Tutti gli articoli su Regione Siciliana

Predonismo autonomista versus decisionismo schmittiano: la candidatura Musumeci oltre le logiche stantie della politica siciliana

Scritto da: il 28.08.12 — 8 Commenti
Nelle ultime ore non stanno mancando i problemi e gli ostacoli attorno alla candidatura di Nello Musumeci a presidente della Regione Sicilia. Mpa/Pds e Grande Sud hanno sostanzialmente rotto le trattative, togliendo il proprio appoggio a Musumeci, accusato di non aver voluto abbracciare il loro progetto sicilianista. Proverò a ragionare sul quadro che si sta delineando, magari con l'aiuto di qualche retroscena, utile a meglio comprendere quel che sta accadendo. In via preliminare, corre l'obbligo di osservare come vi sia una quota parte di cittadini dell'Isola - probabilmente anche maggioritaria - che non si sente per nulla sicilianista. Non occorre, infatti, essere statalisti e centralisti tetragoni come chi scrive per ritrovarsi ben diffidenti e prendere preventivamente le distanze dall'autonomismo inconcludente e parolaio stile Mpa. E soprattutto, nonostante taluni sondaggi ad usum delphini tentino di dimostrare l'indimostrabile, non esiste in Sicilia un diffuso sentire indipendentista. L'idea che l'Isola diventi Stato a sé è e rimane un irrealizzabile sogno (rectius: incubo) di ambienti mafiosi e paramafiosi o di ambienti pseudo culturali assolutamente minoritari. Per carità, del tutto slegati da quelli criminali, ma non meno velleitari. In entrambi i casi, si tratta di posizioni a dir poco disancorate dalla realtà. Quanto alla pretesa grottesca di chiedere a Nello Musumeci chissà quale patente di sicilianità, è bene ricordare che Musumeci uscì nel 2005 da Alleanza Nazionale, fondando Alleanza Siciliana, proprio perché l'allora leader di An, Gianfranco Fini, risultava essere sordo alle esigenze dei territori. L'impegno politico di Nello Musumeci è stato incontrovertibilmente segnato, ab initio, da una seria attenzione ai tanti problemi del Sud e della Sicilia e nessuno nell'Mpa/Pds può chiedere all'esponente de La Destra chissà quale certificazione di meridionalità o, tantomeno, arrogarsi il diritto di rilasciargliela o no. E veniamo ora ad alcuni retroscena che possono aiutarci a capire più a fondo i convulsi giorni ...

Regionali siciliane, sondaggio Demopolis: grande frammentazione e balzo in avanti di M5S

Scritto da: il 02.08.12 — 7 Commenti
Novità di rilievo per la politica siciliana dall'ultimo sondaggio Demopolis, appena reso noto. Intanto, preseguendo in un trend ormai lungo mesi e mesi, se si votasse oggi, appena il 61% degli elettori dell'Isola si recherebbe alle urne per l’elezione del nuovo presidente della Regione e per il rinnovo dell’Ars. 4 elettori su 10 resterebbero a casa, a conferma di una crescente insofferenza verso la classe politica nel suo insieme: la fiducia dei siciliani nei partiti è infatti crollata dal 22% del 2006 al miserrimo 4% odierno. A tutto vantaggio della cosiddetta "antipolitica". «All’indomani delle dimissioni di Raffaele Lombardo – ha affermato il direttore dell’Istituto Demopolis, Pietro Vento – il quadro delle intenzioni di voto dei siciliani appare decisamente confuso e frammentato: al dato dell’astensione dichiarata va aggiunto il numero di quanti non saprebbero per chi votare: il 28% dell’elettorato non esprime oggi una specifica intenzione di voto». Da notare come, a meno di tre mesi dalle elezioni di fine ottobre, i quattro principali partiti non abbiano ancora deciso con chi allearsi. E neppure hanno identificato un loro candidato per Palazzo d’Orléans. Fattori che, accanto al numero altissimo di indecisi e potenziali astensionisti, incidono significativamente sulle stime di voto degli elettori. Secondo il Barometro Politico Demopolis, se ci si recasse oggi alle urne per le elezioni regionali, l’Mpa del presidente uscente otterrebbe il 16%, appena sopra i due principali partiti nazionali, che pagano più degli altri in Sicilia l’astensionismo e l’onda nazionale dell’antipolitica, ma anche le proprie incertezze e le troppe divisioni interne: il Pd si posiziona infatti al 15.2%, mentre il Pdl (brand che probabilmente a fine ottobre in Sicilia avrà la sua ultima apparizione alle urne, prima di essere archiviato) al 15%. Appare stabile al 7.5% Grande Sud di Gianfranco Micciché, dato comunque destinato a mutare durante la campagna elettorale. In crescita, al ...

Sicilia, il futuro è nel destracentro?

Scritto da: il 16.06.12 — 8 Commenti
Pomeriggio intenso e ricco di spunti, proposte e novità come non si vedeva da tempo quello di ieri per la politica siciliana. Proverò a farne una cronaca, fermo restando che su Twitter e Facebook ho "postato" le news in tempo reale, man mano che venivano fuori. La notizia più importante è certo l'endorsement di Adolfo Urso a Nello Musumeci. Il leader di Fareitalia ha infatti proposto la candidatura di Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e indimenticato coprotagonista della cosiddetta Primavera di Catania, alla presidenza della Regione Sicilia. L'occasione è stato il meeting "Dal territorio una nuova alleanza per la Sicilia", evento di presentazione da parte di Fareitalia di Alleanzasicilia, al Palazzo della Cultura di Catania, con il sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale (che ha lanciato la sua nuova sigla, Territorio), il presidente della Provincia di Enna, Giuseppe Monaco, il coordinatore regionale di Fareitalia, Giuseppe Scalia, quello provinciale etneo, Fabio Fatuzzo, e - ovviamente - lo stesso Musumeci. Ragionando sulle prossime elezioni regionali di fine ottobre, Urso ha parlato di «un nuovo rassemblement civico che promuova un governo di emergenza con un programma di riforme radicali che faccia risorgere la Sicilia dal baratro in cui è precipitata. Nello Musumeci può essere un candidato capace di interpretare l'esigenza di buon governo e di cambiamento: buoni amministratori e società civile, buona politica e impresa. Devono scendere in campo le energie migliori a prescindere dagli schieramenti». Ben consapevole di come le sigle partitiche degli ultimi anni siano del tutto usurate, Urso ha puntato l'attenzione sull'opportunità di costituire una lista civica «aperta a tutti, anche se non sarà una scialuppa di salvataggio. Non candideremo nessuno dei deputati uscenti e ovviamente nessun indagato. Liste pulite fatte di giovani, donne e uomini liberi e forti». Dal canto suo, Nello Musumeci sulla proprosta di Urso ha semplicemente replicato che ...

Sicilia, in articulo mortis la giunta Lombardo vorrebbe reintrodurre la Cassazione regionale

Scritto da: il 15.05.12 — 4 Commenti
Con l'occasione del 66° anniversario dello Statuto siciliano, la Regione ha presentato oggi lo schema di norme di attuazione dell'articolo 23 dello Statuto, appunto, quello che prevederebbe per gli organi giurisdizionali centrali delle rispettive sezioni in Sicilia. «Il consenso registrato sulla proposta testimonia l'attualità e la necessità di avere in Sicilia una sede della Corte di Cassazione», ha dichiarato l'assessore regionale per l'Economia, Gaetano Armao, al convegno di Villa Malfitano "Per la Corte di Cassazione in Sicilia". «Per questo motivo abbiamo formalizzato questa richiesta allo Stato, per il tramite della Commissione paritetica, che non comporta oneri aggiuntivi per la Sicilia e servirà per ridurre i costi di accesso alla giustizia che i siciliani devono sopportare per far valere le proprie ragioni alla Corte di Roma», ha proseguito Armao. Sarà, ma a me questo discorso proprio non convince. «L'istituzione delle sezioni della Cassazione in Sicilia», ha concluso l'amministrativista, «non può essere liquidata come mero rivendicazionismo o semplice nostalgia della Cassazione a Palermo che ha operato sino al 1923, ma va ricondotta alla richiesta di integrale attuazione dello Statuto che il Governo regionale sta portando avanti ed in ogni sede». Breve annotazione storica: l'abolizione nel marzo del 1923 della Cassazione a Palermo (insieme a quelle di Firenze, Napoli, Roma e Torino) fu uno dei primi atti di governo pesanti di Benito Mussolini. Fino ad allora, si badi bene, la Cassazione di Palermo aveva reso arduo qualsiasi serio contrasto al fenomeno mafioso. Davvero si sente il bisogno di tornare a tale modello deteriore? Andando nel dettaglio, il testo presentato prevederebbe l'istituzione in Sicilia delle due sezioni staccate della Corte di Cassazione, una per gli affari civili e una per quelli penali, con la denominazione di "Cassazione regionale della Sicilia". Ovviamente con sede a Palermo. Sarebbe previsto un presidente della sezione della Corte di Cassazione, con ...

Demopolis: in Sicilia aumenta la sfiducia nei partiti

Scritto da: il 21.01.12 — 0 Commenti
Rimane davvero molto incerto il quadro delle intenzioni di voto dei siciliani. La nuova "fotografia" del peso dei partiti nell’Isola, fatta da Demopolis, appare ancora più condizionata che in passato dal numero crescente di indecisi, delusi ed incerti, ma anche di quanti, in caso di elezioni politiche anticipate, non si recherebbero alle urne per l’eventuale rinnovo di Camera e Senato. «Si respira sempre più nell’Isola un diffuso disincanto politico che – afferma il direttore di Demopolis, Pietro Vento – sta erodendo il residuo consenso dei siciliani nei confronti delle istituzioni democratiche. Gli ultimi mesi della vita politica nazionale e regionale hanno visto quasi dimezzarsi la fiducia degli elettori nel Parlamento, nell’Ars, nei partiti, il cui peso effettivo appare fra l’altro ridimensionato, agli occhi dei cittadini, in una fase di “commissariamento”, come quella attuale caratterizzata dalla nascita del governo Monti». Se si votasse oggi per le politiche, a 2 mesi dalla fine del governo Berlusconi, il Pdl si attesterebbe in Sicilia al 23%, subendo una perdita tutto sommato contenuta (circa 2 punti): un valore che però risulta clamorosamente dimezzato se lo si raffronta agli oceanici consensi della primavera 2008. Per la prima volta, poi, il Barometro Politico Demopolis registra un lieve arretramento anche per Grande Sud di Gianfranco Micciché, oggi al 7.5%, sul cui elettorato rischia di pesare, in prospettiva, la prolungata distanza dalle (usuali, direi io) dimensioni di governo. Si fermano invece sotto sotto la soglia del 2% il Pid di Saverio Romano e La Destra di Nello Musumeci. Sempre secondo l’analisi effettuata da Demopolis, torna negativo, almeno a livello regionale siciliano, il trend del Pd che alle Politiche otterrebbe oggi il 18.5%. Un punto e mezzo in meno rispetto a due mesi fa, proprio in un frangente nel quale la formazione di Bersani diviene invece, a livello nazionale, primo partito del Paese ...

Come l’ideologia localista mina il futuro dei giovani: la bislacca proposta dell’Erasmus “Sud-Sud”

Scritto da: il 11.01.12 — 2 Commenti
Non c'è limite alle idee sbagliate che partorisce il limitato orizzonte mentale dei localisti, ovunque. Siano essi leghisti lombardo/veneti , fiamminghi del Vlaams Blok, catalani di Convergència (verso dove?) i (dis)Unió, autonomisti siciliani, sardi indipendentisti o baschi delle gelide lande dell'Iberia settentrionale. Non riuscendo, per ovvi limiti culturali, a concepire nulla al di là della loro isola/zolla di terra, si inventano un mondo che semplicemente non esiste. Come quando danno sfogo alla sterile e ridicola retorica del Mediterraneo, un Mare Mortum che da almeno 600 anni non è più al centro di niente, se non del mostruoso traffico di esseri umani fiorito negli ultimi tempi. Nel frattempo, con le buone o con le cattive, questi signori cercano di dare consistenza al loro credo Ignorance & Closure con pensate non solo ridicole in sé, ma anche perniciose per chi dovesse incautamente credervi. Appena ieri, la Regione Sicilia ha rilanciato una singolare iniziativa di 289 eurodeputati, una petizione transnazionale che richiede alle istituzioni europee di lanciare, a partire dal 2014, due programmi - Erasmus e Leonardo da Vinci - destinati a favorire la mobilità e la formazione dei giovani delle due sponde del "Mare Nostrum". «L'Unione europea - si legge nella dichiarazione dei 289 "illuminati" - deve sostenere con nuove iniziative l'evoluzione senza precedenti che coinvolge tutta la sponda meridionale del Mediterraneo». Fa eco la Regione Sicilia:  «Considerato che l'istruzione e la formazione professionale sono una forma di contrasto alla disoccupazione, ma anche le risposte più incisive alla domanda di democrazia e di sviluppo economico e sociale, i 289 firmatari chiedono il varo di programmi "Erasmus" e "Leonardo Da Vinci", destinati proprio al bacino del Mediterraneo». Ma il capolavoro è la dichiarazione di Antonino Recca, rettore dell'Università degli Studi di Catania, che giunge a parlare di «mobilità sud/sud», che rappresenterebbe «una formidabile opportunità di ...

La scelta di Raffaele

Scritto da: il 28.10.11 — 0 Commenti
Non me ne voglia il sindaco-senatore (la formula è valida ancora per poche ore, quindi non posso perdere l’occasione di utilizzarla un’ultima volta) di Catania, Stancanelli, se alla scelta di Raffaele preferisco La scelta di Sophie, struggente film del 1982 diretto da Alan Pakula e tratto dall’omonimo romanzo di William Styron. 5 premi Oscar, fra cui quello ad una strepitosa Meryl Streep quale miglior attrice protagonista, e una introspezione da brivido ne fanno sicuramente uno spettacolo più interessante di quello che ai catanesi riserverà questo venerdì sera del giorno 28 ottobre dell’Anno del Signore 2011. La Streep per interpretare quel delicato ruolo imparò il polacco. Si sarà adeguatamente preparato al momento il primo cittadino di Catania? Alle falde dell'Etna tutti gli occhi sono puntati su di lui, almeno qualche prova allo specchio con fogli in mano dovrebbe farla … Per che cosa opterà Stancanelli? Resterà sindaco? Resterà senatore? Rumors sempre più assordanti in una metropoli che vive di gossip politico-giudiziario dicono tutto e il contrario di tutto. Se si andasse per logica, Raffaele Stancanelli dovrebbe restare senatore e dimettersi da sindaco. Così gli ha chiesto di fare Silvio Berlusconi, soprattutto per impedire che il suo posto a Palazzo Madama venga occupato da Nino Strano, uomo di Gianfranco Fini, oggi all’opposizione. Fin qui il ragionamento logico. Ma siccome la politica ha anche una forte componente “alogica”, per non dire irrazionale, ecco che prende pesantemente corpo l’ipotesi che Stancanelli possa restare sindaco di Catania, una città che appare allo stremo delle forze anche a causa – diciamolo chiaro - di una guida che secondo molti non sarebbe all’altezza dei suoi gravissimi problemi. Che Stancanelli rimanga sindaco glielo ha espressamente consigliato Raffaele Lombardo, il presidente della Regione Sicilia, autonomista ormai in assoluta rottura con il Pdl, suo amico di vecchia data, nonché suo “grande elettore”. Lombardo, per ...

V(u)oto di scambio: il caso Lombardo e il silenzio della politica siciliana

Scritto da: il 19.09.11 — 0 Commenti
Al momento la mega inchiesta della Procura di Catania su mafia e politica sembrerebbe essere finita quasi in una bolla di sapone. Per l’indagato eccellente, il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, l’accusa è stata derubricata da concorso esterno in associazione mafiosa a voto di scambio. Per carità, non si tratta di una bazzecola, ma l’ipotesi iniziale degli inquirenti era certo assai più pesante ed il leader autonomista può per ora tirare un bel sospiro di sollievo. Quel che succederà in futuro non è dato sapere (molto dipenderà da chi diverrà nuovo procuratore capo di Catania), ma per il momento il presidente può stare (relativamente) tranquillo e tornare ad occuparsi di quel che meglio gli riesce, ovvero fare politica. Ecco, proprio qui sta il punto, però, nella politica. Che è la grande assente del dibattito degli ultimi giorni. Data la notizia sulla rimodulazione dell’accusa a suo carico e comunicato financo il giorno in cui (il prossimo 14 dicembre) Lombardo dovrà comparire davanti al giudice monocratico, un particolare non può non saltare all’occhio: a parte alcune voci isolate, come quella del senatore democratico Enzo Bianco, dell’europarlamentare Rita Borsellino, sempre del Pd, e della sua collega a Strasburgo Sonia Alfano (Idv), sostanzialmente nessun big della politica isolana è intervenuto. Non una parola su di un fatto, Lombardo a giudizio per voto di scambio, che forse qualche ragionamento lo meriterebbe. Del resto, è da fine marzo 2010, quando la Repubblica ha informato gli italiani dell’indagine in corso su Lombardo, che il Pdl interviene poco sulla vicenda. Vuoi perché il leader nazionale, Silvio Berlusconi, si ritiene un perseguitato dalla Magistratura e quindi di riflesso vede Lombardo come un “collega di sventura”, vuoi per incapacità congenita a capitalizzare le contingenze positive, vuoi perché l’inchiesta Iblis si è rivelata particolarmente ostica da comprendere e “maneggiare”. Risultato: afasìa quasi ...

Russo for President?

Scritto da: il 03.08.11 — 8 Commenti
Sono sempre più incalzanti le voci che danno Massimo Russo, attuale assessore siciliano alla Salute, quale prossimo candidato alla presidenza della Regione in luogo di Raffaele Lombardo, capo incontrastato del Movimento per le Autonomie. Addirittura, fonti autorevoli hanno parlato di Russo come del possibile leader di una sua formazione politica, con tanto di logo e slogan (“La Sicilia ai siciliani”?) già pronti. In alternativa, potrebbe creare una corrente interna all’Mpa, fermo restando che al movimento lombardiano, da quel che si sa, tecnicamente Russo non avrebbe mai aderito. Ora, a prescindere da come la si pensi sulla sua riforma della Sanità o sulla trasformazione del 118 regionale da lui voluta, Massimo Russo, già pm antimafia a Palermo prima di accettare l’incarico di assessore, è un uomo perbene, la cui diretta discesa in campo in politica dovrebbe rassicurare i tanti che reputano, pienamente a ragione, la legalità centrale nell’amministrazione della cosa pubblica. Un magistrato alla guida della Sicilia sarebbe un segnale inequivocabile di cambiamento, una svolta epocale. Come lo sarebbe anche un imprenditore fortemente caratterizzato per il suo impegno antimafia. O una donna con le caratteristiche giuste. Insomma, per chi ha dubbi sull’eticità dell’agire del Raffaele Lombardo pre trionfo 2008, Russo dovrebbe in qualche modo rappresentare una buona garanzia. A torto o a ragione, Lombardo viene ormai da molti considerato una anomalia troppo grande nel panorama politico siciliano. Una candidatura alla presidenza della Regione di Russo in sua vece la risolverebbe in maniera non traumatica. E qui veniamo al nocciolo della questione. L’ipotesi di Massimo Russo a Palazzo d’Orléans quale successore di Raffaele Lombardo quanto è “digeribile” per il leader autonomista? Entro che limiti è una “sua” ipotesi? E in che misura, invece, è una mossa indispensabile sì, ma comunque da lui subita? Insomma, Lombardo non è uomo da fare passi indietro a cuor leggero. Vero ...

Sicilia, si ricompatta la sinistra

Scritto da: il 28.06.11 — 2 Commenti
Alcuni punti fermi assolutamente irrinunciabili, ossia: legalità e lotta alla mafia, lavoro, accoglienza ai migranti, una sanità pubblica veramente al servizio dei cittadini e che non sia bacino elettorale e centro di smistamento di clientele, tutela dell'ambiente. Eppoi i compagni di strada con cui perseguire gli obiettivi, a cominciare da chi si è mobilitato per i referenda, ma anche le associazioni, in primo luogo quelle antimafia,  e i partiti o "pezzi" di partiti, cioè quelle tante persone che ancora sono dentro il Pd e che non gradiscono proprio la scelta di stare al governo con Raffaele Lombardo.  È stato questo il senso dell'assemblea “Il vento cambia anche in Sicilia? Costruiamo l’alternativa a Lombardo e al centrodestra”, svoltasi ieri al Centro Culturale Zo di Catania e promossa dalla Federazione della Sinistra per ragionare su un possibile mutamento/mutazione anche in Sicilia, alla luce dei risultati elettorali delle recenti amministrative. Se è successo a Napoli può accadere anche in Sicilia ed ovunque è prioritaria la lotta alla criminalità organizzata. E infatti all'incontro della Federazione della Sinistra c'erano l'Arci, Libera, Un'altra storia, i vari movimenti per l'acqua pubblica e tante altre realtà dell'associazionismo, a confrontarsi con gli esponenti dei partiti, Rifondazione Comunista FdS, Comunisti italiani-FdS, Socialismo 2000-FdS, Lavoro e Solidarietà, ma anche Italia dei Valori, Sel e, appunto, quella parte del Pd che non si rassegna ad essere subalterna a Raffaele Lombardo e che su di un punto preciso non ha dubbi: con i mafiosi non soltanto non si devono fare affari, ma nemmeno incontrarli. Dunque, da una parte i dati - quelli autorevoli della Banca d'Italia e degli istituti di ricerca - che parlano di una Sicilia allo stremo, dove non si fanno investimenti, dove più del 40% delle famiglie è sulla soglia della povertà e da dove i giovani sono costretti ad andare via, ...

Lombardo si dà al darwinismo: la naturale “evoluzione” dell’entità meridionalista

Scritto da: il 25.06.11 — 0 Commenti
Stati generali dell’Mpa oggi e domani a Catania, al Palaghiaccio. All’ordine del giorno un solo punto, la trasformazione del Movimento per le Autonomie in qualcosa di diverso. “La naturale evoluzione”, la chiamano gli strateghi della formazione lombardiana. Verso che cosa lo si saprà (forse) domani, quando sono previste le conclusioni del leader. Insomma, messe temporaneamente fra parentesi le inchieste, Raffaele Lombardo può tornare con più serenità a ragionare di politica (anche se, ad onor del vero, nell’anno e mezzo circa passato sulla “graticola” dell’indagine Iblis non è che non l’abbia fatto) e cercare di dare concretezza alla “cosa meridionalista”. L’Mpa, anche a causa delle beghe giudiziarie, è un soggetto politico ormai da superare, questo è assodato. Come? In che forme? Il Partito del Sud, ovvero un movimento/partito sudista unitario speculare alla Lega Nord, sarebbe l’optimum, ma crearlo non è semplice, non solo per questioni di copyright del prezioso brand. Ormai le sigle che si ispirano al Meridione sono molte e la confusione regna sovrana. Da Forza del Sud di Gianfranco Micciché a Noi Sud di Enzo Scotti a Io Sud di Adriana Poli Bortone. Più una miriade di partitini sparsi per lo Stivale e le tante formazioni sarde, alcune anche dalla storia nobile (come il Partito Sardo d’Azione). In tale caos, Micciché sta portando avanti una intelligente strategia aggregativa, dalla quale però l’Mpa di Lombardo finora è fuori. A questo punto, l’esigenza principale del presidente della Regione Sicilia è dichiaratamente quella di facce nuove per il suo movimento. «Serve un’evoluzione», ha dichiarato Lombardo, «e bisogna selezionare una classe dirigente nuova che si caratterizzi per la militanza». Non più quindi, una ridondanza di quadri dirigenti e “colonnelli” vari, ma militanti di base che credano sul serio ad un progetto. Un progetto, va da sé, che sia un’idea precisa di Sicilia e di Sud. ...

Catania, caso “La Tenutella”: ma perché tutta questa fretta?

Scritto da: il 08.06.11 — 3 Commenti
L’ennesimo mega centro commerciale di Catania è pronto: dopo un lungo iter di costruzione, con intoppi vari ed eventuali (incluso finire nell'inchiesta Iblis sui rapporti mafia-politica della Procura della Repubblica di Catania, quella che vede principale indagato il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo), "La Tenutella", per l'occasione ribattezzato "Centro Sicilia", apre venerdì 10. Pubblicità consistente in giro per la città, accurato lancio stampa preparato per tempo, manifesti 6 x 3 nei punti strategici ... Soltanto che proprio oggi vi è l'udienza del Tar etneo che deve decidere su di una sospensiva e non si può non notare la fretta dei gestori del centro nell'inaugurare. Una mossa che il presidente di Confcommercio Sicilia, Pietro Agen, ha definito «quanto meno avventata» in una intervista a mia firma pubblicata sul numero odierno di MF Sicilia. Non si poteva aspettare qualche settimana? E se il Tar dovesse dare ragione a Confcommercio? Insomma, il solito problema del Sud Italia, l'inusualità di talune scelte che, seppur legalissime, finiscono col risultare inopportune. Ora non resta che attendere con serenità l'esito della richiesta di sospensiva avanzata dall'associazione di categoria dei commercianti. Ma il caso in sé ormai è stato creato. Proprio per la troppa fretta di una inaugurazione che un altro po' avrebbe di certo potuto attendere.  

Lombardo (fin troppo) Confidential

Scritto da: il 04.06.11 — 2 Commenti
Quando si trova a parlare con la stampa, sempre più spesso il presidente della Regione Sicilia, l'autonomista Raffaele Lombardo, finisce col dire all'interlocutore più - a volte ben più - di quanto gli sarebbe utile dire. È il caso dell'intervista apparsa stamattina sul quotidiano di Catania La Sicilia a firma di Tony Zermo, nella quale Lombardo, prima ancora di dichiarare che piuttosto d'essere rinviato a giudizio dal Gip per l'inchiesta Iblis preferirebbe chiedere o il rito abbreviato o il processo immediato (segno in sé di una certa apprensione del leader sicilianista, non certo di forza e serenità d'animo), si lascia andare ad alcune considerazioni sul suo neoconsulente, l'esperto ex poliziotto Gioacchino Genchi, che avranno fatto maledire a quest'ultimo il momento in cui ha accettato l'incarico. Dichiara Lombardo a Zermo: «Ho preso Genchi perché è un mago. Anni fa in Calabria mi fece sentire la conversazione che avevo avuto con Saladino della Compagnia delle Opere che era stato inquisito da De Magistris. Lo fece in pochi minuti manovrando un aggeggio e mi impressionò». Ora, non vorrei sbagliarmi, ma con tale dichiarazione non ha rivelato una palese violazione di segreto istruttorio? L'inchiesta di de Magistris nel momento in cui Genchi ha (avrebbe?) fatto ascoltare l'intercettazione a Lombardo era ancora in corso? Genchi è persona serissima, quindi sono certo di no, ma fare chiarezza in merito non sarebbe male ... In ogni caso, non vorrei sbagliarmi bis, ma l'ottimo Genchi, che personalmente stimo molto, non ha sempre dichiarato nei vari processi in cui è stato coinvolto di non aver mai fatto intercettazioni, ma di aver soltanto incrociato dati e tabulati telefonici vari? Se non erro (again) è stata questa per molto tempo la sua linea difensiva. Oggi spazzata via da Lombardo con una semplice innocente (?) intervista ... Raffaele Lombardo
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple