Tutti gli articoli su sindaco

Catania, l’inganno delle primarie

Scritto da: il 25.03.13 — 11 Commenti
Catania è da anni nella morsa di una crisi economica lancinante e di una criminalità che sta rendendo quotidiana normalità l'abusivismo e lo sprezzo di ogni regola da parte dei violenti. Catania è una città in piena recessione, che tocca con mano il tracollo del commercio, che vede ogni giorno avanzare nuove forme di povertà. Catania, diciamolo chiaro, è una città allo stremo, ad appena qualche passo da uno scenario argentino. Eppure nel centrosinistra il dibattito politico ruota tutto attorno alla richiesta di alcuni di primarie per la scelta del candidato sindaco per le prossime elezioni di fine maggio. Ossia, rispetto agli immani problemi della gente, ruota tutto attorno al nulla. Personalmente, sono contrario in maniera radicale alle primarie. Proverò a spiegare perché. La Sicilia, e segnatamente Catania, a lungo cuore del sistema di potere di Raffaele Lombardo, sono realtà sicuramente anomale, con uno sviluppo umano, sociale ed economico indietro di decenni al confronto di altre aree d'Italia e d'Europa. Il rischio di infiltrazioni "esterne" alle primarie del Partito democratico e/o del centrosinistra è quindi sempre consistente. Inutile negarlo, il sistema di controllo del Pd è permeabilissimo, tanto che più che primarie sarebbe bene chiamare le consultazioni dei democratici caucus, diverso istituto americano, meno rigido. Ma facciamo un esempio pratico. Io ("battitore libero" di sinistra estrema, cattolico con notorie consolidate amicizie trasversali nella destra politica etnea, nella sinistra e nella galassia delle associazioni di categoria, mai - dico mai - che abbia una volta nella vita votato Pd a qualsivoglia elezione) ho votato SEMPRE alle primarie democratiche ... Ho votato (non mi ricordo per chi) all'esordio delle primarie tanti anni fa (ancora vivevo a Roma), a Catania ho votato per Bersani segretario nazionale, ho votato per la segreteria regionale, per Bersani vs Renzi e per (far finta di) scegliere i candidati a ...

“‘Mburugghia peri”, il nuovo gioco di società dei catanesi

Scritto da: il 08.02.13 — 6 Commenti
Da qualche mese, con l'avvicinarsi delle elezioni amministrative, si è diffuso a Catania un gioco di società che alcuni (ma comprensibilmente non tutti) considerano assai simpatico: insieme a taluni amici l'ho battezzato 'mburugghia peri, ossia "lega piedi", da 'mburugghiari, che in catanese vuol dire, appunto, ingarbugliare, legare e, per traslato, ostacolare. In che cosa consiste? Semplice, individuato un candidato forte di uno schieramento per le prossime amministrative, dalla sua area di appartenenza si lanciano (o vengono lanciati) altri candidati con l'unico scopo di dare fastidio al rivale (+/-) interno. E così, da tempo, essendo nota l'intenzione di Enzo Bianco, senatore Pd di un certo peso politico, di correre per il ruolo di primo cittadino etneo, hanno cominciato a scaldare i motori Giuseppe Berretta (deputato nazionale democratico, cui va comunque dato atto di accarezzare da anni, almeno dal 2009, il sogno di una candidatura a Palazzo degli Elefanti), Maurizio Caserta (ordinario di Economia politica in città, validissimo tecnico che da sindaco studia da circa un anno e mezzo) e, new entry di qualche mese fa, Marisa Acagnino (magistrato, vicina al presidente delle Regione Siciliana, Rosario Crocetta). Tutti palesi 'mburugghiaperi di Enzo Bianco. Ma non si creda che a destra non vi sia la medesima passione ludica. C'è, c'è ... L'incumbent Raffaele Stancanelli (amico dal liceo di Raffaele Lombardo) da tempo guerreggia con la nomenklatura del Pdl siciliano e catanese (fieramente avversa a Lombardo, salvo non muovere un dito per impedire lo scempio dell'accordo Pdl-Mpa che porterà al Senato l'ex presidente della Regione, imputato coatto per concorso esterno in associazione di stampo mafiosa). Dopo la sconfitta alle elezioni regionali sono volate parole grosse fra Stancanelli e Firrarello/Castiglione e ora che il sindaco (ex senatore) ha lasciato il Popolo della Libertà per Fratelli d'Italia l'occasione è ghiotta per 'mburugghiari i peri anche a lui, complicandogli ...

Sicilia, il futuro è nel destracentro?

Scritto da: il 16.06.12 — 8 Commenti
Pomeriggio intenso e ricco di spunti, proposte e novità come non si vedeva da tempo quello di ieri per la politica siciliana. Proverò a farne una cronaca, fermo restando che su Twitter e Facebook ho "postato" le news in tempo reale, man mano che venivano fuori. La notizia più importante è certo l'endorsement di Adolfo Urso a Nello Musumeci. Il leader di Fareitalia ha infatti proposto la candidatura di Musumeci, vicesegretario nazionale de La Destra e indimenticato coprotagonista della cosiddetta Primavera di Catania, alla presidenza della Regione Sicilia. L'occasione è stato il meeting "Dal territorio una nuova alleanza per la Sicilia", evento di presentazione da parte di Fareitalia di Alleanzasicilia, al Palazzo della Cultura di Catania, con il sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale (che ha lanciato la sua nuova sigla, Territorio), il presidente della Provincia di Enna, Giuseppe Monaco, il coordinatore regionale di Fareitalia, Giuseppe Scalia, quello provinciale etneo, Fabio Fatuzzo, e - ovviamente - lo stesso Musumeci. Ragionando sulle prossime elezioni regionali di fine ottobre, Urso ha parlato di «un nuovo rassemblement civico che promuova un governo di emergenza con un programma di riforme radicali che faccia risorgere la Sicilia dal baratro in cui è precipitata. Nello Musumeci può essere un candidato capace di interpretare l'esigenza di buon governo e di cambiamento: buoni amministratori e società civile, buona politica e impresa. Devono scendere in campo le energie migliori a prescindere dagli schieramenti». Ben consapevole di come le sigle partitiche degli ultimi anni siano del tutto usurate, Urso ha puntato l'attenzione sull'opportunità di costituire una lista civica «aperta a tutti, anche se non sarà una scialuppa di salvataggio. Non candideremo nessuno dei deputati uscenti e ovviamente nessun indagato. Liste pulite fatte di giovani, donne e uomini liberi e forti». Dal canto suo, Nello Musumeci sulla proprosta di Urso ha semplicemente replicato che ...

La scelta di Raffaele

Scritto da: il 28.10.11 — 0 Commenti
Non me ne voglia il sindaco-senatore (la formula è valida ancora per poche ore, quindi non posso perdere l’occasione di utilizzarla un’ultima volta) di Catania, Stancanelli, se alla scelta di Raffaele preferisco La scelta di Sophie, struggente film del 1982 diretto da Alan Pakula e tratto dall’omonimo romanzo di William Styron. 5 premi Oscar, fra cui quello ad una strepitosa Meryl Streep quale miglior attrice protagonista, e una introspezione da brivido ne fanno sicuramente uno spettacolo più interessante di quello che ai catanesi riserverà questo venerdì sera del giorno 28 ottobre dell’Anno del Signore 2011. La Streep per interpretare quel delicato ruolo imparò il polacco. Si sarà adeguatamente preparato al momento il primo cittadino di Catania? Alle falde dell'Etna tutti gli occhi sono puntati su di lui, almeno qualche prova allo specchio con fogli in mano dovrebbe farla … Per che cosa opterà Stancanelli? Resterà sindaco? Resterà senatore? Rumors sempre più assordanti in una metropoli che vive di gossip politico-giudiziario dicono tutto e il contrario di tutto. Se si andasse per logica, Raffaele Stancanelli dovrebbe restare senatore e dimettersi da sindaco. Così gli ha chiesto di fare Silvio Berlusconi, soprattutto per impedire che il suo posto a Palazzo Madama venga occupato da Nino Strano, uomo di Gianfranco Fini, oggi all’opposizione. Fin qui il ragionamento logico. Ma siccome la politica ha anche una forte componente “alogica”, per non dire irrazionale, ecco che prende pesantemente corpo l’ipotesi che Stancanelli possa restare sindaco di Catania, una città che appare allo stremo delle forze anche a causa – diciamolo chiaro - di una guida che secondo molti non sarebbe all’altezza dei suoi gravissimi problemi. Che Stancanelli rimanga sindaco glielo ha espressamente consigliato Raffaele Lombardo, il presidente della Regione Sicilia, autonomista ormai in assoluta rottura con il Pdl, suo amico di vecchia data, nonché suo “grande elettore”. Lombardo, per ...

Sentenza Consulta su incompatibilità sindaco-parlamentare, ecco il testo

Scritto da: il 21.10.11 — 2 Commenti
SENTENZA N. 277 ANNO 2011 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Alfonso QUARANTA Presidente - Alfio FINOCCHIARO Giudice - Franco GALLO - Luigi MAZZELLA - Gaetano SILVESTRI - Giuseppe TESAURO - Paolo Maria NAPOLITANO - Giuseppe FRIGO - Alessandro CRISCUOLO - Paolo GROSSI - Giorgio LATTANZI - Aldo CAROSI - Marta CARTABIA  ha pronunciato la seguente  SENTENZA  nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari); della legge della Regione siciliana 24 giugno 1986, n. 31 (Norme per l’applicazione nella Regione siciliana della legge 27 dicembre 1985, n. 816, concernente aspettative, permessi e indennità degli amministratori locali. Determinazione delle misure dei compensi per i componenti delle commissioni provinciali di controllo. Norme in materia di ineleggibilità e incompatibilità per i consiglieri comunali, provinciali e di quartiere); della legge della Regione siciliana 26 agosto 1992, n. 7 (Norme per l’elezione con suffragio popolare del Sindaco. Nuove norme per l’elezione dei consigli comunali, per la composizione degli organi collegiali dei comuni, per il funzionamento degli organi provinciali e comunali e per l’introduzione della preferenza unica) e della legge della Regione siciliana 15 settembre 1997, n. 35 (Nuove norme per la elezione diretta del Sindaco, del Presidente della Provincia, del Consiglio comunale e del Consiglio provinciale), promosso dal Tribunale civile di Catania nel procedimento vertente tra Salvatore Battaglia e Raffaele Stancanelli ed altri, con ordinanza del 10 dicembre 2010, iscritta al n. 46 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 12, prima serie speciale, dell’anno 2011. Visti l’atto di costituzione di Salvatore Battaglia nonché gli atti di intervento della Regione siciliana e del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell’udienza pubblica del 20 settembre 2011 il Giudice relatore Paolo Grossi; uditi gli avvocati Antonio Catalioto per Salvatore Battaglia, Paolo Chiapparrone per la Regione siciliana e l’avvocato dello Stato Maurizio Borgo per il Presidente ...

V(u)oto di scambio: il caso Lombardo e il silenzio della politica siciliana

Scritto da: il 19.09.11 — 0 Commenti
Al momento la mega inchiesta della Procura di Catania su mafia e politica sembrerebbe essere finita quasi in una bolla di sapone. Per l’indagato eccellente, il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, l’accusa è stata derubricata da concorso esterno in associazione mafiosa a voto di scambio. Per carità, non si tratta di una bazzecola, ma l’ipotesi iniziale degli inquirenti era certo assai più pesante ed il leader autonomista può per ora tirare un bel sospiro di sollievo. Quel che succederà in futuro non è dato sapere (molto dipenderà da chi diverrà nuovo procuratore capo di Catania), ma per il momento il presidente può stare (relativamente) tranquillo e tornare ad occuparsi di quel che meglio gli riesce, ovvero fare politica. Ecco, proprio qui sta il punto, però, nella politica. Che è la grande assente del dibattito degli ultimi giorni. Data la notizia sulla rimodulazione dell’accusa a suo carico e comunicato financo il giorno in cui (il prossimo 14 dicembre) Lombardo dovrà comparire davanti al giudice monocratico, un particolare non può non saltare all’occhio: a parte alcune voci isolate, come quella del senatore democratico Enzo Bianco, dell’europarlamentare Rita Borsellino, sempre del Pd, e della sua collega a Strasburgo Sonia Alfano (Idv), sostanzialmente nessun big della politica isolana è intervenuto. Non una parola su di un fatto, Lombardo a giudizio per voto di scambio, che forse qualche ragionamento lo meriterebbe. Del resto, è da fine marzo 2010, quando la Repubblica ha informato gli italiani dell’indagine in corso su Lombardo, che il Pdl interviene poco sulla vicenda. Vuoi perché il leader nazionale, Silvio Berlusconi, si ritiene un perseguitato dalla Magistratura e quindi di riflesso vede Lombardo come un “collega di sventura”, vuoi per incapacità congenita a capitalizzare le contingenze positive, vuoi perché l’inchiesta Iblis si è rivelata particolarmente ostica da comprendere e “maneggiare”. Risultato: afasìa quasi ...

Stancanelli: delicatezza vo cercando

Scritto da: il 09.07.11 — 1 Commento
Su La Sicilia di oggi, il quotidiano di Catania, si può leggere (a p. 38 del dorso etneo) una interessante intervista, firmata da Giuseppe Bonaccorsi, al sindaco della città, Raffaele Stancanelli, senatore Pdl. «Non so se è delicato o meno, col sindaco in carica, pensare già alle candidature» afferma il primo cittadino. Verrebbe da parafrasare "delicatezza vo cercando" ... Certo, dal (più che legittimo, per carità) punto di vista di monsignor della Casa, Raffaele Stancanelli ha pienamente ragione. Parlare di candidati sindaci di centrodestra quando quello in carica è pure lui di centrodestra ed ancora potrebbe correre per un ulteriore mandato non è troppo di classe. Ma se la rivoluzione non è un pranzo di gala, come diceva Mao, nemmeno lo scontro per la principale poltrona di una città è un cocktail party, quindi ... In ogni caso, ciò su cui il sindaco-senatore dovrebbe ragionare è che il vero dato politico della vicenda è appunto che nessuno nel centrodestra siciliano ritiene nemmeno alla lontana possibile una sua riconferma. Per carità, accadde anche con Umberto Scapagnini qualche mese prima che scadesse il suo primo mandato. Fra ottobre e dicembre 2004 nessuno dentro il Polo delle Libertà avrebbe dato un penny per la rielezione del farmacologo a Palazzo degli Elefanti. Eppure Scapagnini riuscì a battere lo scetticismo degli alleati, venne ricandidato e, pur con qualche ombra, vinse. Bene, è accaduto, vero. Il che, ragionamento cabalistico (o statistico) vuole, rende molto improbabile che possa riaccadere. Inoltre, la personalità dei due politici è incomparabile, sia chiaro. E le condizioni del maggio 2005 (con l'intervento di Berlusconi quale "kingmaker" e la forte ascesa della stella autonomista lombardiana) irripetibili. Oggi il tocco di Berlusconi è ormai quello di un re Mida ad contrario. Ed anche la capacità di mobilitàzione di Raffaele Lombardo non è quella di 6 anni ...

La simbologia cristiana delle uova pasquali al centro di un convegno a Catania

Scritto da: il 08.04.11 — 2 Commenti
Davvero una bella pensata quella della Fondazione “Cav. Francesco Condorelli”, nata per ricordare il noto industriale (nonché, va da sé, pasticciere) fondatore della ditta celebre in tutto il mondo per il torroncini. La Fondazione, presieduta dal figlio Giuseppe, da anni impegnata nel promuovere la tradizione dolciaria siciliana ed il suo sviluppo, ha organizzato, in occasione della Santa Pasqua, il convegno “Il Cioccolato. La tradizione delle uova pasquali”, che si terrà oggi (ore 09.00), al Museo Diocesano di Catania di via Etnea 8. L’incontro vuole approfondire il tema della simbologia, invero anche e soprattutto cristiana, delle uova pasquali, il loro messaggio artistico ed anche, perche no?, l'evoluzione della loro storia, dalla produzione artigianale a quella industriale di oggi. La sfida è dimostrare al vasto pubblico come pure la tradizione, l’arte e le conoscenze artigianali, opportunamente sistematizzate in modo sinergico, possano essere per la Sicilia asset assolutamente di rilievo sui quali puntare per definire un nuovo modello di sviluppo. Dopo i saluti del “padrone di casa”, mons. Leone Calambrogio, direttore appunto del Museo Diocesano di Catania, del sindaco Raffaele Stancanelli, del presidente della Provincia Giuseppe Castiglione, del sindaco di Belpasso Alfio Papale, e della stilista Marella Ferrera, il convegno sarà presentato da Giuseppe Condorelli e moderato da me. Seguiranno le relazioni di mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania (“Simbologia della Santa Pasqua”), di Lucia Salzano, storica dell’arte (“La Pasqua nella rappresentazione figurativa”), di Lorenzo Aspesi, amministratore delegato della Barry Callebaut Italia (“Il cioccolato: i miti, la proposta, il mercato”), di Dario Pistorio, presidente regionale siciliano della Fipe (“L’importanza della tradizione pasticcera nell’ambito dell’economia siciliana”), di Antonio Pogliese, dottore commercialista ed esperto di project financing (“Il contributo della Fondazione “Cav. Francesco Condorelli” per lo sviluppo del territorio”) e di Agatino Russo, preside della Facoltà di Agraria dell’Ateneo catanese (“L’industria agroalimentare nel nuovo modello di sviluppo ...

Il Paese dei referenda (contro qualcuno)

Scritto da: il 06.04.11 — 1 Commento
In Italia tutto il dibattito politico ormai da anni è ridotto ad un sempiterno referendum pro o contro il premier Silvio Berlusconi. In Sicilia la "consultazione" perenne è pro o contro il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Nel suo piccolo, anche Catania è vittima della stessa "sindrome". Mi accorgo che qualsiasi dichiarazione, qualsiasi scelta politica, qualsiasi opzione - anche su problemi asettici e concreti - viene ricondotta al posizionamento di ognuno nei confronti del sindaco Raffaele Stancanelli. Ovvio che tutto ciò è innaturale. E produce effetti perversi. Perché vedere i mille e più problemi di una nazione, di una regione, di una città solo ed esclusivamente attraverso le lenti deformanti dello scontro (per non dire dell'odio) politico non può certo condurre né al buon governo, nè ad una buona (ed efficace) opposizione. Se lo Stato di cui sono (comunque fiero) cittadino, la Regione che (mio malgrado) mi amministra e la città in cui (incautamente) sono nato si trovano, pur con le ovvie differenze, sul baratro che tutti possono vedere, probabilmente è anche per questa strana vocazione "referendaria" del Paese.

Ragusa atomica? No, casomai forno a microonde che ha squagliato il Terzo Polo

Scritto da: il 26.03.11 — 0 Commenti
Ragusa, gioiello di ordine e sviluppo economico che manco sembra d'essere in Sicilia, a fine maggio voterà per il rinnovo del Consiglio Comunale e della carica di sindaco. In piccolo, nel capoluogo ibleo, già nel decidere le candidature si sono affrontati (talora risolvendoli, talora no) molti dei nodi salienti della politica isolana, a cominciare dalla sorte del cosiddetto Terzo Polo, letteralmente morto nella culla. Cominciamo con il dire che la campagna elettorale ragusana è sicuramente anomala, tanto è scontata la rielezione di Nello Dipasquale, che gli ultimi sondaggi danno al 60% delle simpatie fra i concittadini. Il sindaco in carica non dorme sugli allori, però, e – come ha dichiarato durante un nostro colloquio - preferisce muoversi come se i sondaggi non esistessero, ascoltando la gente «per raccoglie idee e progetti utili al completamento del programma elettorale». Programma che ha illustrato ieri pomeriggio alla Camera di Commercio. Tema caldo anche il nucleare, visto che le polemiche in merito post terremoto in Giappone sono giunte fino a Ragusa. In merito, Dipasquale ha evidenziato come «la giunta municipale, proprio in considerazione dei rischi che inevitabilmente comporta la produzione di energia atomica, ha sancito più di un anno fa, con la delibera n. 37 del 28 gennaio 2010, il proprio parere contrario alla realizzazione di impianti nucleari nel territorio ragusano». Il sindaco lo ripete spesso in questi giorni, perché nel clima teso di campagna elettorale c’è anche chi vorrebbe farlo passare per “filo atomo”. «Allusione del tutto gratuita» che il primo cittadino respinge con forza. Insomma, nessuna Ragusa atomica, perché su questo sono tutti d'accordo. Nonostante un risultato delle elezioni sostanzialmente già scritto, però, tanti sono i veleni in queste settimane di campagna. Gli autonomisti di Raffaele Lombardo hanno infatti deciso di contrapporre a Dipasquale, che pure era stato appoggiato dall'Mpa nel 2006, un candidato, Salvatore ...

“Oltre il fallimento”, convegno ad Economia (25-26 febbraio 2011)

Scritto da: il 24.02.11 — 0 Commenti
Il fallimento e le nuove procedure giuridiche per guidarlo saranno al centro a Catania di un convegno organizzato dall’Associazione Amici dell’Università di Catania, con il patrocinio della Facoltà di Economia, dell’Ordine degli Avvocati, di quello dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nonché del Credito Siciliano e di Confindustria Catania. “Oltre il fallimento: le procedure di composizione della crisi d’impresa” il titolo della 2 giorni, che si terrà presso l’aula magna del Palazzo delle Scienze, in corso Italia 55. La recente riforma della legge fallimentare ha introdotto nuovi istituti per la composizione della crisi d’impresa, lasciando alle parti interessate l’autonomia per le valutazioni delle proposte, suffragate da piani asseverati dei flussi finanziari di medio periodo, sotto il controllo di legittimità dell’Autorità Giudiziaria. Tali istituti sono finalizzati ad evitare la dichiarazione di fallimento per le imprese in squilibrio finanziario, consequenziale, nella maggior parte dei casi, a gestioni economiche con redditività negative. Ciò conferma il riconoscimento della funzione sociale dell’impresa in termini di offerta occupazionale e di produzione di valori economici e sociali. Il convegno, con il quale l’Associazione Amici dell’Università di Catania ritiene di poter dare un proprio ulteriore contributo all’approfondimento di grandi temi sociali tramite la sintesi armonica di saperi diversi, si propone quindi di approfondire gli istituti necessari alla composizione delle crisi, con focus sulla microfinanza d’impresa, sulle evidenti connessioni con gli andamenti della macrofinanza e sui modelli econometrici per misurare e prevedere la crisi finanziaria dell’impresa. “Oltre il fallimento” sarà così articolato. Venerdì 25, dalle ore 16 alle 20, si svolgerà la prima sessione (“Aspetti giuridici della crisi di impresa”), inaugurata dai saluti di Antonino Recca, rettore dell’Ateneo catanese, di Bruno Di Marco, presidente FF del Tribunale di Catania, di Raffaele Stancanelli, sindaco della città, di Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia etnea, e di Maurizio Magnano di San Lio, presidente dell’Ordine degli ...

Vicenda “Sudpress”, un po’ di ordine (cronologico) per fare chiarezza

Scritto da: il 14.02.11 — 11 Commenti
Non è facile intervenire su di una vicenda così vicina a chi scrive, oltre che recente e dolente, come la traumatica rottura dei rapporti fra gli editori della free press investigativa Sud ed il già direttore della suddetta, Antonio Condorelli, amico che stimo e, nei limiti del possibile, cerco sempre di consigliare per il meglio. Ma siccome fare i giornalisti significa anche esporre asetticamente i fatti (si possono pure avanzare analisi, per carità - sarebbe la mia specializzazione - ma non è questo il caso in cui occorre farlo), necessita assolutamente mettere da parte sentimenti e simpatie e ricostruire gli accadimenti. In Sud abbiamo creduto in molti a Catania e la sua  fase di stallo è certo un problema per la città, che dal nostro lavoro per sei mesi circa è stata informata in maniera trasversale ed inusuale, come difficilmente accade in Italia. Allo scopo, ho pensato che  possa essere bene raccogliere qui tutti i comunicati stampa che gli editori e Condorelli hanno scritto negli ultimi giorni, proponendoli in ordine temporale a cominciare dal primo, quello dell'Associazione "Amici di Sud", casus belli alla radice della frattura. Comunicato stampa - Catania, 8 febbraio 2011 L’Associazione “AMICI DI SUD”, costituitasi per sostenere le iniziative collaterali al giornale “SUD”, free-press di giornalismo investigativo stampato a Catania, ha scritto al Presidente della Repubblica ed al Presidente del CSM chiedendo l’intervento formale del Consiglio Superiore della Magistratura affinché rimuova la condizione inquietante venutasi a determinare presso l’Ufficio GIP di Catania. Nell’esposto si denuncia la particolare posizione del Presidente dell’Ufficio GIP di Catania, la cui moglie, dr.ssa Rita Cinquegrani in Gari, è stata nominata in Giunta municipale dal Sindaco Raffaele Stancanelli ed altresì nominata Sovrintendente del Teatro Massimo “Bellini” dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Nell’esposto, si rappresenta che sia il Sindaco di Catania come anche il Presidente della Regione ...

Le progressioni verticali

Scritto da: il 12.01.11 — 0 Commenti
Io non so tutto sulla politica catanese, ma molto di sicuro sì. Definitivamente sono rientrato nell'Isola a gennaio del 2007, dopo alcune tappe di avvicinamento, per così dire. Ma ricordi ne ho. E, soprattutto, ho nel tempo costruito una solida rete di amicizie di persone - delle quali mi fido - che mi hanno raccontato, frammento dopo frammento, tessera del mosaico dopo tessera del mosaico, quel che è stata Catania nei circa vent'anni di mia assenza. Funzionari pubblici, colleghi giornalisti, imprenditori, membri delle Forze dell'Ordine. Sapete quale particolare ha unito un po' tutte le loro narrazioni in merito allo sfascio delle casse comunali di Catania? Semplice: tutti hanno sempre detto di andare a cercare l'origine del buco di bilancio etneo nella cosiddetta "progressione verticale" ... Ossia nella serie indiscriminata di promozioni che ad un certo punto l'allora sindaco Umberto Scapagnini ha posto in essere, creando funzionari e dirigenti oltre le reali necessità dell'Ente. Ora salta fuori che il danno erariale procurato da tale condotta è di milioni e milioni di euro (oltre all'incalcolabile danno di avere dirigenti spesso del tutto inadeguati) e che la Procura è da anni alla ricerca di riscontri che l'aiutino a ricostruire tutti i passaggi dell'intricata matassa. Nel frattempo, ieri sono partiti una sessantina di avvisi di garanzia, notificati dalla Guardia di Finanza. Pare siano per l'ex primo cittadino ed i componenti delle sue giunte (compreso Raffaele Lombardo, al tempo suo vice). Ma pare anche che un avviso sia per Raffaele Stancanelli, attuale sindaco. L'ipotesi di reato? Avrebbe indebitamente allungato l'orario di lavoro di alcuni precari. Come dire, solidarietà fra prestatori d'opera (assai) incerti sul proprio futuro ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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