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Oltre 4 minuti (ma alcuni testimoni dicono circa 10) di sisma di magnitudine 8.9 della scala Richter (che arriva a 10) ed uno tsunami conseguente con onde alte più di 10 metri hanno devastato il Nord Est del Giappone. L'epicentro è a circa 130 chilometri dalla costa di Sendai, il cui aeroporto è stato sommerso. Ancora non vi è una stima delle vittime, ma il numero sarà sicuramente alto, troppo intenso il terremoto e troppo duri i suoi effetti anche per le futuristiche soluzioni antisismiche del Paese.
Com'è comprensibile, l'intero Paese è nel caos, con palazzi in fiamme non solo a Sendai e scene di panico diffuse anche nella capitale Tokio. Sul sito del Corriere della Sera è possibile seguire la diretta video della tv Nhk World, con le terribili immagini ed il commento in inglese della speaker.
Sembra davvero divenuta una moda quella di attaccare lo scrittore Roberto Saviano. Da destra e da sinistra, per inciso. Una moda ignobile, degna proprio di un Paese come il nostro, profondamente incivile e in molte sue aree radicalmente connivente con il crimine innanzitutto perché popolato da gente immorale se non amorale tout court.
In tutta franchezza, ho letto solo a stralci il lungo saggio Gomorra che ha dato a Saviano notorietà internazionale, devastandogli nel contempo la vita e costringendolo ad una esistenza sotto scorta. Limite mio, lo ammetto. A prescindere, comprensibilmente, da alcuni cari amici e colleghi, non amo gli autori italiani, né per quel che riguarda la fiction, né per quel che riguarda la saggistica. Inoltre, ulteriore mio limite, non mi hanno mai affascinato gli studi sul fenomeno mafioso e mi ripugna l'antimafia militante di chi poi propone soluzioni così all'acqua di rose da risultare semplicemente ridicole. Sono un giustizialista assoluto, quindi fatico molto a comprendere chi combatte la Mafia partendo da posizioni di garantismo liberaldemocratico.
Detto questo, ritengo Gomorra imprescindibile. Le parti che ne ho letto sono lucidissime, fedeli fotografie di quell'inferno senza limiti che è il nostro Sud, e mi hanno dato l'impressione di un libro che è filtro fondamentale per capire l'Italia di oggi.
Per non parlare di quanto siano lungimiranti le analisi di Saviano. Dopo il terremoto dell'Aquila, ad esempio, leggere Gomorra ha fatto comprendere così bene quel che era accaduto che il libro sembrava scritto dopo i tragici eventi d'Abruzzo e non prima.
Capisco bene che Saviano dia quindi molto fastidio, ma, ripeto, gli attacchi da più parti subiti da un uomo del genere sono indegni, pessimo segnale dell'imbarbarimento progressivo del nostro sempre più osceno Paese.
Giovanni Falcone diceva spesso che nella lotta alla Mafia muore chi viene isolato. Ecco, non vorrei che le feroci critiche di questi ultimi ...
Sebbene non si sia guadagnata titoloni sulle prime pagine della stampa mondiale, la notizia del(l'ennesimo) file audio registrato da Osama bin Laden e fatto pervenire ad al-Jazeera è di grande interesse. Non solo perché (potrebbe) conferma(re) che il puppetmaster del terrorismo islamista è vivo nonostante i gravi problemi di salute che lo affligono (è in dialisi da oltre 10 anni), ma anche e soprattutto per i contenuti del messaggio. Contenuti che rappresentano, come molti hanno notato, una vera e propria "svolta verde" del leader di al-Qaeda.
Per la prima volta bin Laden ha parlato di economia e di ambiente (nei 25 precedenti messaggi, sia video che solo audio, dall'11 settembre 2001 in poi aveva solo parlato di politica e religione), accusando gli Stati Uniti di essere sia all'origine della crisi finanziaria globale che il cuore dei disastri ambientali con cui l'uomo deve confrontarsi. Addiruttura, bin Laden ha chiamato a sostegno delle sue tesi il noto filofoso statunitense Noam Chomsky, rifacendosi alla teoria di quest'ultimo che legge le politiche americane in parallelo con quelle della Mafia.
L'interesse verde di bin Laden, comunque, evidenzia, se mai ve ne fosse stato bisogno, l'antimodernismo intrinseco dell'ideologia ambientalista. Non mi sorprende, insomma, che il burattinaio del terrore mondiale si sia palesato quale fervente ecologista, il tratto si addice benissimo al personaggio.
Ad Haiti - che non ha più su di sé i riflettori dei media mondiali nonostante un numero di morti per il terremoto che alla fine del computo a mio avviso sarà non troppo dissimile da quello dello tsunami asiatico di fine 2004 - impazzano intanto le bande formate dai criminali che il sisma ha liberato. Il disgraziatissimo Paese è ormai una vera e propria No Man's Land e davvero poco possono i soldati americani intervenuti a portare soccorso. La definitiva destabilizzazione della Repubblica caraibica, per inciso, ...
Il devastante terremoto che ha colpito Haiti martedì 12 è uno di quegli eventi che per giorni oscurano tutte le altre notizie. Si tratta di una ecatombe che come numero di vittime alla fine potrebbe anche sfiorare quello di 291mila dell'epocale tsunami asiatico del 26 dicembre 2004. Al momento i morti accertati nell'isola caraibica sono 70mila, ma i dispersi sono centinaia di migliaia e l'opera di sgombero delle macerie è ancora agli inizi.
Com'è comprensibile - ma non del tutto, sia chiaro - il caos e la violenza impazzano nel Paese, i cui vertici si sono sì casualmente salvati, nonostante il crollo di tutti i palazzi istituzionali, ma senza avere grosse possibilità di controllare gli eventi.
Gli Stati Uniti hanno subito inviato soccorsi massicci, così pure tante altri nazioni ricche. Si segnala per originalità la generosa proposta del Senegal, che si è detto disposto a cedere una parte del suo territorio per ospitare i superstiti e favorire così il loro ritorno nell'originaria Africa. Proposta romantica, ma certo non molto realistica.
Poco utile su di un simile accadimento avanzare analisi politiche, ma se c'è qualcosa che il terremoto di Haiti ha evidenziato è la fragilità dell'intera area. Fragilissima, oltre che poverissima la Repubblica di Haiti. Ma fragile anche la posizione degli Stati Uniti, che non sono mai riusciti a fare davvero ordine nel cosiddetto "cortile di casa". Un focolaio di endemica povertà e (in questo caso sì) consequenziale violenza che da Washington non sono stati in grado di tenere sotto controllo, consentendo che a poco dalle proprie coste vi fosse una No Man's Land di rara pericolosità.
Sebbene il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito Haiti non sia ancora chiaro, le Autorità temono che decine di migliaia di persone siano rimaste sepolte tra le macerie, se non addirittura centinaia. Mentre i cadaveri marciscono per le strade, i soccorritori proseguono come possono le ricerche tra gli edifici crollati durante il violentissimo sisma che martedì sera ha quasi raso al suolo la capitale del Paese, Port-au-Prince.
La popolazione è disorientata, senza acqua, né cibo. Gli aiuti internazionali tardano, anche perché l'aeroporto è in mano agli sciacalli. Le comunicazioni e le infrastrutture sono praticamente azzerate, il che rischia di far aumentare con il passare delle ore il numero delle vittime. Vittime che al momento sarebbero stimate attorno alle 100mila, ma che alla fine della macabra conta, considerato come la città avesse oltre 2 milioni di abitanti, potrebbero anche superare le 500mila.
[caption id="attachment_7428" align="aligncenter" width="350" caption="Un'antica mappa coloniale di Haiti e Santo Domingo"][/caption]
Una scossa del 4.5 della Scala Richter ha colpito L'Aquila alle 22.58, con epicentro a 14 km di profondità sotto Pizzoli. Molto panico, ma nessun danno alle persone.
Intervenendo sulla scossa di stamattina all'alba nell'Aquilano, il Dipartimento della Protezione Civile ha reso noto un particolare che finora era stato negato, ma che ai più sembrava evidente: la scossa distruttiva del 6 aprile non è stata, come precedentemente sostenuto dalle autorità, del 5.8 della scala Richter, ma di magnitudo 6.3.
Mappa dei luoghi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009
Una scossa di magnitudo 2.9 della scala Richter ha svegliato L'Aquila questa mattina alle 05:36, causando il crollo di alcuni edifici pericolanti. Le località attorno all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Scoppito. Il Dipartimento della Protezione civile ha dichiarato che non vi è stato alcun danno a persone.
Il terremoto nell'Aquilano visto dal satellite
Mi è giunta per e-mail dall'amico Max (e subito la trasformo in post) questa citazione dal saggio Gomorra di Roberto Saviano (p. 236) che davvero è illuminante su quanto accaduto in Abruzzo.
«Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville.
A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma.
Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova».
Inutile aggiungere altro ...
Roberto Saviano
I soldi destinati all'Abruzzo dal Consiglio dei Ministri sono 8 miliardi di euro, di cui 1.5, come si sapeva, per gestire l'emergenza in corso e 6.5 per la ricostruzione.
Chi rifarà casa da zero riceverà 150.000 euro di contributo statale, chi dovrà semplicemente ripararla ne riceverà 80.000.
Nel complesso, sono circa 13.000 le case abruzzesi del tutto inagibili.
Il premier Silvio Berlusconi ha anche deciso di far svolgere a L'Aquila il G8 che l'Italia ospiterà quest'estate. I partner internazionali sono già stati informati e nessuno avrebbe opposto obiezioni.
Nel frattempo, è salito a 297 il numero della vittime e nuove scosse sono state avvertite ieri pomeriggio e stanotte, entrambe di magnitudo 4.0 della scala Richter.
Mappa aggiornata dei luoghi più colpiti dal sisma
3 nuove scosse in Abruzzo stanotte. 2 nella zona di Sulmona verso mezzanotte ed una a L'Aquila dopo le 04.30 del mattino. Le scosse sono state di magnitudo compresa fra il 2.6 ed il 3.2 della scala Richter.
Difficili le condizioni meteo, con freddo intenso e pioggia che ha allagato numerose tende.
Il Parlamento europeo oggi si occuperà di Abruzzo, per la cui ricostruzione si parla di una cifra attorno ad un miliardo e mezzo di euro.
Scene di distruzione in Abruzzo
Dopo il tremendo terremoto in Abruzzo di inizio mese, anche i politici siciliani stanno cercando utili soluzioni preventive per scongiurare che un disastro naturale possa mettere in ginocchio l'Isola.
Su Milano Finanza Sicilia (che, come sempre per l'edizione "sabatina", starà in edicola 7 giorni) ho pubblicato oggi un articolo in cui do atto dell'interesse in tal direzione di politici siciliani come il deputato regionale Salvo Pogliese (estensore di un disegno di legge all'Ars sulla prevenzione antisismica), l'assessore alle Politiche scolastiche della Provincia di Catania Giovanni Ciampi, il consigliere provinciale etneo Enzo D'Agata (responsabile del gruppo "Con Nello Musumeci per la Provincia"), in prima linea nel richiedere l'adozione del cosiddetto "fascicolo del fabbricato".
Ma nel pezzo odierno per MF sottolineo anche come il Comune di Catania, a quanto mi risulta, abbia un accurato progetto (già pagato a chi lo ha ideato) per un capillare censimento delle unità abitative catanesi senza che lo abbia mai attivato.
Da logica, in un'area fortemente sismica come quella catanese, porre in essere un piano di profonda verifica dei dati abitativi dovrebbe avere la priorità. Forse non è così per l'amministrazione cittadina, che da quel che mi è dato sapere sta perdendo tempo prezioso tenendo in stand by il suindicato progetto. Ed una qualche idea del perché me la sono anche fatta ...
Milano Finanza del sabato costa un po' più del quotidiano, ma, credetemi, ne vale la pena ...
Massime intensità mcrosismiche registrate in Sicilia dall'anno 1000
Guido Bertolaso ha reso noti stasera i numeri ufficiali dei luoghi colpiti: 49 Comuni hanno avuto danni, 37 in provincia dell'Aquila, 5 di Teramo e 7 di Pescara.