembre della diplomazia», come - un po' troppo ansiosamente - il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha definito la giornata di ieri. Tutto sommato una tempesta in un bicchier d'acqua. Anzi, vista l'isteria collettiva scatenatasi, in una tazzina di caffè ...
Ma proviamo a fare un piccolo elenco delle rivelazioni più banali e di quelle di contro più inedite e interessanti pubblicate da WikiLeaks.
BanalityLeaks
1) Da anni si poteva notare una (neanche tanto) vaga rassomiglianza fra Gheddafi e Michael Jackson (tutte le facce "plastificate" un po' hanno qualcosa in comune). Che il leader libico faccia uso di butulino antirughe è quindi una notizia, oltre che inutile in sé, di una ovvietà assoluta, probabilmente la più esilarante fra quelle diffuse da Assange.
2) Non è che si potesse mai pensare ad una profonda stima della corrente amministrazione americana nei confronti del premier italiano Berlusconi, sostanzialmente considerato un incapace. Quando uno parte con il piede sbagliato (l'infelicissima frase sull'Obama «abbronzato» pronunciata durante la campagna 2008 per la Casa Bianca) poi è difficile assai recuperare. Ovvio che i giudizi tranchant ...