Tutti gli articoli su paura

Sogni giovanili, maturi incubi

Scritto da: il 30.10.14 — 0 Commenti
Da giovane, archiviata una lunga stagione di adolescenziale impegno in un movimento cattolico, un po' per rigetto, un po' per reale convincimento, ritenevo l'ordine borghese il peggiore dei mali. Il mio sogno di allora (una ventina d'anni fa, momento più, momento meno) era un chaos diffuso, proveniente dal basso, che togliesse ogni sicurezza ai cittadini appartenenti alla cosiddetta "classe media" (colpevole di non ricordo più che cosa). Tacendo della progressiva scomparsa di quest'ultima, nel tempo ho anche dimenticato che cosa ritenessi con espressioni quali «dal basso». Ma quella dei meccanismi di selezione della mia memoria è un'altra storia, che credo interessi poco. Crescendo, maturando, invecchiando, morendo, ho visto il mondo, e segnatamente la città in cui sono tornato a vivere dopo due decenni Altrove, diventare scenario del mio sogno giovanile. A prescindere dallo scacchiere internazionale (da al-Qaeda alla crisi globale, approdando alla lucida follia dell'Isis), i luoghi in cui viviamo sono divenuti ognuno un piccolo inferno. Le cronache cittadine, a partire dall'ormai quasi quotidiano femminicidio in Italia, lo testimoniano a ogni istante. Ma altro che l'insicurezza diffusa che vagheggiavo in funzione anti sistema. Oggi la paura - liquida (leggete e diffondete Zygmunt Bauman) e non - è come l'aria. La violenza è ovunque. Una abominevole concezione proprietaria dei rapporti ha preso possesso delle menti di molti uomini. E gli Stati liberaldemocratici si sono rivelati il cane da guardia non tanto e non più della classe dei produttori, quanto di un sistema finanziario sovra nazionale che i produttori li vessa tanto quanto i lavoratori. Chiaramente, a farne le spese, come sempre, sono i più deboli. Le donne e i bambini in primo luogo. E gli anziani. Privati del sacro diritto di serenamente dirigere i propri passi verso la dimora definitiva. Danni collaterali anche per qualche sognatore. Che si ritrova a vivere in (non) ...

Il discorso di Barack Obama per l’Inauguration Day

Scritto da: il 21.01.09 — 0 Commenti
Ecco la traduzione italiana del discorso tenuto a Washington da Barack Obama per l'Inauguration Day Cari concittadini, mi trovo qui oggi con l'umiltà necessaria ad assolvere il compito che è davanti a noi. Ringrazio innanzitutto il presidente Bush per il servizio reso alla nostra Nazione. Quarantatrè americani hanno giurato prima di noi. Il compito che mi è stato affidato scaturisce dal sacrificio dei nostri antenati. Che ci si trovi nel mezzo di una crisi è ben noto, la Nazione è in guerra. I dati della crisi sono ben noti a tutti noi ed è una situazione figlia di avidità e irresponsabilità. Ma ora si apre una nuova era di responsabilità. Le sfide che dobbiamo affrontare sono reali, gravi e numerose. Useremo le tecnologie, costruiremo ciò che serve e creeremo posti di lavoro. Gli Stati Uniti annienteranno lo spettro del surriscaldamento del pianeta e ridaranno alla scienza la sua giusta collocazione. Sappiate questo Americani: tutti i problemi saranno affrontati. Siamo qui oggi perchè abbiamo scelto la speranza sulla paura. Ci siamo riuniti per porre fine alle lamentele meschine e alla false promesse, alle recriminazioni e ai dogmi consumati che per troppo tempo hanno strangolato la nostra politica. Restiamo una nazione giovane. Ma è il momento di mettere da parte gli infantilismi. Bisogna rimboccarsi le maniche per ricostruire l'America. Perchè dovunque guardiamo c'è del lavoro da fare. A partire da oggi dobbiamo rimetterci in moto per rifare l'America. Le sfide che abbiamo dinanzi sono reali: sono serie e sono tante. Non le affronteremo facilmente, né in breve tempo, ma le affronteremo, America. Ci sono alcuni che mettono in dubbio la portata delle nostre ambizioni. Hanno la memoria corta, perchè hanno dimenticato ciò che ha già fatto questo Paese. Per quanto riguarda la nostra sicurezza, respingiamo la falsa alternativa tra ideali e sicurezza. I nostri padri fondatori hanno steso una carta con i diritti per tutti e ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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