Tutti gli articoli su Tatcher

Umana, troppo umana. Qualche pensiero su “The Iron Lady”

Scritto da: il 06.02.12 — 4 Commenti
The Iron Lady, firmato dalla grande regista teatrale inglese Phillyda Lloyd, è solo marginalmente un film sulla leader conservatrice Margaret Tatcher, uno dei personaggi storici più importanti e controversi del '900. In realtà, l'opera della Lloyd è una pacata riflessione sul crepuscolo della vita e del potere e sulla demenza senile, la cui eventualità incombe come uno spettro maligno su ognuno di noi. Verità e finzione si intrecciano nel film. Poco è infatti dato sapere sulle reali condizioni di salute dell'ex premier britannico, ma fonti autorevoli parlano da qualche anno se non di alzheimer conclamato, almeno di demenza senile appunto. Che la Tatcher - donna che un giorno fu fra i politici più potenti al mondo - talvolta creda di parlare con il marito morto da anni è assodato e su questo rapporto con il defunto Denis la Lloyd tesse una tela di rara delicatezza e sensibilità, mostrandoci una Lady di Ferro ormai alla fine della sua avventura terrena. Umana, troppo umana secondo alcuni critici. Una anziana signora che non suscita più nessun rancore, ma solo tenerezza. Perché di fronte ad una vita che volge al termine poco possono dire l'ideologia ed i giudizi politici. Nata a Grantham il 13 ottobre del 1925, Margaret Roberts in Tatcher è stata leader del partito conservatore inglese dal 1975 al 1990 e primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990 (la prima e ad oggi unica donna ad aver ricoperto tale carica). La regina Elisabetta le ha conferito il titolo di baronessa di Kesteven, nella contea di nascita del Lincolnshire, quale premio per aver contribuito a rendere il mondo un posto di molto peggiore rispetto a prima che giungesse a Downing Street. Personalmente, ho sempre detestato in maniera radicale Margaret Tatcher, conservatrice (ma non reazionaria: votò per la depenalizzazione dell'omosessualità e dell'aborto) di estrazione piccolo ...

Dagli Anni di Fango al trionfo del Falso

Scritto da: il 09.05.09 — 0 Commenti
Quand'è che l'Occidente e l'Italia, suo avamposto limitrofo all'Africa, han cominciato a scivolare così in basso sino al disfacimento dei nostri giorni? Gli Anni di Fango, mai espressione fu più azzeccata, gli anni Ottanta hanno segnato l'inizio della fine. Erano gli anni della Tatcher e di Reagan, gli anni in cui il lavoratore, il suo corpo (vi ricordate la rivolta dei minatori gallesi?) han cominciato a valere meno di nulla. E quello della donna di pari passo. Credo che lo squallore che ci circonda, che l'amoralità oggi così diffusa, che la riduzione di tutto a merce siano intrinseci al Capitalismo. Tutto qua ... Quel che stiamo vivendo dagli anni Novanta ad ora altro che non è che l'esito - naturalissimo, prevedibilissimo - della vittoria finale del Capitale. Per carità, che oltre la Cortina di Ferro si vivesse meglio non lo si può sostenere. Sarei folle se pensassi veramente alla Germania Est, di cui provocatoriamente tengo la bandiera sul cuscino, come ad un paradiso. Ma certo una simile vittoria del Falso nel mondo non si era mai vista ... Lo sciopero dei minatori gallesi negli Anni Ottanta
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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