Oggi The Times of India nota come il 13 e il 26 siano le due date scelte dai estremisti islamici per numerosi attacchi sferrati sul territorio dell'Unione, in particolare quelli attribuibili alla formazione Indian Mujahiddin, legata ai fondamentalisti pachistani. L'ipotesi del quotidiano è che dietro il triplice attentato di ieri a Mumbai (un tempo Bombay) vi potrebbe essere la medesima sigla.
Sul perché della scelta di queste date, però, al momento non vi è spiegazione. L'Undici Settembre pare sia stato scelto in quanto martedì, ossia il giorno in cui, per i musulmani, Allah creò gli inferi. Ora pare che nella mente dei jihadisti indiani 13 e 26 abbiano un qualche oscuro significato di cui forse non si saprà mai nulla. Siamo alla cabala del terrore ...
Mumbai, 13 luglio 2011
Una bomba sganciata per errore da un caccia militare fa rischiare un'ecatombe nel Rajasthan.
Un Mirage 2000 dell'aviazione indiana ha infatti sfiorato la catastrofe durante una esercitazione non lontano dal confine con il Pakistan, sganciando una ordigno che è andato ad esplodere a 30 metri dal canale "Indira Gandhi", una infrastruttura vitale per l'area, che, se colpita, avrebbe riversato immense quantità di acqua inondando diverse città del Rajasthan occidentale.
Il clamoroso errore del pilota indiano è stato ricostruito dal quotidiano The Times of India, che ha evidenziato come il canale "Indira Gandhi" sia un'opera mastodontica ideata per irrigare una grande zona altrimenti desertica.
Lunedì 14 il caccia è decollato dalla base aerea di Gwalior per una esercitazione di routine. L'ordigno sganciato accidentalmente è caduto a 12 chilometri da Mohangarh, cittadina del distretto di Jaisalmer, creando un cratere profondo ben otto metri e danneggiando pericolosamente gli argini del canale, mentre il reale obiettivo dell'esercitazione era Chandan Range, distante 25 chilometri dal luogo colpito.
Di sicuro tale assurdo errore pone qualche dubbio sull'effettiva capacità di Paesi come India, Pakistan o Corea del Nord di gestire un arsenale nucleare. L'India, in via di rapidissimo sviluppo, non può certo permettersi simili ombre che mettano in dubbio il know how delle proprie Forze Armate.