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Alle 15.47 della Florida (21.47 ora italiana) vi sarà l'ultimo decollo verso lo Spazio di uno Shuttle, l'Endeavour. La Nasa ha infatti pensionato la "navetta" (questo ormai il significato diffuso della parola "shuttle", che in effetti vorrebbe soprattutto dire "spola"), ritenuta obsoleta ed anche non più sicurissima dopo le tragiche esplosioni del Challenger (28 gennaio 1986, 7 vittime) e del Columbia (1 febbraio 2003, 7 vittime) ed altre anomalie recentemente rilevate a bordo del resto della flotta (Endeavour, Discovery e Atlantis).
Ora il futuro dei voli umani pare legato alle navicelle russe Soyuz, più piccole, meno costose e, ovviamente, assai meno confortevoli. Peccato, perché ci eravamo abituati all'idea di viaggiare nello Spazio comodi, con mezzi diversi da quelli claustrofobici degli albori dell'esplorazione. La controtendenza imposta alla Nasa da un budget sempre più risicato non è un buon segnale. Nell'ottica di lungo periodo di una vera e propria colonizzazione del sistema solare, restringere lo spazio a disposizione dell'astronauta è semplicemente folle. Come lo è da parte della Casa Bianca tagliare i fondi dell'agenzia spaziale vanto dell'intera umanità.
Oggi abbiamo scoperto - ed invero la notizia ha grande rilevanza scientifica e certo la Nasa non potrà non tenerne conto nell'organizzare le sue prossime missioni - che il mondo ruota attorno all'asse Ramacca-Palagonia. Ed io, ingenuo, che avevo creduto alla vulgata di un asse terrestre dal Polo Nord (magnetico) al Polo Sud (altrettanto magnetico). Mah ... Certo che, se le cose stanno come stamattina ha illustrato il procuratore capo di Catania Enzo D'Agata c'è proprio da dire che la montagna (della mega inchiesta su Mafia&Politica in Sicilia) ha partorito il classicissimo topolino (gli arresti di stanotte), di dimensioni davvero microbiche.
D'Agata si è dato da fare a chiarire che in Procura c'è concordia e che, a parte qualche appassionata divergenza d'opinione, la visione dei vari inquirenti sulle vicende politico-mafiose etnee e trinacriute è comune. In tutta franchezza, bastava guardare la sua di faccia, per non parlare di quella dei suoi colleghi di grado più basso, per capire quanto inverosimile fosse tale affermazione di concordia.
In ogni caso, la posizione dei big sotto inchiesta (a proposito, finalmente il procuratore D'Agata ha confermato, davanti ad una selva di telecamere, che sì, Raffaele Lombardo è stato indagato, anzi lo è ancora perché gli arresti di stanotte non hanno concluso l'indagine e tecnicamente non si può ancora parlare di archiviazione per il presidente della Regione Siciliana) per il momento è tranquilla. Il procuratore ha evidenziato con enfasi (troppa, caro dottor D'Agata, troppa, quando parla di Lombardo Ella perde il senso della metriòtes, occorre un approccio più zen, creda a me che mai nella vita ho avuto atteggiamenti misurati e l'ho pagata cara, a cominciare da come mi hanno fatto à la julienne le donne ...) che nulla di rilevante è mai emerso a carico di Lombardo. Ma i suoi colleghi non hanno perso l'occasione per ...
Partirà alle 23.44 italiane (le 06.44 in Giappone) Ikaros (Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation of the Sun), la prima navicella spaziale ad energia solare destinata a raggiungere il pianeta Venere. Progettata dall'agenzia giapponese Jaxa (Japan Aerospace Exploration Agency), sarà lanciata dal centro spaziale nipponico dell'isola di Tanegashima.
La missione può entrare nella storia o coprire di ridicolo i giapponesi. Una volta in orbita grazie ad un classico vettore, infatti, Ikaros spiegherà (tramite un meccanismo di srotolamento per rotazione) delle vele larghe circa 20 metri. Se la manovrà riuscirà si apriranno nuove strade per l'esplorazione spaziale, altrimenti avranno ragione gli scienziati della Nasa che tempo fa abbandonarono il progetto perché lo giudicarono inaffidabile (nei precedenti esperimenti le navicelle non sono mai riuscite ad abbandonare l'orbita terrestre).
Secondo i giapponesi, il cui programma spaziale nei decenni è stato però costellato da tanti insuccessi, è possibile sia lo spiegamento delle vele che la generazione di energia elettrica tramite i pannelli solari, nonché l'accelerazione e la navigazione sempre per mezzo delle vele (che, per inciso, sono spesse 0.0075 millimetri, quindi più sottili di un capello umano, composte in resina di poliammide e rivestite di cellule fotovoltaiche per realizzare una sorta di tecnologia ibrida).
Per inciso, incurante delle perlessità della comunità scientifica internazionale, la Jaxa sta già pensando a lanciare entro la fine del 2010 una seconda navicella solare, più grande e stavolta con un motore ionico. Obiettivo? Veleggiare fino a Giove ...
[caption id="attachment_8417" align="aligncenter" width="400" caption="Il pianeta Venere"][/caption]
Dopo aver decurtato malamente i fondi del programma spaziale statunitense, il presidente Barack Obama ha dichiarato che entro il 2035 l'uomo (americano, ovviamente) metterà piede su Marte. L'idea è stupenda e sarebbe supportata da 6 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, cifra che dovrebbe creare circa 2500 nuovi posti di lavoro nel settore dell'industria strategica a stelle e strisce.
Ovviamente, in questo quarto di secolo che ci divide dallo storico traguardo occorre raggiungere alcune tappe intermedie. Intanto costruire entro il 2015 un vettore pesante capace di garantirci missioni assai oltre la Luna. Prima della missione marziana sarà poi necessario inviare un equipaggio umano su di un asteroide, in maniera da preparare il terreno al vero e proprio sbarco sul Pianeta Rosso.
Barack Obama ha così voluto dimostrare di avere davvero a cuore (cosa che non è affatto vera, vista la sua "miopia" in materia di geopolitica) l'esplorazione del sistema solare ed il prestigio spaziale degli Usa, ma pare molto difficile che possa convincere chi non lo ritiene per nulla sensibile al tema.
[caption id="attachment_8199" align="aligncenter" width="350" caption="Marte, il monte Olimpo"][/caption]
I tagli al bilancio Usa hanno colpito in pieno i programmi della Nasa, cancellando il progetto di riportare l'uomo sulla Luna, almeno da parte americana.
Una simile scelta, purtroppo, evidenzia (ancora una volta) come Barack Obama non comprenda molto la politica internazionale.
La geopolitica del nuovo millennio è tutta incentrata su Artico e Spazio. In un momento in cui l'India si attrezza per utilizzare il nostro satellite come una enorme miniera da svuotare (e stiamo certi che seguiranno a breve anche analoghi progetti cinesi), il disimpegno di Obama è miope. Segno chiarissimo di come gli sfugga la ratio profonda dell'odiena politica estera ...
Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell'Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti.
Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l'autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l'ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d'autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente ...
E così, ecco che il comodino si è in breve riempito di quelli che la mia nota coazione all'anglo-sintesi mi ha suggerito di chiamare polar thriller ... Il primo che ho letto, tutto d'un fiato, è stato La verità del ghiaccio [il cui titolo originale, Deception Point (Simon & Schuster, New York, 2001), ossia "punto d'inganno", mi sembra più azzeccato della traduzione italiana]. Scritto da Dan Brown come terzo romanzo (appena prima de Il codice da Vinci, che è del 2003), in Italia è stato pubbicato da Mondadori a fine 2005. Ora si attende il film, che dovrebbe arrivare a breve nelle sale mondiali e la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Dan Brown.
La verità del ghiaccio ha tutto per appassionare i patiti dell'action thriller e/o della fantascienza. Ambientazione artica, la Nasa protagonista assoluta, la ricerca di prove di vita extraterrestri, la corsa per la Casa Bianca sullo sfondo. Un mix ...
La Nasa ha annunciato ufficialmente la presenza di un vastissimo lago su Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. La scoperta, che già da qualche anno era nell'aria, è stata fatta grazie alle osservazioni della sonda Cassini posizionata a 200 mila chilometri di distanza.
Il Kraken Mare, questo è il nome con il quale è stata battezzata la superficie liquida, con i suoi circa 400 mila chilometri quadrati è più grande del Mar Caspio, qui sulla Terra il più vasto lago esistente. Ma il particolare assolutamente rilevante è che il lago non è per nulla costituito da acqua, ma da qualcosa che sul nostro pianeta in natura esiste solo allo stato gassoso, il prezioso metano.
Pare invece che su Titano le condizioni atmosferiche e di pressione siano tali per cui sia il metano che altri idrocarburi da noi volatili si trovino invece allo stato liquido.
La scoperta, in realtà, non è propriamente targata Nasa. Sono stati infatti Katrin Stephan e Ralf Jaumann del Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (Dlr, l'Agenzia Spaziale Tedesca o German Aerospace Center in inglese) di Colonia a presentare a San Francisco, all'annuale conferenza dell'American Geophysical Union (Agu, Unione Geofisici Americani) i risultati di un loro accurato studio.
Del resto, un anno fa la Nasa aveva reso noto come la Cassini avesse già osservato un lago di etano sull'emisfero meridionale di Titano, nel suo Polo Sud. Anche in questo caso, la sostanza sulla Terra si trova allo stato gassoso.
Con 5.150 chilometri di diametro, Titano è il secondo satellite più grande del nostro sistema solare, la sola luna avvolta da una fitta atmosfera. Atmosfera che, essendo di azoto, presenta anche alcune similitudini con quella terrestre dei primordi.
I ricercatori tedeschi non hanno osservato direttamente il lago, sempre coperto, appunto, da nubi di azoto. Grazie ai dati elaborati dallo spettometro a raggi ...
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Gli scienziati non riescono proprio a mettersi d'accordo sugli effetti del cosiddetto riscaldamento globale sulle aree polari del nostro pianeta. Non si è fatto a tempo a festeggiare la buona notizia diffusa dal centro di ricerca di Hadley (il Met Office Hadley Center che a metà ottobre, dopo aver analizzato l'andamento del clima mondiale dal 1998 al 2008, aveva rilevato un innalzamento della temperatura di appena 0.02 gradi) che ecco altri scienziati spiegare allarmati su Science come la crosta ghiacciata della Groenlandia si stia sciogliendo ad un ritmo accelerato. Troppo ottimisti i primi (tra l'altro accusati di aver preso in esame un periodo breve)? Troppo pessimisti i secondi?
Finora gli esperti erano stati in grado di stabilire se la perdita della coltre di ghiaccio aveva subito una significativa accelerazione dal 1990 in poi. Utilizzando due tecniche di misurazione indipendenti fra loro, però, lo studio apparso su Science rivela come lo scioglimento sia divenuto assai più veloce nel periodo 2000-2008.
Insomma, se l'accelerazione del processo di scioglimento continuasse allo stesso ritmo, il livello del mare attorno alla Groenlandia aumenterebbe di 40 centimetri entro la fine del secolo. Ma pure nel caso più benevolo, ossia che la fusione continui ad un ritmo semplicemente costante, un aumento di 18 centimetri del livello del mare sarebbe inevitabile. Nel valutate tali cifre, occorre sapere anche che la calotta glaciale della sola Groenlandia contiene acqua a sufficienza per innalzare il livello globale dei mari di ben sette metri.
Lo studio di Science, coordinato dal professor Jonathan Bamber dell'Università di Bristol, ha utilizzato due tipi di osservazioni satellitari per compiere anno per anno le necessarie misurazioni. È quindi possibile affermare come lo strato di ghiaccio abbia perso circa 1.500 gigatonnellate (ossia miliardi di tonnellate),dal 2000 al 2008. Il che rappresenta un tasso di aumento del livello del mare di circa ...
[caption id="attachment_6213" align="aligncenter" width="265" caption="La Nasa ha annunciato di aver scoperto un nuovo ed imponente anello di Saturno"][/caption]