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Stati generali dell’Mpa oggi e domani a Catania, al Palaghiaccio. All’ordine del giorno un solo punto, la trasformazione del Movimento per le Autonomie in qualcosa di diverso. “La naturale evoluzione”, la chiamano gli strateghi della formazione lombardiana. Verso che cosa lo si saprà (forse) domani, quando sono previste le conclusioni del leader.
Insomma, messe temporaneamente fra parentesi le inchieste, Raffaele Lombardo può tornare con più serenità a ragionare di politica (anche se, ad onor del vero, nell’anno e mezzo circa passato sulla “graticola” dell’indagine Iblis non è che non l’abbia fatto) e cercare di dare concretezza alla “cosa meridionalista”. L’Mpa, anche a causa delle beghe giudiziarie, è un soggetto politico ormai da superare, questo è assodato. Come? In che forme? Il Partito del Sud, ovvero un movimento/partito sudista unitario speculare alla Lega Nord, sarebbe l’optimum, ma crearlo non è semplice, non solo per questioni di copyright del prezioso brand. Ormai le sigle che si ispirano al Meridione sono molte e la confusione regna sovrana. Da Forza del Sud di Gianfranco Micciché a Noi Sud di Enzo Scotti a Io Sud di Adriana Poli Bortone. Più una miriade di partitini sparsi per lo Stivale e le tante formazioni sarde, alcune anche dalla storia nobile (come il Partito Sardo d’Azione). In tale caos, Micciché sta portando avanti una intelligente strategia aggregativa, dalla quale però l’Mpa di Lombardo finora è fuori.
A questo punto, l’esigenza principale del presidente della Regione Sicilia è dichiaratamente quella di facce nuove per il suo movimento. «Serve un’evoluzione», ha dichiarato Lombardo, «e bisogna selezionare una classe dirigente nuova che si caratterizzi per la militanza». Non più quindi, una ridondanza di quadri dirigenti e “colonnelli” vari, ma militanti di base che credano sul serio ad un progetto. Un progetto, va da sé, che sia un’idea precisa di Sicilia e di Sud. ...
L'Italia è una grave anomalia nel corrente panorama politico internazionale. Al suo interno opera la parallela anomalia rappresentata dal Partito Democratico, ancora più singolare in Sicilia, dove metà del Pd appoggia una giunta presieduta dall'autonomista Raffaele Lombardo, uomo dalla storia personale e dalla tradizione politica certo ben lontane da quelle che hanno condotto alla nascita della formazione democratica. Di tutto ciò ho parlato a lungo con Orazio Licandro, già deputato nazionale ed oggi dirigente dei Comunisti Italiani e della Federazione della Sinistra, acuto analista dei fatti non solo siciliani. Il risultato è questa intervista, che viene pubblicata in esclusiva su The Lo Re Report.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, un po’ tardivamente si è accorto della stranezza del caso siciliano ed ha finalmente messo in dubbio l’appoggio del suo partito al presidente della Regione Raffaele Lombardo, inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa …
Ciò che sta accadendo nel Pd non solo è grave, ma è soprattutto surreale. Che tutto ciò succeda in Sicilia sotto l’egida della nouvelle vague antimafia è poi uno di quei paradossi della politica che lascia di stucco, ma con un amarissimo sapore in bocca. Ricordo come venissero sempre lanciati, e giustamente, inviti alla prudenza, alla circospezione rispetto a personaggi spregiudicati seppure in condizioni francamente risibili rispetto a quelle in cui, a leggere le carte dell'inchiesta "Iblis", verserebbe Raffaele Lombardo. Migliaia di pagine del Ros dei Carabinieri, un’inchiesta durata lunghi anni, decine e decine di personaggi coinvolti, dal mondo della politica, a quello delle professioni, dell’imprenditoria e della mafia in senso stretto. A prescindere dalle vicende giudiziarie che si dipaneranno, soltanto alcuni esponenti del Pd, penso per esempio ai senatori Enzo Bianco ed Ignazio Marino o al deputato Giovanni Burtone, hanno assunto una posizione chiara. E allora, dinanzi a tutto ciò, come è possibile che siano ...
Precedentemente fissato per giovedì 17, l’appuntamento più importante per l’Mpa - quello finale, si potrebbe dire - è stato spostato a stamattina presso l’Albergo delle Povere a Palermo. Come annunciato da circa un mese, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, scioglierà il Movimento per l’Autonomia ed aprirà una vera e propria fase costituente della nuova formazione, fase che dovrebbe durare almeno fino a tutto il mese di aprile. Un tempo ragionevolmente lungo non solo per mettere in chiaro le idee, innanzitutto con se stessi, ed elaborare un programma organicamente meridionalista, ma anche per rinvenire adesioni di peso nel mondo della cultura, proprio quelle che fin qui sono mancate all’Mpa.
Lombardo sta infatti facendo di tutto per allargare il progetto, sul quale al momento poco o nulla è dato sapere, ad una serie di intellettuali siciliani di spicco. Nella sua lista dei desideri vi sono il noto giallista Andrea Camilleri, lo storico Giuseppe Barone, detto Uccio, preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, ed il filosofo Pietro Barcellona. Tutti e tre provengono dalle fila della sinistra comunista italiana e certo darebbero una grande legittimazione all’entità meridionalista. Con tutti loro Lombardo sta curando personalmente i contatti, perché nelle sue intenzioni «al vertice del nuovo partito non dovrebbe esservi un politico, ma un uomo di cultura».
Intanto, Giovanni Pistorio, il senatore autonomista che nella capitale da anni tesse una fitta tela di relazioni diplomatiche con il mondo romano che conta, ha confessato il suo di desiderio: Roberto Saviano nella nuova formazione sudista. Per Pistorio, «Lombardo dovrebbe coinvolgere una figura sganciata dal prototipo meridionalista, che a volte può diventare uno stereotipo. Penso a qualcuno come Saviano. E se potessi cercherei di coinvolgere anche il professore Gianfranco Viesti».
Pistorio, in un momento in cui il leader Lombardo è oltremodo cauto nelle dichiarazioni, nei giorni scorsi ...
Con l’ennesimo colpo a sorpresa il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo tiene puntata su di sé l’attenzione politica e mediatica, in attesa di svelare le sue prossime mosse giovedì 17, con l’annunciata (ma non confermata) presentazione del nuovo partito che dovrebbe prendere il posto dell’Movimento per l’Autonomia.
Dopo quasi 6 anni di vita, quindi, l’Mpa si trasforma, cambia pelle e nome. Il che, si sa, ha la sua importanza in un Occidente dove il brand ha un ruolo fondamentale nella scelta delle persone, a tutti i livelli. Si trasforma. Ma in che cosa? Proviamo a fare qualche (si spera plausibile) previsione.
Il movimento lombardiano ha dato molto al politico di Grammichele, rivelandosi un possente strumento politico, ma è chiaro come il tentativo di espansione oltre lo Stretto sia andato frustrato. Tentativi ne sono stati fatti (vi è una sede attiva financo a Milano), ma con pochi successi. Incurante delle inchieste aperte su di lui (giustamente incurante, si potrebbe dire, dal suo punto di vista squisitamente politico), Lombardo a questo punto pensa alla necessaria evoluzione del partito. In che direzione? L’unica che sovviene al momento è che l’Mpa finisca con il divenire un contenitore più ampio stile Partito del Sud.
Certo, di partiti e partitini sudisti ve ne sono oggi, ben al di là delle possibilità di assorbimento del mercato elettorale. Oltre all’Mpa, infatti, si registrano Forza del Sud di Gianfranco Micciché, Noi Sud di Enzo Scotti e Io Sud di Adriana Poli Bortone, i meno “anemici”, per così dire. Ma c’è pure il piccolissimo Partito del Sud di Antonio Ciano ed Erasmo Vecchio, che per tempo hanno registrato il marchio che Lombardo sicuramente avrebbero gradito per una sua formazione.
Altra questione di un certo interessa è quella del leader del nuovo. Lombardo ha fatto capire che potrebbe essere un intellettuale assai noto. Chi? ...
Oggi e domani l'epistemologo di fama internazionale Evandro Agazzi è a Catania per una due giorni in suo onore organizzata dall'Università etnea. Qui di seguito riporto il programma ed invito chi fosse interessato a partecipare all'evento.
Università di Catania
Cattedra di Storia della Filosofia, Facoltà di Scienze della Formazione
Cattedra di Filosofia teoretica, Facoltà di Scienze Politiche
Dipartimento dei Processi Formativi
Dottorato di ricerca internazionale in Scienze Umane
Dottorato di ricerca in Profili della cittadinanza nella costruzione dell'Europa
Manifestazione in onore del prof. Evandro Agazzi
(Università di Genova)
Presidente dell'Académie Internationale de Philosophie des Sciences, Bruxelles
Programma
Lunedì 17 novembre 2008
Aula Magna Rettorato, Piazza Università, Catania
ore 17.30
Presentazione del Volume di Studi Internazionali in onore di Evandro Agazzi
su Filosofia, Scienza e Bioetica, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Saluto del Magnifico Rettore
Presiede:
Prof. Franco Coniglione (Università di Catania)
Intervengono:
Prof. Pietro Barcellona (Università di Catania)
Prof. Giuseppe Bentivegna (Università di Catania)
Prof. Matteo Negro (Università di Catania)
Prof. Fabio Minazzi (Università del Salento)
Conclude:
Prof. Evandro Agazzi
Martedì 18 novembre 2008
Facoltà di Scienze della Formazione, Palazzo Ingrassia, Catania
ore 10.00
Seminario del prof. E. Agazzi su
"Scienza ed etica alla luce delle sfide della contemporaneità"