Tutti gli articoli su Parlamento

La gente ha bisogno di persone serie

Scritto da: il 09.02.13 — 5 Commenti
Ho sentito parlare Antonio Ingroia ieri sera all’Odeon di Catania. Sono uscito dal teatro con una convinzione netta: la gente ha bisogno di persone perbene. La gente ha bisogno di persone serie. Umanamente serie. La gente ha bisogno di Ingroia, di Giannino, di Grillo. Anche di Bersani, per carità. Ma non ne può più di giullari della politica. Non ne può più di collusi con il crimine organizzato. Non ne può più di questa decadenza morale. Che diviene dolente disagio nella carne degli ultimi. Più intenso più si discende nelle viscere delle nostre comunità. Non mi interessa chi vincerà queste elezioni. Ma che Rivoluzione civile, Fare per fermare il declino e Movimento 5 Stelle siano presenti nel nuovo Parlamento questo sì, mi interessa. Facce diversissime di un’Italia pulita e perbene, in un Paese normale sarebbero loro i veri poli di riferimento. In un Paese normale come il nostro non è. Accontentiamoci quindi che entrino almeno alla Camera (l’M5S in realtà non avrà problemi nemmeno ad arrivare in Senato). E che testimonino con forza che l’anomalia, come dice Ingroia, non sono certo i magistrati in politica. L’anomalia sono i criminali in politica. [caption id="attachment_12386" align="aligncenter" width="300"] Antonio Ingroia[/caption]

Sondaggio Demopolis, crescono incerti e sinistra

Scritto da: il 01.03.12 — 2 Commenti
Assai incerto l'umore politico degli italiani e il conseguente quadro delle loro intenzioni di voto dopo oltre 100 giorni dal varo dell'esecutivo guidato da Mario Monti. Secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, infatti, ben il 60% degli elettori non si sentirebbe più rappresentato dal partito votato alle ultime consultazioni politiche, senza sostanziali differenze tra gli opposti schieramenti. «La disaffezione dell’opinione pubblica – ha affermato il direttore di Demopolis, Pietro Vento - risulta ulteriormente cresciuta nelle ultime settimane: si avverte un diffuso disincanto che sta erodendo il residuo consenso nei confronti dei partiti, il cui peso effettivo, agli occhi dei cittadini, appare oggi decisamente ridimensionato dal Governo dei Professori. In vista delle elezioni del 2013, gli italiani sollecitano maggiore trasparenza nei bilanci dei partiti e tagli concreti dei costi della politica, ma anche una nuova legge elettorale, che restituisca loro la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento». Se ci si recasse oggi alle urne per il rinnovo del Parlamento, più di un italiano su 4 resterebbe a casa e il 23% non saprebbe per chi votare. A risultare maggiormente penalizzati, secondo la fotografia fatta da Demopolis, sono le due forze principali. Il Partito Democratico, pur restando primo partito del Paese con il 27%, perderebbe circa 2 punti in cento giorni, mentre il Popolo della Libertà passerebbe dal 24% al 21%, il valore più basso della sua storia. «Pesano in modo consistente - ha spiegato Vento - gli indecisi, i delusi, i potenziali astensionisti: un’area di grande appeal per i nuovi scenari che, in questi primi mesi di governo Monti, sembrano ridisegnarsi in Italia in vista delle Politiche del 2013». Secondo l’indagine dell’istituto, restano stabili l’Udc (8%) e l’area di centro (con Fli al 3.9%, Api all’1% ed Mpa all’1.1%), mentre si rafforzano nel complesso i partiti a sinistra, critici verso alcune scelte dell’esecutivo: ...

Demopolis: in Sicilia aumenta la sfiducia nei partiti

Scritto da: il 21.01.12 — 0 Commenti
Rimane davvero molto incerto il quadro delle intenzioni di voto dei siciliani. La nuova "fotografia" del peso dei partiti nell’Isola, fatta da Demopolis, appare ancora più condizionata che in passato dal numero crescente di indecisi, delusi ed incerti, ma anche di quanti, in caso di elezioni politiche anticipate, non si recherebbero alle urne per l’eventuale rinnovo di Camera e Senato. «Si respira sempre più nell’Isola un diffuso disincanto politico che – afferma il direttore di Demopolis, Pietro Vento – sta erodendo il residuo consenso dei siciliani nei confronti delle istituzioni democratiche. Gli ultimi mesi della vita politica nazionale e regionale hanno visto quasi dimezzarsi la fiducia degli elettori nel Parlamento, nell’Ars, nei partiti, il cui peso effettivo appare fra l’altro ridimensionato, agli occhi dei cittadini, in una fase di “commissariamento”, come quella attuale caratterizzata dalla nascita del governo Monti». Se si votasse oggi per le politiche, a 2 mesi dalla fine del governo Berlusconi, il Pdl si attesterebbe in Sicilia al 23%, subendo una perdita tutto sommato contenuta (circa 2 punti): un valore che però risulta clamorosamente dimezzato se lo si raffronta agli oceanici consensi della primavera 2008. Per la prima volta, poi, il Barometro Politico Demopolis registra un lieve arretramento anche per Grande Sud di Gianfranco Micciché, oggi al 7.5%, sul cui elettorato rischia di pesare, in prospettiva, la prolungata distanza dalle (usuali, direi io) dimensioni di governo. Si fermano invece sotto sotto la soglia del 2% il Pid di Saverio Romano e La Destra di Nello Musumeci. Sempre secondo l’analisi effettuata da Demopolis, torna negativo, almeno a livello regionale siciliano, il trend del Pd che alle Politiche otterrebbe oggi il 18.5%. Un punto e mezzo in meno rispetto a due mesi fa, proprio in un frangente nel quale la formazione di Bersani diviene invece, a livello nazionale, primo partito del Paese ...

Riflessioni sul possibile governo Monti

Scritto da: il 11.11.11 — 6 Commenti
In tutta franchezza, dico subito che all'ipotesi, ormai certa, di un governo (tecnico o tecnico-politico che sarà) a guida Mario Monti avrei preferito quella di un governo politico a guida Gianni Letta o Angelino Alfano. Capisco le remore di Silvio Berlusconi nell'utilizzare quest'ultimo in tale caotica fase (il comprensibile timore è di "bruciarlo", dovendo Alfano, nelle intenzioni del Cav., guidare la prossima campagna elettorale nazionale del centrodestra italiano, Formigoni permettendo, ovviamente), ma la soluzione Monti, così gradita ai mercati (appunto perché così gradita ai mercati) mi rende assai perplesso. Con Monti, sia chiaro, stiamo per cedere la nostra sovranità popolare ad un uomo, per carità, assolutamente perbene, capace e morale, sul quale grava però il sospetto d'essere il garante/portatore di interessi estranei a quelli del popolo italiano. Ex rettore dell'Università Bocconi, ex commissario europeo, Monti, specializzato alla Yale University, è dal 2005 international advisor della banca d'affari Goldman Sachs, che qualche responsabilità potrebbe anche avere avuto nella marea di vendite di Btp che ha colpito l'Italia. Tralascio la sua appartenenza alla Trilateral e le frequentazioni con i Bilderbergs, del tutto legittime, ma non si può non notare come sia la grande pressione internazionale (una pressione che di democratico ha ben poco) a volere Monti premier italiano quale possibile risolutore di tutta una serie di problemi. Ora, in democrazia, la soluzione dei problemi (e l'Italia sicuramente ne ha tanti) deve sempre essere politica e deve giungere attraverso il confronto/scontro/sintesi fra le diverse visioni, fra le diverse anime di un Paese. Certo, il nostro Parlamento oggi è il frutto di una legge elettorale liberticida, concertata da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni al solo fine di escludere comunisti e socialisti da Camera e Senato. Ed allora si cambi legge/sistema elettorale e si torni al voto, ridando alla gente la possibilità di esprimersi in merito alle ...

Che Formigoni abbia azzeccato la strategia giusta?

Scritto da: il 10.10.11 — 0 Commenti
Fra chi nel Pdl difende a spada tratta Silvio Berlusconi (Angelino Alfano) e chi ne prende le distanze (Roberto Formigoni), chi starà portando avanti la strategia vincente? Di certo al momento, con una quota sempre crescente di simpatizzanti pidiellini disgustati, come il resto degli italiani, dai comportamenti privati del premier, la mossa di Formigoni sembrerebbe quella giusta. Ma c'è un piccolo problema: se si va la voto senza prima cambiare legge elettorale, Berlusconi deciderà personalmente ogni candidatura/nomina del suo Pdl, premiando ovviamente gli uomini a lui più fedeli. È tutta una scommessa sulla nuova legge elettorale, quindi. Se questa per il momento non vedrà la luce, avrà avuto ragione Alfano a non volersi smarcare da Berlusconi. Se, di contro, si riuscirà - o in Parlamento o con il referendum - a cambiare legge elettorale, aumenteranno le chance di Formigoni di conquistare il partito. Del resto, l'uomo forte di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere attende questo momento da decenni. E, a ben vedere, come leader dei moderati forse forse è davvero il politico più indicato. [caption id="attachment_11206" align="aligncenter" width="300" caption="Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni"][/caption]

Verso il final countdown del 14 dicembre: nel frattempo è la paralisi

Scritto da: il 02.12.10 — 0 Commenti
Il polo (sedicente) ultrariformista è ormai una realtà. Come vado scrivendo da anni, l'asse Fini-Lombardo-Rutelli addizionata di Casini lavora sempre più alacremente per scavare il terreno sotto ai piedi del premier Berlusconi. Lo stesso D'Alema, maestro di realpolitik, potrebbe vedere con favore un simile rassemblement. Del resto, è notoria la (reciproca) simpatia che lo lega al presidente della Camera. A questo punto, il 14 dicembre Fini & Co. avranno un'occasione d'oro per pesarsi in Parlamento e capire e far capire il proprio peso specifico. Parte quindi il conto alla rovescia verso la mozione di sfiducia presentata dall'Udc. Nel frattempo, la Camera è chiusa e il Paese è bloccato. Ma tanto, con il Pil frizzante che abbiamo, possiamo anche permettercelo ... Francesco Rutelli, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini

Armao Day

Scritto da: il 09.11.10 — 0 Commenti
Comincia in ritardo l'odierno tour catanese di Gaetano Armao ed il ritardo, sia sa, per un politico, sebbene in prestito come l'amministrativista palermitano, ha sempre un effetto domino. La mezz'ora alla Camera di Commercio sulle schedulate 09.30 diventa oltre un'ora al Comune (dove Armao alle 10.30 era atteso per presentare l'ExpoBit) ed oltre una e mezza all'Esa (ma i sindacalisti siciliani, si sa, hanno una pazienza davvero Giobbe style …)! L'incontro realmente importante dell'assessore all'Economia era comunque quello in Camera di Commercio, con gli imprenditori etnei ed i vertici camerali. Un incontro nel quale Armao ha presentato la nuova finanziaria regionale. In verità, l'occasione è stata più che altro sfruttata per portare un profondo attacco al federalismo prossimo venturo di cui gli autonomisti siciliani (come pure tanti altri politici meridionali e meridionalisti) hanno un terrore palpabile. E non a torto, visto che, imposto com'è stato dalla Lega Nord, di certo dirotterà risorse a Settentrione a scapito del sempre più (colpevolmente, sia chiaro) derelitto Sud. Una pura e semplice questione di forza economico-politica che Armao giudica «inaccettabile», non spiegando affatto però, nell'usare tale aggettivo, che cosa farà la Regione Siciliana per contrastare l'ormai inarrestabile trend. In parole più semplici: in quali forme si estrinsecherà la «non accettazione» del federalismo da parte della junta, pardon, giunta siciliana? Federalismo che l'anno scorso, non dimentichiamolo, è stato approvato e votato dagli uomini dell'Mpa in Parlamento. Quanto ai numeri presentati da Armao, l'assessore ha parlato di una finanziaria con 700 milioni di euro di tagli (di cui circa 200 milioni ottenuti dai minori trasferimenti previsti per Comuni e Province) e 350 milioni di investimenti sempre per Comuni, Province ed imprese. Investimenti, ci tiene a precisarlo Armao «con funzione anticiclica». Ma (ben) altri numeri, assai più dolenti, sono stati fatti dall'assessore. Come quelli relativi i 5 miliardi circa di ...

Fini ancora all’attacco prepara l’alternativa al Cav: questi i numeri

Scritto da: il 26.10.10 — 4 Commenti
Ennesima bordata di Gianfranco Fini contro Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera ora paventa la possibilità di una crisi di governo sulla questione Giustizia, ma vi è realmente in Parlamento una maggioranza tale da poter sostituire il premier in carica? Facciamo un po' di conti, analizzando le forze in campo. Chi è in qualche modo favorevole ad andare subito al voto dispone di questi seggi: Popolo della Libertà: 236 Camera-135 Senato Lega Nord: 59-26 Noi Sud: 6-0 Popolari di Italia Domani: 5-0 Alleanza di Centro: 1-0 Chi è invece favorevole ad un governo tecnico per riformare la legge elettorale ha questi uomini: Partito Democratico: 206-112 Futuro e Libertà per l'Italia: 35-10 Unione di Centro: 35-5 Italia del Valori: 24-12 Movimento per l'Autonomia: 5-3 A conti fatti, i numeri per un governo tecnico vi sono. Fini porterà lo scontro a tale livello? Avrà il coraggio di rompere definitivamente con il suo "sdoganatore" del 1993, Berlusconi appunto, e divenire la sua nemesi? Considerato il crescendo di tensione cui abbiamo assistito nei mesi scorsi, nulla è più impossibile nella politica italiana, ma lo scenario di medio periodo più probabile per il Paese rimane ancora quello delle elezioni anticipate.

Svezia, il tramonto di una idea forte, anzi fortissima

Scritto da: il 21.09.10 — 0 Commenti
Le elezioni di domenica scorsa in Svezia hanno lasciato il Paese scandinavo in una impasse inusuale a quelle latitudini, uno stallo dal quale si potrà uscire solo attraverso una paziente concertazione tra le varie forze politiche presenti in Parlamento. A vincere le consultazioni è stato il rassemblement di centrodestra, guidato dal premier uscente Frederik Reinfeldt (per inciso il primo non socialdemocratico mai confermato alla guida del Paese nelle secolare storia delle democrazia svedese), ma fermandosi al 49.2% dei voti e senza quindi riuscire a raggiungere la maggioranza assoluta. A questo punto, alla coalizione governativa verranno assegnati 172 seggi su 349. Una situazione che di certo non permette a Reinfeldt di andare avanti autonomamente. Il centrosinistra, invece, guidato dall'"azionista di maggioranza" socialdemocratico, ha raggiunto il 43.6% delle preferenze, conquistando 157 seggi. Non buoni per governare, ma utilissimi per un'opposizione dura. Ago della bilancia, a questo punto, potrebbero divenire i Democratici di Svezia, il partito di estrema destra xenofoba che è riuscito ad entrare in Parlamento con il 5.7% delle preferenze e 20 seggi. Sparito dalla scena il Partito Pirata, che pure alle elezioni europee dell'anno scorso aveva avuto un ottimo risultato, ottenendo anche un deputato a Strasburgo. Ovviamente, il primo ministro Reinfeldt vorrebbe evitare la scomoda alleanza governativa con l'estrema destra anti-immigrazione, ma i Verdi verso cui è orientato al momento non sembrano ricambiare l'attenzione. Di certo, però, con la sua riconferma alla premiership gli svedesi hanno voltato definitivamente pagina ed il mito del Partito Socialdemocratico che fu di Olof Palme sembra davvero essere tramontato, almeno a Stoccolma. Peccato, perché si trattava  e si tratta ancora di una idea fortissima, l'idea che ha fatto grande nel Novecento l'intera Europa del Nord.

Rigurgito veltroniano, il Pd rischia di soffocare

Scritto da: il 16.09.10 — 0 Commenti
In questi giorni Walter Veltroni sta duramente attaccando il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, tanto da far temere una scissione. Mi chiedo ... Nel 2008, grazie ad una assurda legge elettorale da lui voluta insieme a Silvio Berlusconi, il kennediano di ferro ha coronato il suo personalissimo sogno di un Parlamento italiano senza comunisti e socialisti. Che punti ora alle Camere senza democratici?

Presentata “italiainmovimento”, festa nazionale de La Destra

Scritto da: il 15.09.10 — 2 Commenti
È stata presentata oggi a Catania, a Palazzo Minoriti, la festa nazionale de La Destra che si terrà a Taormina questo fine settimana, da venerdì 17 a domenica 19. Alla presenza dei consiglieri provinciali e comunali del partito, Nello Musumeci ha illustrato i tanti appuntamenti di “italiainmovimento”, la manifestazione che porterà in Sicilia nel week end personaggi di rilievo della politica e dell'economia italiana, tanto dell'area governativa quanto dell'opposizione. Si va dalla tavola rotonda su giustizia e legalità a quella su economia e sviluppo sostenibile, dall'incontro su federalismo e unità nazionale a quello con donna Assunta Almirante, vedova del leader missino Giorgio e all'intervista con Gioacchino Genchi sui segreti di Stato. Momento clou sarà, nella serata di sabato, l'intervento del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, che ha voluto accogliere l'invito di Storace e Musumeci e che potrebbe aver scelto Taormina per comunicare importanti notizie di interesse nazionale. «L'attuale momento politico – ha dichiarato il leader siciliano de La Destra – richiede un confronto serrato su alcuni temi specifici. Nella nostra “tre giorni” taorminese è intenzione dare proprio un contributo in tale direzione, soprattutto mentre la gente in Italia guarda con molto più interesse, rispetto a qualche mese fa, alle forze politiche cosiddette minori. Registro tanto rispetto attorno a noi, negli ambienti politici e per le strade». I sondaggi danno infatti La Destra in netta crescita dopo la rottura del rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. «Luigi Crespi e Renato Mannheimer – ha proseguito Musumeci – ci danno rispettivamente al 2.2 per cento e al 2.5 per cento. Consideriamo, come appena prima dell'estate, fa le intenzioni di voto ci vedevano fermi all'1 per cento. Visto che la nostra forza non ha rappresentanti né al governo, né in Parlamento il risultato è certo significativo». Ma “italiainmovimento” sarà anche e soprattutto l'occasione per parlare ...

Il Pdl senza Fini e i suoi marescialli: più chiarezza, ma anche più incertezza

Scritto da: il 30.07.10 — 2 Commenti
Verrebbe da dire che il presidente della Camera dei Deputati è un uomo politicamente ormai finito. Espulso dal movimento che ha - suo malgrado - contribuito a fondare (espulso per modo di dire, perché la tessera del Pdl non l'aveva mai presa), Fini può contare su un gruppo non certo vastissimo di parlamentari e su un drappello di "marescialli" (siamo seri, lo spessore dei cosiddetti "colonnelli" di Alleanza Nazionale era certo maggiore di quello degli attuali fedelissimi) che non brillano per capacità organizzative e comunicative.  Inoltre i bravi segugi di Libero, de il Giornale e di Striscia la Notizia è chiaro che da ora in poi saranno nei suoi confronti più feroci del mastino dei Baskerville di holmesiana memoria (per intenderci, altro che casa a Monaco per i parenti della compagna ...). Eppure, non è che il momento per il premier Silvio Berlusconi sia da brindisi. Tutt'altro. Non a caso un accorto osservatore delle dinamiche politiche italiane come Stefano Folli ieri sera ha parlato di vittoria di Pirro per il capo del governo. Cerchiamo di capire perché. I numeri certo non sono dalla parte di Fini, ma ormai nemmeno troppo dalla parte di Berlusconi. Se il costituendo gruppo dei finiani alla Camera giungerà a 30-35 uomini (per l'esattezza si parla di 34 deputati e 14 senatori) il governo targato Popolo della Libertà-Lega Nord non avrà più la maggioranza assoluta con cui ha finora retto il Paese, forzando spessissimo la mano al Parlamento a colpi di fiducia. A lume di naso il centrodestra ha ancora abbastanza deputati per mantenere più o meno saldo il potere, ma è chiaro che a questo punto si (ripro)pone fortemente il problema di allargare l'intesa di governo all'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini, l'unica forza politica italiana dichiaratamente scettica nei confronti delle riforme federaliste, il feticcio ...

I finiani fanno di conto e passano alle minacce forti

Scritto da: il 10.07.10 — 0 Commenti
«Almeno uno in più del numero che è indispensabile per tenere in piedi la maggioraranza», ha risposto Italo Bocchino all'intervistatrice di Cnr-Media che gli chiedeva quanti fossero effettivamente i finiani in Parlamento. Come dire che hanno i numeri per far cadere il governo. Ormai davvero la soap-opera Berlusconi-Fini pare essere all'epilogo, ma si sbrigassero, perché proprio non se ne può più ... [caption id="attachment_8584" align="aligncenter" width="336" caption="Gianfranco Fini"][/caption]
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple