Tutti gli articoli su violenza

Sogni giovanili, maturi incubi

Scritto da: il 30.10.14 — 0 Commenti
Da giovane, archiviata una lunga stagione di adolescenziale impegno in un movimento cattolico, un po' per rigetto, un po' per reale convincimento, ritenevo l'ordine borghese il peggiore dei mali. Il mio sogno di allora (una ventina d'anni fa, momento più, momento meno) era un chaos diffuso, proveniente dal basso, che togliesse ogni sicurezza ai cittadini appartenenti alla cosiddetta "classe media" (colpevole di non ricordo più che cosa). Tacendo della progressiva scomparsa di quest'ultima, nel tempo ho anche dimenticato che cosa ritenessi con espressioni quali «dal basso». Ma quella dei meccanismi di selezione della mia memoria è un'altra storia, che credo interessi poco. Crescendo, maturando, invecchiando, morendo, ho visto il mondo, e segnatamente la città in cui sono tornato a vivere dopo due decenni Altrove, diventare scenario del mio sogno giovanile. A prescindere dallo scacchiere internazionale (da al-Qaeda alla crisi globale, approdando alla lucida follia dell'Isis), i luoghi in cui viviamo sono divenuti ognuno un piccolo inferno. Le cronache cittadine, a partire dall'ormai quasi quotidiano femminicidio in Italia, lo testimoniano a ogni istante. Ma altro che l'insicurezza diffusa che vagheggiavo in funzione anti sistema. Oggi la paura - liquida (leggete e diffondete Zygmunt Bauman) e non - è come l'aria. La violenza è ovunque. Una abominevole concezione proprietaria dei rapporti ha preso possesso delle menti di molti uomini. E gli Stati liberaldemocratici si sono rivelati il cane da guardia non tanto e non più della classe dei produttori, quanto di un sistema finanziario sovra nazionale che i produttori li vessa tanto quanto i lavoratori. Chiaramente, a farne le spese, come sempre, sono i più deboli. Le donne e i bambini in primo luogo. E gli anziani. Privati del sacro diritto di serenamente dirigere i propri passi verso la dimora definitiva. Danni collaterali anche per qualche sognatore. Che si ritrova a vivere in (non) ...

C’era un tassista in coma … Oltre alla Giustizia …

Scritto da: il 16.10.10 — 9 Commenti
Sarò subitaneamente schietto e brutale, senza tanti giri di parole: credo che la sola riforma della Giustizia che serva al Paese sia nella direzione della più assoluta ferocia di Stato. Gli episodi di cieca violenza cui ormai quotidianamente si assiste in Italia - ma è chiaro che la considerazione si può estendere all'Occidente intero, basti pensare al problema delle gang giovanili negli Stati Uniti - non lasciano più spazio a sterili garantismi di sorta. L'oscena vicenda di Avetrana, che si complica ogni giorno di più, portandosi anche dietro un'orrida ombra necrofila, la feroce aggressione di gruppo ad un tassista a Milano, in coma da giorni fra la vita e la morte, l'uccisione dell'infermiera a Roma ad opera di un balordo recidivo dopo un banale litigio in fila alla cassa della metropolitana, le ore di  paura vissute a Genova per  il bestiale comportamento degli ultras della nazionale serba, le quotidiane violenze, a sfondo sessuale o meno, contro donne indifese, la microcriminalità diffusa ormai a macchia d'olio soprattutto al Sud stanno sancendo il definitivo fallimento della liberaldemocrazia. Attenzione, non ho detto della democrazia tout court, per carità, ma della sua variante liberale, cosa diversa. Variante liberale che (inevitabilmente?) porta con sé un lassismo, un ipergarantismo, una "cura" dei diritti del reo che depotenziano alla base qualsivoglia condanna. Non è così, ad esempio, per le socialdemocrazie nordiche, dove l'assoluta certezza della (anche rigida) pena fa sì che pure l'individuo più instabile ed antisociale possibile ci pensi a lungo prima di dar sfogo alla sua natura. Prevengo l'usuale obiezione: una cosa è un Paese da 5-10 milioni di abitanti, una cosa è un colosso demografico. Bene, lunghi dall'essere una scusante, tale argomentazione è un'aggravante: appunto perché l'Italia ha circa 60 milioni di individui che circolano sul suo territorio che la gestione del loro comportamento dovrebbe essere ...

Il corpo delle donne

Scritto da: il 16.06.09 — 6 Commenti
Questo documentario di Lorella Zanardo, Marco Malfi e Cesare Cantù è semplicemente sconvolgente, davvero da buttare il pc per aria ed uscire di casa a fare la rivoluzione. Quasi quasi c'è da pensare che l'Arabia Saudita rispetti di più la donne di quanto lo faccia l'Occidente! Che tristezza ... Ora capisco perché da anni alla tv vedo solo le news e null'altro ... Davvero, come si dice nel documentario, rischiamo di morire sconosciuti a noi stessi ... Cliccate qui: http://www.ilcorpodelledonne.net/documentario/index.html

«È il momento di un nuovo inizio»: il discorso di Obama al Cairo

Scritto da: il 05.06.09 — 0 Commenti
Sono onorato di essere nell'antichis­sima città del Cairo, ospite di due illu­stri istituzioni. Da circa mille anni al-Azhar rappresenta un faro di cultu­ra islamica e da più di un secolo l'Uni­versità del Cairo è fonte e stimolo di progresso per tutto l'Egitto. Insieme, queste due istitu­zioni incarnano un perfetto sodalizio tra sviluppo e tra­dizione. Vi ringrazio per la vostra ospitalità  e per l'accoglienza ricevuta dal popolo egiziano. E sono altresì orgoglioso d'essere latore di un messaggio di buona volon­tà da parte dell'intero popolo americano e di un saluto di pace da parte delle comunità musulmane del mio Pae­se: Assalaamu alaykum! (Che la pace sia con voi). Il nostro incontro cade in un periodo di tensione tra gli Stati Uniti ed i musulmani del mondo intero, una tensione generata da forze storiche che travalicano l'attuale dibattito poli­tico. Le relazioni tra l'Islam e l'Occidente si fondano su secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche su conflitti e guerre di religione. In tem­pi recenti, le tensioni sono state provocate dal colonialismo, che ha negato diritti del tutto legittimi ed op­portunità di crescita a molti musulmani, e dalla Guerra Fredda, nel corso della quale i Paesi a maggioranza musulmana fin troppo spesso sono stati utilizzati alle stregua di pedine, senza tenere con­to delle loro aspirazioni. Inoltre, i cambiamen­ti profondi avviati dalla modernizzazione e dal­la globalizzazione hanno spinto non pochi mu­sulmani a vedere nell'Occidente un nemico delle tradizioni dell'Islam. La violenza estremista ha sfruttato a suo favore proprio queste tensioni all'interno di piccole ma potenti mi­noranze musulmane. Gli attacchi dell'11 set­tembre 2001 e le ripetute azioni sanguino­se di questi estremisti contro le popolazioni civili hanno spinto una parte del mio Paese a considerare l'Islam come inesorabilmente osti­le non soltanto all'America e ai Paesi occidentali, ma anche ai diritti umani. Da qui sono emerse nuove paure e nuove diffidenze. Ma fintanto che i nostri rapporti saranno fonda­ti su divergenze, daremo ...

Violenza anche al vertice Nato di Strasburgo, la rabbia non è solo dei No Global

Scritto da: il 03.04.09 — 0 Commenti
Decine di persone (parrebbe addirittura un centinaio) dei circa trecento manifestanti fermati ieri sono state arrestate dalla polizia francese dopo le dure proteste contro il vertice Nato che si tiene a Strasburgo. Oggi si temono nuovi scontri, considerato come ormai la regia di tali esplosioni di violenza sia consolidata e per certi versi uguale a se stessa da anni. In questi giorni, però, c'è un elemento nuovo di cui non si può non tenere conto. Accanto alla rituale opera di devastazione dei No Global vi è la rabbia di molti cittadini normali che dalla crisi economica hanno avuto devastata la vita. Come scrivevo ieri, i fatti di Londra e Parigi di inizio settimana e le manifestazioni a Strasburgo non possono e non devono essere sottovalutate. In Europa ed America la gente ha visto crollare le proprie sicurezze in un battibaleno e molti membri della cosiddetta classe media sono precipitati nell'indigenza in pochi mesi. Di fronte a tali tragedie personali, a nulla vale l'annuncio del G20 di 1.000 miliardi di dollari stanziati per arginare la crisi globale. Molto meglio sarebbe un concreto aiuto alle famiglie, con una politica di microcredito diffuso. Ma è ovvio che agli occhi dei potenti del mondo il destino di una colosso bancario è più importante di quello dei singoli. Ma allora, mi chiedo (e non sono il solo) da mesi e mesi, perché non salvare anche Lehman Brothers, il cui crac è all'origine, almeno cronologicamente, dell'attuale spirale recessiva? Misteri della "provvidenza finanziaria" ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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