Tutti gli articoli su la Repubblica

L’Italia audace dei Bonelli

Scritto da: il 08.11.11 — 0 Commenti
Sto leggendo L'audace Bonelli, in questi giorni in edicola in abbinamento con la Repubblica e/o L'espresso. Il meraviglioso volume curato da Napoli Comicon, sottotitolo L'avventura del fumetto italiano, è una sorta di storia della famiglia Bonelli e della sua gloriosa casa editrice. Ripercorre oltre 60'anni di una idea imprenditoriale forte pur nel suo essere visionaria. Un'idea concretizzatasi, irrobustitasi, divenuta successo mondiale in un'Italia radicalmente diversa da quella di oggi. L'impressione avuta nel leggere degli inizi di Gian Luigi Bonelli, il creatore di Tex nel lontano 1948, è quella di un Paese che con immensa dignità si stava attrezzando per uscire da sotto le macerie della Seconda Guerra Mondiale, un Paese ricco solo di inventiva, ma con grandi potenzialità, un Paese in cui tutto era possibile e per un giovane il futuro non poteva che essere roseo. Che desolazione il contrasto con il nostro oggi, fatto di sfruttamento, miseria e nessun sogno per giovani e non.

V(u)oto di scambio: il caso Lombardo e il silenzio della politica siciliana

Scritto da: il 19.09.11 — 0 Commenti
Al momento la mega inchiesta della Procura di Catania su mafia e politica sembrerebbe essere finita quasi in una bolla di sapone. Per l’indagato eccellente, il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, l’accusa è stata derubricata da concorso esterno in associazione mafiosa a voto di scambio. Per carità, non si tratta di una bazzecola, ma l’ipotesi iniziale degli inquirenti era certo assai più pesante ed il leader autonomista può per ora tirare un bel sospiro di sollievo. Quel che succederà in futuro non è dato sapere (molto dipenderà da chi diverrà nuovo procuratore capo di Catania), ma per il momento il presidente può stare (relativamente) tranquillo e tornare ad occuparsi di quel che meglio gli riesce, ovvero fare politica. Ecco, proprio qui sta il punto, però, nella politica. Che è la grande assente del dibattito degli ultimi giorni. Data la notizia sulla rimodulazione dell’accusa a suo carico e comunicato financo il giorno in cui (il prossimo 14 dicembre) Lombardo dovrà comparire davanti al giudice monocratico, un particolare non può non saltare all’occhio: a parte alcune voci isolate, come quella del senatore democratico Enzo Bianco, dell’europarlamentare Rita Borsellino, sempre del Pd, e della sua collega a Strasburgo Sonia Alfano (Idv), sostanzialmente nessun big della politica isolana è intervenuto. Non una parola su di un fatto, Lombardo a giudizio per voto di scambio, che forse qualche ragionamento lo meriterebbe. Del resto, è da fine marzo 2010, quando la Repubblica ha informato gli italiani dell’indagine in corso su Lombardo, che il Pdl interviene poco sulla vicenda. Vuoi perché il leader nazionale, Silvio Berlusconi, si ritiene un perseguitato dalla Magistratura e quindi di riflesso vede Lombardo come un “collega di sventura”, vuoi per incapacità congenita a capitalizzare le contingenze positive, vuoi perché l’inchiesta Iblis si è rivelata particolarmente ostica da comprendere e “maneggiare”. Risultato: afasìa quasi ...

Pillole di veleno

Scritto da: il 20.03.11 — 12 Commenti
Dalla stampa di oggi leggo e brevissimamente commento alcune "perle". Se l'idea piace ai miei lettori proseguo. Altrimenti nisba. Bossi all'attacco: «Alcuni ministri parlano a vanvera» (La Sicilia, p. 4). Detto dal campione mondiale del rutto libero al bar dello sport ... Berlusconi ai giovani: «Mi date la forza di andare avanti» (La Sicilia, p. 8). Un lapsus ... Ovviamente si riferiva ALLE giovani ... Tracce di radioattività nell'acqua di Tokio (La Stampa, p. 14). In quella di Roma, Napoli o Catania non ci voglio nemmeno pensare ... Il padre di una delle piccole vittime dell'asilo di Casarile (Milano): «Se le prendo le scuoio» (la Repubblica, p. 27). Fammi un fischio che t'aiuto ... «Forse non ci sono riuscito perché il cane ci guardava» (pubblicità sulla lotta all'impotenza maschile un po' su tutte le testate e le tv). Non ti preoccupare, qualcuno che se la tromba lo trova di sicuro ... Andiamo in Sicilia. Raffaele Lombardo lancia il nuovo (si fa per dire ...) partito post Mpa: «Alleanze? Mai con Berlusconi». Proprio non glielo vuole dare 'sto Ministero ... Una nipponica sposata con un catanese da anni in Sicilia: «Lontana dal mio Giappone tremo per i miei cari esposti al rischio nucleare» (La Sicilia, p. 38 dell'edizione di Catania). Fammi capire ... TU SEI A CATANIA, vivi praticamente in mezzo ai cannibali e tremi per i tuoi che sono a HOKKAIDO? Ma pensa al terrore in cui li hai gettati venendo a stare qua, piuttosto ...  

“Sud” vs Lombardo, primo round alla free press

Scritto da: il 01.02.11 — 3 Commenti
La diagnosi di aneurisma dell’aorta per Raffaele Lombardo - emessa nel maggio 2010, appena cinque giorni dopo la notizia del suo possibile arresto diffusa il 12 da la Repubblica -  ritenuta falsa dal primario che si è rifiutato di firmarla denunciando la singolare situazione alla Magistratura, poteva essere pubblicata. Lo afferma il Garante della Privacy che, su denuncia di Raffaele Lombardo, aveva avviato un’accurata istruttoria sul caso. Il documento del Garante della Privacy è questo: Garante Privacy su richiesta Lombardo. Il servizio giornalistico «oggetto del reclamo - scrive il Garante  - riporta un fatto che può ragionevolmente considerarsi di rilievo pubblico, in quanto riferisce di una denuncia di presunta falsificazione della cartella clinica dell’On. Lombardo presentata dal primario presso cui il reclamante ha effettuato gli accertamenti clinici; denuncia che ha determinato l’apertura di un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Catania».

John le Carré deluso dal mondo dopo la Guerra Fredda

Scritto da: il 29.10.10 — 0 Commenti
Spesso letterati e romanzieri riescono a capire il mondo - ed a spiegarlo - assai meglio di politologi e filosofi. Davvero illuminante è in tal senso una intervista a John le Carré apparsa qualche giorno fa (venerdì 22) su la Repubblica. Il re della spy story si dice profondamente deluso dalla piega presa dal mondo dopo il 1989. Non sono il solo, quindi, a pensare che forse la Storia dell'umanità avrebbe preso una via complessivamente più benevola se il blocco sovietico non fosse caduto così repentinamente come ha fatto. Le Carré, presentando il suo nuovo romanzo, Il nostro traditore tipo, appena giunto in libreria per Mondadori, tratteggia un mondo in preda alla corruzione e nella mani della criminalità organizzata. La Mafia russa, innanzitutto, per l'autore inglese (il cui vero nome è David Cornwell) amministra flussi di denaro in grado di influire pesantemente sulle scelte di grandi banche e multinazionali. Per non dire anche di qualche Stato. La mia tanto mitizzata Ddr non era il Paradiso, tutt'altro. Diciamo che l'intero blocco comunista era una bella porzione d'Inferno, ma serviva a mantenere l'equilibrio fra Bene e Male nel mondo. Scioltosi come neve al sole a fine anni '80, non è che abbia prevalso il Bene, per nulla. Il "Bene" liberaldemocratico ha vinto la sua lotta contro il  "Male" comunista, ma altre forme di Male ne hanno subito preso il posto. Ben peggiori. Ed il pianeta è andato letteralmente fuori controllo, come la diffusione di Mafie globali ed Islam radicale comprova senza lasciare margini di dubbio. John le Carré

L’oracolo (progressista) di Mirabello. Ovvero il mondo alla rovescia della politica italiana

Scritto da: il 06.09.10 — 20 Commenti
Stamattina ho comprato in edicola, oltre al quotidiano locale dell'amena cittadina nella quale mi sono svegliato, la Repubblica, l'Unità, il Giornale e Libero. Nelle due testate di sinistra - per quanto senso possa ormai avere questo termine - elogi a mai finire per Gianfranco Fini e le sue parole di ieri a Mirabello. Nelle due testate di destra - idem come sopra - attacchi velenosissimi e stroncatura assoluta delle posizioni del(l'ancora per poco) presidente della Camera. Possibile, mi chiedo, che un uomo come Gianfranco Fini - già missino, già mussoliniano, già neofascista con il pallino di dar vita al "fascismo del 2000", già postfascista, già nazionalista, già alleato di ferro di Silvio Berlusconi in un reciproco gioco di "sdoganamenti" e legittimazioni che è grandemente convenuto ad entrambi - sia diventato l'idolo degli intellettuali e delle masse postcomuniste italiane? O sono (di molto davvero) cambiati a sinistra o lui è semplicemente un altro uomo, in nulla simile a quello di qualche anno fa. Il mutamento e la conversione (la metànoia evangelica) fanno parte della vita e  (talvolta, ma non sempre) ben vengano, ma le repentine inversioni ad "U" è naturale che disorientino chi le osserva. In strada come in politica. In ogni caso, com'è possibile scambiare le parole di Fini (alcune anche ragionevoli, per carità, come quelle sul federalismo) per la nuova frontiera del progressismo italiano davvero non lo capisco. Da mesi, per non dire anni, sostengo e scrivo che nel nostro Paese si sta sempre più consolidando un'asse ultrariformista fra Gianfranco Fini e Massimo D'Alema, con il supporto di Francesco Rutelli e dell'autonomista siciliano Raffaele Lombardo. Al ragionamento c'è da aggiungere la variabile Casini, ma le sue mosse in genere sono difficili da prevedere. Perché il progetto del Partito della Nazione che ha in cantiere è sicuramente più solido delle ardite sperimentazioni che ...

Coincidenze significative in salsa democratico-autonomista

Scritto da: il 29.03.10 — 2 Commenti
Per il politologo Giorgio Galli esistono le cosiddette “coincidenze significative”. Dal caso Lombardo in Sicilia viene ora un buon supporto alla sua tesi, considerato come proprio dopodomani a Roma si sarebbe dovuta tenere (ma è stata annullata) una riunione dei componenti della direzione nazionale del Partito Democratico con - sembrerebbe, il condizionale è d'obbligo - all’ordine del giorno la vicenda siciliana e l’appoggio del Pd alla giunta autonomista. In ogni caso, la notizia dell’indagine in corso sul presidente della Regione Siciliana cade a fagiolo in casa Pd e senza dubbio avrà il suo peso nello scontro infrademocratico, invero assai duro, tra chi è favorevole ad un accordo con Raffaele Lombardo e chi è nettamente contrario. Anna Finocchiaro, Enzo Bianco e Giuseppe Berretta sul fronte del no all’apertura all’Mpa si sarebbero dovuti confrontare con Antonello Cracolici, Giuseppe Lumia e Francantonio Genovese, i filolombardiani, per così dire. Il "match" è a questo punto rinviato, ma rimane qualche (legittima?) perplessità sulla tempistica del servizio di Repubblica. Dubbi che vengono poi stuzzicati anche dal particolare che tutte le precedenti fughe di notizie dalla Procura di Catania fin qui erano state "intercettate" dal Corriere della Sera, con dei pezzi dell'ottimo Alfio Sciacca. Stavolta no. Come mai? A pensar male si farà peccato ...

Sicilia, Raffaele Lombardo indagato per mafia

Scritto da: il 29.03.10 — 2 Commenti
Il presidente della Regione Siciliana, il leader autonomista Raffaele Lombardo, sarebbe indagato dalla Procura di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa. La notizia è stata data in esclusiva stamattina dal quotidiano la Repubblica.

Listegate/3 L’ironia del Web travolge Milioni

Scritto da: il 02.03.10 — 4 Commenti
Sul sito di Repubblica ecco una collection di fotomontaggi ruotanti attorno al tormentone Milioni/panino ...

La psicoanalisi nell’Occidente postmoderno. Ovvero, l’eterogenesi dei fini ha colpito anche Freud

Scritto da: il 26.01.10 — 0 Commenti
L’eterogenesi dei fini di vichiana memoria è legge spietata. Sia in campo storico, che nel privato. Ne sanno qualcosa gli analisti fedeli alla lezione di Sigmund Freud, alle prese ogni giorno con sempre nuove sfide con cui confrontarsi senza riuscire a trovare granché conforto nei testi del Maestro. Disorientamento e disincanto sono ormai pane quotidiano per molti terapeuti, al di là e al di qua dell’Atlantico. Del resto, come nota l’inglese Adam Phillips, «la psicoanalisi in se stessa è già una forma di scetticismo. Freud ci dice che tu hai un’idea di chi sei, ma c’è molto di più su te stesso che non sai». E lo stesso si può dire della disciplina psicoanalitica di per sé. Che cosa succede, quindi, agli psicoanalisti occidentali? Semplice, è accaduto che le categorie freudiane faticano ad interpretare una realtà radicalmente altra rispetto a quella dei primi del Novecento. Intendiamoci, Freud non è affatto da rottamare, il suo rimane un pensiero rivoluzionario cui l’Occidente è sempiterno debitore, ma di fatto la società contemporanea è troppo diversa da quella che vide nascere il sistema terapeutico-filosofico del medico viennese. Il disagio mentale un secolo fa era prevalentemente causato da un ambiente sociale iperconservatore, in cui le fondamentali libertà dell’individuo venivano conculcate e la donna viveva una condizione di pesante subalternità. Di contro, oggi il disagio mentale spesso ha origine dalla nostra incapacità di gestire la libertà assoluta del singolo nell’ultrapermissiva società occidentale postmoderna, tanto che Giuseppe Bersani, docente di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica alla Sapienza di Roma, apertamente parla di un nesso fra disturbi psichiatrici e responsabilità morale. Svincolare le proprie azioni dalle loro conseguenze è ormai la norma per buona parte dei cittadini di Stati Uniti ed Europa. E spesso oggi il terapista deve affrontare disagi che nascono anche e soprattutto dalla difficoltà che ha l’individuo a ...

Il Fini giustifica i (senza) mezzi (termini)

Scritto da: il 02.12.09 — 8 Commenti
Che fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sia rottura è palese da tempo. Esattamente dall'autunno 2007, dall'ormai celebre discorso del predellino del Cav. che lanciò l'idea di un partito unico del centro-destra. Idea che non piacque né a Fini, né a Pier Ferdinando Casini. Con la differenza che Casini, anche perché forte della "protezione" mediatica del potente suocero Francesco Gaetano Caltagirone, riuscì a smarcarsi ed a mantenere alto il "brand" Udc, mentre Fini, molto preoccupato da una serie di puntate del noto tg satirico Striscia la Notizia dedicate alla sua vita privata, fu obtorto collo costretto a rientrare nei ranghi e farsi piacere l'operazione Pdl, con la conseguente annessione di Alleanza Nazionale da parte del Popolo della Libertà in una sorta di merger & acquisition politica che, come spesso accade anche in finanza, ha avuto ben poco del merger e molto dell'acquisition. Passa qualche anno ed ecco che Fini si ritrova presidente della Camera dei Deputati. Ossia terza carica istituzionale dello Stato. Non ha più i suoi "fedeli" colonnelli di un tempo al fianco (perché molti di questi, scioltasi An, si sono rivelati ben più berlusconiani dello stesso Berlusconi, abbandonando l'ex leader), ma ha di contro una grande visibilità su stampa e tv. Ed allora ricomincia a prendere le distanze dal Cav. In un crescendo che in questi ultimi giorni davvero è divenuto rossiniano. In un fuori onda realizzato da Vincenzo Cicconi di Pacotvideo e poi rilanciato da Repubblica.tv, chiaramente registrato a sua insaputa, Fini parla a ruota libera con il procuratore della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui ad un convegno tenutosi il 6 novembre scorso in Abruzzo. «Confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare - dice il presidente della Camera del premier - con una sorta di immunità nei confronti di ...

Veronica Lario Berlusconi chiede il divorzio

Scritto da: il 03.05.09 — 0 Commenti
La moglie del presidente del consiglio avrebbe chiesto la separazione. Secondo quanto riportato da la Repubblica e La Stampa, avrebbe anche fatto pesanti dichiarazioni, dicendo di non poter stare con un uomo che frequenta minorenni. I dissapori fra i due coniugi si erano intensificati qualche giorno fa, quando era emersa l'intenzione del premier di candidare nel Pdl, alle imminenti elezioni europee, alcune giovani ex veline. Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Morto lo storico della Filosofia Franco Volpi

Scritto da: il 15.04.09 — 11 Commenti
Lo storico della Filosofia Franco Volpi è morto dopo essere stato gravemente ferito alla testa ieri in un incidente stradale a San Germano dei Berici (Vicenza), mentre passeggiava in bici. La nota firma delle pagine culturali de la Repubblica si è scontrata con una Toyota Corolla che usciva da uno stop. Franco Volpi, nato a Vicenza nel 1952 e ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Padova, ha dedicato la sua vita di studioso al pensiero tedesco. Franco Volpi
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple