Tutti gli articoli su Roma

Catania, l’inganno delle primarie

Scritto da: il 25.03.13 — 11 Commenti
Catania è da anni nella morsa di una crisi economica lancinante e di una criminalità che sta rendendo quotidiana normalità l'abusivismo e lo sprezzo di ogni regola da parte dei violenti. Catania è una città in piena recessione, che tocca con mano il tracollo del commercio, che vede ogni giorno avanzare nuove forme di povertà. Catania, diciamolo chiaro, è una città allo stremo, ad appena qualche passo da uno scenario argentino. Eppure nel centrosinistra il dibattito politico ruota tutto attorno alla richiesta di alcuni di primarie per la scelta del candidato sindaco per le prossime elezioni di fine maggio. Ossia, rispetto agli immani problemi della gente, ruota tutto attorno al nulla. Personalmente, sono contrario in maniera radicale alle primarie. Proverò a spiegare perché. La Sicilia, e segnatamente Catania, a lungo cuore del sistema di potere di Raffaele Lombardo, sono realtà sicuramente anomale, con uno sviluppo umano, sociale ed economico indietro di decenni al confronto di altre aree d'Italia e d'Europa. Il rischio di infiltrazioni "esterne" alle primarie del Partito democratico e/o del centrosinistra è quindi sempre consistente. Inutile negarlo, il sistema di controllo del Pd è permeabilissimo, tanto che più che primarie sarebbe bene chiamare le consultazioni dei democratici caucus, diverso istituto americano, meno rigido. Ma facciamo un esempio pratico. Io ("battitore libero" di sinistra estrema, cattolico con notorie consolidate amicizie trasversali nella destra politica etnea, nella sinistra e nella galassia delle associazioni di categoria, mai - dico mai - che abbia una volta nella vita votato Pd a qualsivoglia elezione) ho votato SEMPRE alle primarie democratiche ... Ho votato (non mi ricordo per chi) all'esordio delle primarie tanti anni fa (ancora vivevo a Roma), a Catania ho votato per Bersani segretario nazionale, ho votato per la segreteria regionale, per Bersani vs Renzi e per (far finta di) scegliere i candidati a ...

Pd siciliano, una proposta oltre il caos

Scritto da: il 28.05.12 — 0 Commenti
L'attesa, discussa, combattuta assemblea regionale del Partito Democratico siciliano ieri ha fornito uno spettacolo indegno di una formazione che, almeno nelle premesse, è il frutto della migliore idea politica mai sorta in Italia dal referendum che la volle Repubblica. Clima tesissimo, da vera e propria resa dei conti fra "bande" rivali, e soluzione finale di compromesso (il "direttorio" da affiancare al segretario Giuseppe Lupo) che confermano un chaos difficile da ricondurre a kosmos, davvero difficile. Perdura, quindi, l'anomalia Pd in Sicilia (oltre che nel resto del Paese, ma questo è un discorso diverso), che rischia di passare dal 7.75% alle recentissime elezioni per il Consiglio comunale di Palermo a un risultato inferiore al 5% che lo escluderebbe dall'Assemblea Regionale Siciliana. Uno scenario che non è fantapolitico, ma realistico, tanto che i democratici stanno già febbrilmente ragionando sulle alleanze possibili, onde garantirsi dal tracollo eventuale, dovuto (ormai non vi è ombra di dubbio in merito) all'innaturale appoggio alla giunta Lombardo, digerito malissimo dall'elettorato di riferimento. A questo punto, un caro amico catanese, di cui per motivi di privacy non faccio il nome, esponente della sinistra più razionale della città, ha avuto una idea che mi sento di rilanciare come proposta alla dirigenza regionale democratica. Per recuperare credibilità agli occhi dell'elettorato, al Pd serve una decisione drastica: impedire che alle prossime elezioni regionali si ricandidino nel partito gli attuali rappresentanti a Palazzo dei Normanni. Che saltino tutti "un giro", per così dire, i protagonisti del caos di questi anni, sia quelli pro che quelli contro il sostegno al governo Lombardo. Si otterrebbe l'immediato svecchiamento dei consiglieri ... pardon, deputati regionali, nonché un raffreddamento sicuro dello scontro interno e forse la possibilità (certo, evitando accuratamente di presentarsi ad ottobre alleati dell'Mpa) di recuperare il rapporto con l'elettorato. Si tratterebbe di una particolare forma di "rottamazione", non indolore, ...

Crisi, per uscirne occorre mettere l’uomo giusto al posto giusto a tutti i livelli

Scritto da: il 01.11.11 — 0 Commenti
Anche oggi i mercati internazionali hanno perso terreno in maniera considerevole. Ha dominato l'effetto Grecia in tutta l'eurozona, con la Borsa di Milano sprofondata (ha ceduto il 6.8%, una delle peggiori sedute dal tracollo della Lehmann Broters nel settembre del 2008, pari a 22 miliardi di euro bruciati) e con Parigi e Francoforte che hanno perso rispettivamente il 5.38% ed il 5%. Spread Btp-Bund a 459, ma sotto pressione anche i titoli bancari, con Unicredit e Intesa-San Paolo a lungo sospesi per eccesso di ribasso (alla fine, -14.22% per UniCredit e -15.65% per Intesa). Insomma, è stato l'ennesimo giorno di (ormai) ordinaria follia sui mercati. È utile chiedersi ancora perché? Posto che la responsabilità di quanto sta accadendo non è possibile addossarla per intero alla speculazione internazionale (che ha un suo ruolo sì, ma entro certi limiti), è evidente come la situazione corrente sia l'esito di una serie di concause. Probabilmente, oltre 20'anni dopo il crollo del cosiddetto socialismo reale, il capitalismo è anch'esso a fine ciclo. Il che sta accadendo anche - coincidenza terribile - in un momento di leadership nazionali e globali non all'altezza della situazione. Obama non è Clinton, Sarkozy non è Mitterrand, Berlusconi non è Spadolini, la Merkel non è Kohl, Barroso non è Delors. Bisogna prenderne atto. Ovvio che ormai i problemi delle città italiane sono irrisolvibili se non a livello centrale a Roma, così come i problemi italiani sono irrisolvibili se non a livello centrale a Bruxelles e quelli europei sono irrisolvibili se non a livello globale. Detto questo, è chiaro che il nostro Paese, lo scrivo da mesi e mesi, paga sempre più una crisi di credibilità senza precedenti per l'Italia repubblicana. Ma non è che Europa ed Usa stiano poi tanto meglio. Ad esempio, vien da chiedersi che senso abbia aver istituito la figura di ...

Sentenza Consulta su incompatibilità sindaco-parlamentare, ecco il testo

Scritto da: il 21.10.11 — 2 Commenti
SENTENZA N. 277 ANNO 2011 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Alfonso QUARANTA Presidente - Alfio FINOCCHIARO Giudice - Franco GALLO - Luigi MAZZELLA - Gaetano SILVESTRI - Giuseppe TESAURO - Paolo Maria NAPOLITANO - Giuseppe FRIGO - Alessandro CRISCUOLO - Paolo GROSSI - Giorgio LATTANZI - Aldo CAROSI - Marta CARTABIA  ha pronunciato la seguente  SENTENZA  nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari); della legge della Regione siciliana 24 giugno 1986, n. 31 (Norme per l’applicazione nella Regione siciliana della legge 27 dicembre 1985, n. 816, concernente aspettative, permessi e indennità degli amministratori locali. Determinazione delle misure dei compensi per i componenti delle commissioni provinciali di controllo. Norme in materia di ineleggibilità e incompatibilità per i consiglieri comunali, provinciali e di quartiere); della legge della Regione siciliana 26 agosto 1992, n. 7 (Norme per l’elezione con suffragio popolare del Sindaco. Nuove norme per l’elezione dei consigli comunali, per la composizione degli organi collegiali dei comuni, per il funzionamento degli organi provinciali e comunali e per l’introduzione della preferenza unica) e della legge della Regione siciliana 15 settembre 1997, n. 35 (Nuove norme per la elezione diretta del Sindaco, del Presidente della Provincia, del Consiglio comunale e del Consiglio provinciale), promosso dal Tribunale civile di Catania nel procedimento vertente tra Salvatore Battaglia e Raffaele Stancanelli ed altri, con ordinanza del 10 dicembre 2010, iscritta al n. 46 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 12, prima serie speciale, dell’anno 2011. Visti l’atto di costituzione di Salvatore Battaglia nonché gli atti di intervento della Regione siciliana e del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell’udienza pubblica del 20 settembre 2011 il Giudice relatore Paolo Grossi; uditi gli avvocati Antonio Catalioto per Salvatore Battaglia, Paolo Chiapparrone per la Regione siciliana e l’avvocato dello Stato Maurizio Borgo per il Presidente ...

Russo for President?

Scritto da: il 03.08.11 — 8 Commenti
Sono sempre più incalzanti le voci che danno Massimo Russo, attuale assessore siciliano alla Salute, quale prossimo candidato alla presidenza della Regione in luogo di Raffaele Lombardo, capo incontrastato del Movimento per le Autonomie. Addirittura, fonti autorevoli hanno parlato di Russo come del possibile leader di una sua formazione politica, con tanto di logo e slogan (“La Sicilia ai siciliani”?) già pronti. In alternativa, potrebbe creare una corrente interna all’Mpa, fermo restando che al movimento lombardiano, da quel che si sa, tecnicamente Russo non avrebbe mai aderito. Ora, a prescindere da come la si pensi sulla sua riforma della Sanità o sulla trasformazione del 118 regionale da lui voluta, Massimo Russo, già pm antimafia a Palermo prima di accettare l’incarico di assessore, è un uomo perbene, la cui diretta discesa in campo in politica dovrebbe rassicurare i tanti che reputano, pienamente a ragione, la legalità centrale nell’amministrazione della cosa pubblica. Un magistrato alla guida della Sicilia sarebbe un segnale inequivocabile di cambiamento, una svolta epocale. Come lo sarebbe anche un imprenditore fortemente caratterizzato per il suo impegno antimafia. O una donna con le caratteristiche giuste. Insomma, per chi ha dubbi sull’eticità dell’agire del Raffaele Lombardo pre trionfo 2008, Russo dovrebbe in qualche modo rappresentare una buona garanzia. A torto o a ragione, Lombardo viene ormai da molti considerato una anomalia troppo grande nel panorama politico siciliano. Una candidatura alla presidenza della Regione di Russo in sua vece la risolverebbe in maniera non traumatica. E qui veniamo al nocciolo della questione. L’ipotesi di Massimo Russo a Palazzo d’Orléans quale successore di Raffaele Lombardo quanto è “digeribile” per il leader autonomista? Entro che limiti è una “sua” ipotesi? E in che misura, invece, è una mossa indispensabile sì, ma comunque da lui subita? Insomma, Lombardo non è uomo da fare passi indietro a cuor leggero. Vero ...

Nessun attacco all’Europa o all’Italia, è solo l’incapacità dei governanti

Scritto da: il 19.07.11 — 0 Commenti
Dicono alcuni analisti che si è di fronte ad «un attacco speculativo senza precedenti al sistema Europa». A Roma e Milano addirittura indaga la Magistratura su tali presunti atti di speculazione. Mi si consenta di continuare ad essere molto perplesso in merito a tale semplicistica spiegazione. Non sarebbero quindi le più che discutibili scelte della Bce, l'incapacità di molti governi europei e l'inutilità della Obanomics a stare affossando l'Occidente. No, sarebbe un attacco speculativo. Come sempre in questi casi, si cerca un colpevole dall'esterno. Il che è un atteggiamento assai discutibile ed infantile, a mio avviso. In tal modo, ovvio, si deresponsabilizzano Bruxelles, Roma, Atene, Dublino, Lisbona, Washington et alia. E si fa poco o nulla per invertire la rotta, mentre in primo luogo bisognerebbe mettere sul "banco degli imputati" Jean-Claude Trichet. Va bene che è in scadenza di incarico e che tutte le speranze sono ormai riposte in Mario Draghi che a breve prenderà il suo posto, ma non si può più permettere che l'economista transalpino accumuli errori su errori come il recente scellerato aumento dei tassi d'interesse. Deve per forza fare danni fino all'ultimissimo giorno di mandato? Quanto ai governi europei, possibile che nessuno si renda conto di come scandali, litigiosità fra alleati, instabilità interna e tensioni sociali minino oltre misura la credibilità di un Paese, rendendolo debole ed esposto a qualsivoglia rischio di "fluttuazione" del suo rating (giusto o sbagliato che sia tale sistema di valutazione, per carità ...) ed alle ovvie relative conseguenze? Il premier Silvio Berlusconi, per fare un esempio a noi vicino, è così certo che i ripetuti risultati negativi di Piazza Affari siano il risultato di una speculazione che viene da lontano? Evitare, ad esempio, gli scandali che hanno reso l'Italia lo zimbello del mondo non sarebbe forse stato meglio per la solidità della nostra ...

La nuova Storia di Karol il Grande

Scritto da: il 30.04.11 — 0 Commenti
Il lunghissimo pontificato di Karol Wojtyla (il più lungo dopo quello di Pio IX) è coinciso con un periodo tragicamente convulso della Storia umana. Ma Giovanni Paolo II, che già alcuni chiamano Magno, è riuscito a non subire il flusso degli eventi, tutt’altro. Lo ha cavalcato e spesso gli ha dato forma. La politica estera della Santa Sede nei ventisette anni di regno di Karol Wojtyla è stata portata avanti attraverso gesti concreti, in primo luogo i numerosissimi viaggi apostolici, ma anche attraverso le clamorose dichiarazioni e le richieste di perdono che tanto scalpore hanno suscitato. L’era Wojtyla è stata inaugurata con il trionfale ritorno in Polonia, grande segnale di forza lanciato alle autorità del blocco comunista. Dal 2 al 10 giugno del 1979, appena otto mesi dopo l’elezione al soglio pontificio, Wojtyla rientrava nel suo martoriato Paese per ridare ai polacchi la speranza in un futuro di libertà. In una storica omelia in piazza della Vittoria, a Varsavia, afferma: “Non è possibile capire la storia della nazione polacca senza Cristo”. Sarà l’inizio della fine per l’intera galassia del socialismo reale. Questo primo viaggio nella terra natale avviene in un frangente tragico per il suo popolo. Basta vedere il meraviglioso “Decalogo” del regista Krzysztof Kieslowki per rendersi conto dell’opprimente grigiore della Polonia di quegli anni. Una Polonia che, al pari degli altri Paesi del Patto di Varsavia, anelava alla libertà e sfioriva, moriva per la sua assenza. Perché non di solo pane ha bisogno l’uomo (e i polacchi ben sanno quanto allora mancasse il pane), ma soprattutto d’esser libero. Con accanto il fedele assistente personale Stanislaw Dziwisz ed il segretario di Stato Agostino Casaroli, diplomatico di immensa caratura cui si devono molte delle scelte più lungimiranti della Santa Sede in campo internazionale, Karol Wojtyla ha quindi iniziato a smantellare l’immenso gulag che era l’Europa ...

Rideva delle vittime del terremoto, ora tenta il suicidio: nessuna pietà per Piscicelli

Scritto da: il 01.04.11 — 2 Commenti
Mi lascia assai indifferente la notizia del tentato suicidio di Francesco Maria De Vito Piscicelli, il costruttore campano dall'improbile nome assurto al disonore delle cronache qualche tempo fa per l'intercettazione nella quale affermava, sghignazzando al telefono con il cognato Pierfrancesco Gagliardi, di avere riso dopo il sisma dell'Aquila di fronte alla prospettiva di concludere nuovi affari sulla ricostruzione del post-terremoto (fatto poi da lui stesso smentito, come se si potesse smentire una intercettazione!). Piscicelli pare abbia tentato di togliersi la vita mercoledì sera nel suo ufficio romano di via Margutta ingoiando un intero flacone di tranquillanti. Per lui, in tutta franchezza, non provo nessuna pietà. Spero solo che sopravviva per scontare, ad indagini e processi conclusi, le (eventuali) pene cui sarà (probabilmente) condannato.

Galan e i festival del cinema in Italia

Scritto da: il 25.03.11 — 1 Commento
La prima mossa di Giancarlo Galan da ministro della Cultura è clamorosa: un attacco frontale alla Festa del Cinema di Roma. Per il manager patavino l'Italia dovrebbe avere un solo festival cinematografico, quello di Venezia. Personalmente lo dico da anni ed oggi non posso che apprezzare la presa di posizione di Galan. Certo, però, che cancellare la kermesse romana non sarà semplice, né indolore. L'idea di Walter Veltroni - che da sindaco di Roma volle fortemente il Festival capitolino, poi divenuto Festa - era da fermare subito. Si trattava di una proposta debole ed inconsistente, una idea semplicemente sbagliata, ad di là della collocazione a destra, al centro o a sinistra di chi l'ha espressa. Ho difficoltà anche solo ad ipotizzare la scena di un sindaco di Parigi che immagini di far concorrenza a Cannes organizzando un suo festival parallelo di grande respiro internazionale, così come ha fatto Veltroni. Sarebbe sommerso dalle critiche. Ora però, dopo parecchi anni di attività della struttura romana, il pensiero deve innanzitutto andare a chi lavora attorno alla Festa. Che ha anche sviluppato un indotto considerevole. Insomma, è verissimo che il festival del cinema italiano per antonomasia è quello di Venezia, su cui occorrerebbe puntare tutte le energie e che, come detto da Galan «è strampalata la concorrenza di Roma». Ma ormai la Festa del Cinema romana è una realtà, con una sua economia e tanta gente che vi lavora. In tempi di crisi come questi abolirla avrebbe effetti drammatici per molte persone. Basta e avanza la sacrosanta critica espressa dal ministro. La Festa è una pirlata, ma ormai tocca tenercela. Giancarlo Galan

Arriva in libreria l’intera saga del mondo di Oz

Scritto da: il 25.03.11 — 1 Commento
Anche l'asfittica editoria italiana, dove solo i piccoli editori sembrano avere idee e coraggio, ogni tanto fa qualche operazione di grande respiro culturale. Una di queste viene dalla Robin di Roma, che manderà in libreria la serie completa delle avventure del Mago di Oz di Frank L. Baum. L'opera sarà curata da Sergio Calderale e si avvarrà di una traduzione nuova di zecca di Cecilia Martini e delle illustrazioni originali a colori di Lilia Munasypova. Da oltre un secolo le splendide atmosfere del celebre romanzo Il mago di Oz incantano milioni di bambini (e non solo) che, in compagnia di Dorothy e dei suoi strampalati e magici amici, percorrono il sentiero di mattoni gialli alla ricerca del grande e fantomatico mago di Oz per poter, così, realizzare i loro desideri. Non tutti sanno, però, che il padre di questo racconto, l’americano Frank L. Baum, scrisse altri tredici romanzi ambientati nel regno di Oz e che alla sua morte altri autori continuarono la serie. Ad oggi si contano un totale di 26 testi "ufficiali". Ora la Robin Edizioni "vara" la pubblicazione della serie completa e inedita in Italia dei 14 romanzi scritti da Baum. A fine marzo uscirà il primo della serie, il celeberrimo Il Mago di Oz, appunto (costo 16 euro). Seguiranno Il meraviglioso regno di Oz e Ozma, regina di Oz, due incredibili avventure in cui la piccola Dorothy incontrerà vecchi e nuovi amici con i quali affrontare altre avventure. Ai primi 3 libri, che usciranno (nella collana "La Biblioteca dei figli" ) tra marzo e aprile 2011, seguiranno gli altri con scadenza bimestrale. Il primo romanzo completamente inedito in Italia uscirà i primi di luglio. Per l’occasione, inoltre, la Robin sta realizzando un apposito sito web che sarà on-line all’uscita del libro. Al suo interno notizie, giochi e concorsi intorno ...

Crisi a Lisbona, rischi per tutta Europa

Scritto da: il 24.03.11 — 0 Commenti
Com'era nell'aria da settimane, il primo ministro portoghese, il socialista José Socrates, si è dimesso, non essendo riuscito a far passare in Parlamento il nuovo piano di austerity ideato dal suo governo di minoranza. A questo punto il Portogallo dovrà necessariamente chiedere aiuto al Fondo europeo (Efsf), come è fatto da Grecia ed Irlanda, nonché al Fondo Monetario Internazionale. Il fallimento di Socrates non dovrebbe lasciarci indifferenti, perché potrebbe avere conseguenze davvero per l'Europa intera. Già il no dei deputati lusitani al piano di salvataggio, per così dire, ha pesato sull'andamento dell'euro, che in poche ore è sceso di più di un punto sul dollaro (sotto quota 1.41). Inoltre, il terzo Stato membro dell'Ue che va vicino al default non può che preoccupare tutti i soci del "club". Perché il "salvataggio" costa ad ognuno. Ma anche perché in sé e per sé la vicenda è un ulteriore (bruttissimo) campanello d'allarme per altri Stati. Dopo Atene, Dublino e Lisbona, infatti, potrebbe prima o poi arrivare il turno di Budapest, Bruxelles (intesa come capitale dell'entità statale in disfacimento denominata Belgio), Roma e fors'anche Madrid. Basterebbero i soldi del fondo speciale per venire in soccorso di tutti? Francamente credo di no. Dio non voglia, ma quello del tracollo economico definitivo di uno Stato membro dell'Ue sarebbe davvero il giorno peggiore per il sogno europeo. José Socrates

Pasticcio libico/3 Sul chi deve comandare l’operazione ormai siamo alla farsa

Scritto da: il 22.03.11 — 1 Commento
Davvero è avvilente vedere come, mentre in Libia si vive la tragedia di una guerra civile spaventosa, in Europa si respiri sull'argomento un clima da farsa, con divisioni su tutto. L'Italia non gradisce la guida di Francia e Gran Bretagna e chiede che la Odissey Dawn sia gestita dalla Nato. Nella Nato il socio Turchia è (con una serie di comprensibili ragioni) contrario all'operazione. Il premier italiano Berlusconi si dice addolorato per Gheddafi (che forse nei bombardamenti ha prerso un figlio ... Forse ...) e manda in missione aerei che non bombardano. Davvero c'è da rotolarsi per terra dal ridere. Ma un caccia che parte dall'Italia ed arriva in Libia che fa se non tira missili? Evidentemente le istruzioni per il pilota sono di dare un'occhiata giù, fare "ciao" con la manina e rientrare alla base. Nel mentre, in Russia litigano fra di loro il premier (ex presidente) Putin ed il suo (ormai ex?) delfino (oggi presidente) Medvedev: il potentissimo ex agente del Kgb minaccia fuoco e fulmini sulla vicenda libica e parla di «crociata medievale» e l'inquilino (molto) pro tempore del Cremlino lo frena indignato. L'unica presa di posizione seria viene (come sempre) da un Paese nordico (che, per inciso, non fa parte dell'Unione Europea). La Norvegia, membro Nato, ha chiaramente detto che in questa confusione lascerà a terra i suoi caccia fino a quando non sarà deciso a chi affidare il comando delle operazioni. Roma quasi sta per fare la stessa cosa. Sola che prima ci siamo coperti di ridicolo. Muhammar Gheddafi

Pillole di veleno

Scritto da: il 20.03.11 — 12 Commenti
Dalla stampa di oggi leggo e brevissimamente commento alcune "perle". Se l'idea piace ai miei lettori proseguo. Altrimenti nisba. Bossi all'attacco: «Alcuni ministri parlano a vanvera» (La Sicilia, p. 4). Detto dal campione mondiale del rutto libero al bar dello sport ... Berlusconi ai giovani: «Mi date la forza di andare avanti» (La Sicilia, p. 8). Un lapsus ... Ovviamente si riferiva ALLE giovani ... Tracce di radioattività nell'acqua di Tokio (La Stampa, p. 14). In quella di Roma, Napoli o Catania non ci voglio nemmeno pensare ... Il padre di una delle piccole vittime dell'asilo di Casarile (Milano): «Se le prendo le scuoio» (la Repubblica, p. 27). Fammi un fischio che t'aiuto ... «Forse non ci sono riuscito perché il cane ci guardava» (pubblicità sulla lotta all'impotenza maschile un po' su tutte le testate e le tv). Non ti preoccupare, qualcuno che se la tromba lo trova di sicuro ... Andiamo in Sicilia. Raffaele Lombardo lancia il nuovo (si fa per dire ...) partito post Mpa: «Alleanze? Mai con Berlusconi». Proprio non glielo vuole dare 'sto Ministero ... Una nipponica sposata con un catanese da anni in Sicilia: «Lontana dal mio Giappone tremo per i miei cari esposti al rischio nucleare» (La Sicilia, p. 38 dell'edizione di Catania). Fammi capire ... TU SEI A CATANIA, vivi praticamente in mezzo ai cannibali e tremi per i tuoi che sono a HOKKAIDO? Ma pensa al terrore in cui li hai gettati venendo a stare qua, piuttosto ...  
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple