La Chiesa ortodossa russa ha il suo primo patriarca postcomunista, per l'esattezza il 16° della sua storia. Si tratta del metropolita di Smolensk e Kaliningrad (l'ex Königsberg di kantiana memoria), Kirill, 62enne, sotto Alessio II responsabile delle relazioni estere del patriarcato di Mosca.
Kirill è un ottimo comunicatore ed è considerato l'uomo di punta dell'ala più moderna e aperta al dialogo della Chiesa russa.
Eletto dal Concilio nazionale nel primo dei tre giorni previsti di assemblea (una sorta di conclave ortodosso, per intenderci, tenutosi nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca) con una maggioranza anche superiore alle aspettative (508 voti su 677 validi), Kirill è stato preferito al metropolita di Kaluga e Borovsk, Kliment , molto più conservatore (169 preferenze).
L'insediamento ufficiale di Kirill, al secolo Vladimir Gundiaiev, è previsto per il primo di febbraio. Ora si attende che la sua nomina spiani la strada alla storica visita del papa di Roma in quel di Mosca.
Benedetto XVI e Kirill durante l'incontro in Vaticano del dicembre 2007
L'anno che si è appena chiuso è stato senza dubbio l'anno di Barack Obama, il primo afroamericano ad essere eletto alla Casa Bianca. Il candidato democratico ha portato avanti una strategia di comunicazione strepitosa, che il fido consigliere David Axelrod ha ideato e condotto in maniera esemplare fino alla vittoria a valanga su John McCain il 4 di novembre scorso.
A livello simbolico il cambiamento è certo epocale. Vedremo se il democratico che ha incantato il mondo saprà anche governarlo.
Ma il 2008 è stato anche l'anno dell'esplodere della crisi economica globale, che di certo nel 2009 si radicalizzerà. Il crac di Lehman Brothers e la crisi dei colossi dell'auto di Detroit non mancheranno di avere strascichi velenosissimi ancora per molto tempo e le conseguenze sulle vite di tutti noi purtroppo si faranno sentire sempre più.
Di rilievo, per quanto i media l'abbiano quasi ignorata, è stata poi la scomparsa, venerdì 5 dicembre scorso, di Alessio II, il patriarca di Mosca, ossia il "papa" ortodosso. L'estone che era giunto a capo della Chiesa russa era un raffinato teologo ed un politico di polso. Per la successione i favoriti sembrano essere il metropolita ultraconservatore Kliment di Kaluga, il reggente Kirill, il metropolita Yuvenaly di Krutitsky e Kolomna e il metropolita bielorusso Filarete di Minsk.
Chiunque sarà il nuovo patriarca di Mosca, lo attende un compito improbo: la guida spirituale dei cittadini di una ex superpotenza che sta facendo di tutto per tornare ad essere tale, mescolando ultraliberismo e Stato forte, interessi mafiosi e potere petrolifero in un mix nichilista che ne sta atomizzando la società.
Il 2008 appena finito ha visto poi il drammatico riacutizzarsi dello scontro fra Hamas ed Israele, con lo Stato ebraico che sembrerebbe intenzionato a chiudere una volta per tutte la partita con il movimento integralista, anche se è certo più facile a dirsi che a farsi.
Per ...